Il Blog di Giuseppe Previti

” LA NAVE DEI VINTI ” DI LEONARDO GORI – TEA

Siamo nel marzo del 1939 quando una nave in avaria, carica di profughi  in fuga dalla guerra civile in Spagna attracca al porto di Genova. Ci sono a bordo donne,uomini, bam-
bini, marinai e personaggi misteriosi compreso un mago, e altri di difficile identificazione. Bruno Arcieri, capitano dei carabinieri, ora in forza al Sim, viene inviato d’urgenza
sul posti, deve salire sulla nave per scoprire se vi siano delle spie, una in particolare,ma la missione  deve essere coordinata con un emissario del Vaticano . Bisogna trovare
tra i tanti a bordo una persona che deve consegnare dei documenti importanti per evitare quella guerra che ormai tutti avvertono prossima. Il nostro capitano inizia quindi
a interrogare i passeggeri per individuare l’agente che deve effettuare la consegna, Ma il compito si rivela subito assai complicato, oltre tutto si scopre che a bordo è nascosto
il corpo di un uomo ucciso. Inoltre i pochi carabinieri che presidiano la nave dall’esterno sono a loro volta soverchiati e scacciati dalla milizia fascista che vuole impossessarsi
di chi è a bordo.Effettivamente sulla nave c’è di tutto, profughi che temono di essere rimpatriati,, spie, agenti più o meno sotto copertura o sotto mentite spoglie, militanti re-
pubblicani in fuga e tutta una fauna umana,la più variopinta possibile, che era riuscita a imbarcarsi per lasciare la Spagna.
Arcieri, che tra l’altro è preoccupato per le sorti del suo grande amore, Elena Contini che si trova a Firenze e che quindi deve preoccuparsi dell’emanazione delle leggi razziali.
inizia i suoi interrogatori. Deve anche decidere sui vari problemi che via via si prospettano, badando anche a non deludere il suo comandante., che però in questa situazione
ha puntato molto su di lui…

Leonardo Gori procede in questa sua “rivisitazione” di tutta la lunga storia del colonnello Bruno Arcieri, parte riproponendo ai suoi l’intera serie dei romanzi con protagonista
l’Arcieri stesso, magari con  opportune integrazioni, parte aggiungendo nuovi capitoli delle avventure vissute dall’Arcieri stesso nella sua lunga e spesso tormentata vita.
Con La Nave dei Vinti si aggiunge un nuovo capitolo  ritornando a un Arcieri più giovane, siamo nel marzo del 1939 A Genova, dove è stato inviato d’urgenza dal suo coman-
dante. L’Europa è sull’orlo della guerra, Genova vive una strana atmosfera, quella dell’Italia di quei giorni, tracotanza e protervia dalla parte del regime e dei suoi sostenitori, una quasi indifferenza invece da parte di chi vive la propria vita quotidiana meglio che può, non curandosi molto di quelli, vedi la donna di Arcieri, che stanno avviandosi a passare momenti terribili con l’emanazione delle leggi razziali.
Subito Arcieri capisce che il suo compito non sarà facile, intanto deve affrontare un’umanità dolente e bloccata nel porto di Genova su una nave carica di profughi dalla guerra civile spagnola. Ma quel che più lo sconcerta è che gli sembra di trovarsi davanti a un gruppo di uomini e donne certo in carne e ossa, più o meno sgangherati, ma per lo più simili a ombre, a fantasmi, a dei relitti in cerca di salvezza. Nell’aria incombe l’atmosfera di una catastrofe imminente, del resto chi viene dalla Spagna quest’atmosfera l’ha già
vissuta, e quindi le indagini di Arcieri si svolgono in clima quasi surreale, dove molti sono dei doppiogiochisti, e per il capitano è difficile discernere tra chi mente e chi dice la
verità., ma ancora più difficile è capire da che parte siano.
L’autore ricorre per raccontare questa storia a un espediente letterario che si rivelerà assai efficiente, anche in base alla natura del libro,dove ci sono l’azione, la spy-story, il
sentimento, la cronaca, ognuno si gioca un proprio ruolo, il dialogo è esauriente e diciamo essenziale nel dare un contenuto a tutto quello che avviene.
Ogni capitolo della chiamiamola “storia genovese” è intercalato da brevi capitoletti in corsivo dove >Bruno Arcieri, in una fredda serata fiorentina degli anni ’70,  sente il bisogno di raccontare alla sua Marie un episodio della sua vita, una lontana storia accaduta a Genova nel 1939. Una storia che Arcieri, ormai uomo maturo e abbastanza disilluso, vuole
rievocare a distanza di trenta anni, perché avverte la necessità di spiegare,in primis a se stesso, cosa hanno significato per lui quelle giornata trascorse a bordo e quali sono state§
poi le conseguenze sulla sua persona ma anche su quel che avverrà nel mondo.
Diciamo che la nostra inizia quando finisce l’ultima storia narrata da Gori, L’ultima scelta, Arcieri e Marie siedono a un tavolino del bar della stazione di Firenze, lui ha appena
stracciato la busta con il biglietto aereo con il quale avrebbe raggiunto Elena Contini. Ma adesso, che il i dado è tratto, una parte della sua vita è cancellata, ma lui comunque vuole riesaminare la sua storia, o come fu che un carabiniere di belle speranze, rigido e impettito, si trasforma in un ufficiale dei Servizi, mandato in missione qua e la.
E così eccolo a Genova in missione segreta, legata all’arrivo in porto dalla Spagna di una nave con molti passeggeri a bordo,fuggiti dalla guerra di Spagna, ma sulla nave sembra che non ci siano solo fuggiaschi ma anche personaggi di vario genere, spie, antifranchisti, e altri ancora .
Un libro assai intenso legato alla guerra civile spagnola ma anche ai venti di guerra che ancor più minacciosi si prospettano all’orizzonte, ma un libro che ha anche il merito di
ricordare una brutta pagina della storia, oggi dimenticato o addirittura ignorato, ma  che invece va tenuto a mente perché aveva in sè i segnali premonitori di quel che poi sarebbe accaduto in seguito.
E del resto è nel personaggio di Bruno Arcieri, ma ancor più nella sua storia di uomo sempre pieno di dubbi, bisognoso di sapere e di conoscere, aperto e pronto a parlare con
tutti. E come in tutti i romanzi di Leonardo Gori la storia ne è sempre co-protagonista, non è un semplice sfondo,ma il luogo,l’ambiente, il tempo dove si muovono i suoi perso-
naggi,personaggi in carne e ossa, con le loro azioni,le loro emozioni, il loro “vivere la vita”, quindi non soltanto fredda cronaca ma “partecipazione “di tutti. Anche in questa
La nave dei vinti  i personaggi sono tanti, con una loro vita quotidiana, con speranze, amori,delusioni, fughe , intrighi,dubbi.
Arcieri ormai non è più un ragazzo, non fa parte dei personaggi “seriali” immutabili nel tempo,ma ciò lo fa ancora più naturale,lui cerca sempre di adattarsi e capire i tempi in cui vive. Nella nostra storia appare un Arcieri “maturo” che si rivede “giovane” ma senza fare sconti a nessuno, meno che mai a se stesso.
Leonardo Gori ci dice che è il libro forse a cui tiene di più, del quale libro, cosa ormai comune a tanti suoi colleghi scrittori,  ci sembra anacronistico continuare a parlare di>
scrittura di genere. Qui abbiamo una storia scritta con forma di romanzo ricco di tanti connotati, noir compreso. Quel che colpisce in questo romanzo è che Arcieri sta arrivando a  capire cosa è la vita, non più una visione rigida del mondo, ma il volersi o il doversi adattare, il confrontarsi con gli altri, il capire appunto che non tutto è bianco e non tutto è nero. Una trama densa di fatti e personaggi, un testo tra il noir e la spy story,, un cocktayl di figure e sensazioni che danno vita a un romanzo emozionante, che contiene anche
pagine di storia,necessarie per capire gli sviluppi futuri. Genova,Firenze, Daniele, Nanette, Marie,Elena, il Monsignore, il comandante, il mago, l’agente segreto. Da citare tra i
tanti personaggi mossi dalla magia di un eccelso Leonardo Gori un Bruno Arcieri che…indaga su Bruno Arcieri !

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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