Il Blog di Giuseppe Previti

” LA CORONA DEL RE LONGOBARDO” DI MARCO VOZZOLO- LEONE EDITORE

Siamo nel 1323, Pistoia è rimasta tra le poche città toscane di sponda guelfa.E appunto sulla città si sta abbattendo la furia dei ghibellini con l’assedio dei ghibellini
lucchesi guidati da Castruccio Castracani.
Ma anche all’interno della città i pericoli e le tensioni non sono minori,, essa è minata dalle spietate rivalità tra le famiglie più blasonate. Una lotta fratricida che viene alimentata e sfruttata dalle massime autorità cittadine, a loro volta assetate di potere, E così conosceremo il vescovo Ildebrando e il capitano del popolo Ormanno de’Tedici e il suo famigerato nipote Filippo. E ci vorrà  l’opera e l’ntervento di un cavaliere capitato per caso nella città di Pistoia, Ruggero da Suio, fuggito dalla Terra Santa dove era tra i crociati,
per debellare la varie trame che stanno opprimendo la gloriosa città.

Nel quattordicesimo secolo a Pistoia, dove il potere è tenuto dal vescovo e dal capitano del popolo, l’atmosfera è quanto mai turbolenta e tesa, divorata come è dalle lotte intestine tra le famiglie dei nobili che vogliono assicurarsi il dominio sulla città. Intanto aumenta il pericolo per la stessa in quanto le truppe ghibelline lucchesi guidate da Castruccio Castracani, la stanno per cingere d’assedio. In questo momento così caotico capita in città un ex-cavaliere ospitaliere, Ruggero, che ha abbandonato la Terra Santa
e ora sta attraversando l’Italia per raggiungere la sua famiglia.>
E da qui si snoda una vicenda piena di avventure e di misteri LA CORONA DEL RE LONGOBARDO di MARCO VOZZOLO, una storia ricca di complotti,intrighi, tradimenti, ag-
guati, battaglie, amori, violenze, crudeltà. Al centro di tutto questo una Pistoia sotto assedio sia all’interno che all’esterno delle sue mura.
MARCO VOZZOLO ci racconta questo episodio  della storia di questa città, ricorrendo all’inserimento nella realtà del tempo di figure più o meno inventate, necessarie per arrivare ad una forma di “storia romanzata” ben più accessibile e anche al godibile al pubblico dei lettori del saggio storico, opera più da specialisti.Ovviamente nella misura in
cui le figure “non reali” diventano reali e quindi capaci di provare e suscitare emozione, amore,odio, interesse ,curiosità, l’operazione può dirsi pienamente riuscita. Tanti quindi
i protagonisti, di cui non si cantano le lodi, ma li si fanno vedere come sono, con i loro pregi e i loro difetti, certamente un quadro non troppo edificante perché troppa gente è
pronta a tradire, a cambiare casacca, a seguire il proprio tornaconto, e non è che tutti fossero dei mercenari-
Assai spietato il ritratto dei potenti, sono tempi difficili assai oscuri,  Bambini sgozzati, donne stuprate, suore violentate, uomini ammazzati, non c’è pietà in questo tratto di Toscana.Addirittura per impaurire  chi abita dentro le mura i lucchesi li bombardano con…pezzi di carne umana, ad ammonimento di quello che potrebbe loro accadere e per
impaurirli sempre più.
In questa situazione abbastanza precaria, anche per la discordia tra i reggitori della città , arriva un giovane , dall’avventurosa esistenza, che capitatovi per caso, un po’ perché
ammaliato dalla graziosa visione di una fanciulla un po’ perché stanco di tante violenze che non condivide nemmeno quando coperte dalla Chiesa, e questo è uno dei motivi per
cui ha lasciato il servizio in Terra Santa,, vorrebbe trovare un po’ di pace di riposo. Ma è anche un uomo giusto, pieno di equilibrio, e pur cercando di rimanere impassibile anche
di fronte a certe scene di violenza anche le più efferate, ha pur sempre un suo particolare codice di onestà e di valori etici, e se certi individui non gli piacciono per i loro comportamenti non si preoccupa molto della fine che viene loro riservata.
L’autore ci presenta l’affresco di un’epoca assai violenta e crudele, lo fa senza concedere sconti a chicchessia,, li racconta come sono,senza darci verità di comodo.E così ci fa
vedere l’ingordigia e la violenza insita in tanti uomini, anche di chiesa, la vita in una città assediata dove si mescolano violenza e paura, scene di vita corrente quale poteva
essere in una località del ‘300, e anche scene di libertinaggio, di sopraffazione, di inaudita bestialità. Ma di contro  riscontriamo grandi manifestazioni d’amicizia. atti di coraggio,
grandi amori, sulla spinta e l’opera di convinzione del cavaliere gente di tutti i ceti si unisce e si accinge a combattere per salvare tutta la comunità. E vi sono anche momenti in
cui gli uomini, anche i più malvagi,, se sono dei “veri”uomini, si riscattano anche se militano su fronti opposti, vedi l’incontro tra Castruccio Castracani e Ruggero.§
Il quale Ruggero è veramente da citare per come riesce a risvegliare, come dicevamo sopra, la solidarietà e la voglia di unirsi per una giusta causa, non è da tutti arrivare a perorare una causa, ovvio una giusta causa, e far si che tutti la facciano una cosa propria. E lui per cementare l’unione fonda i biancoverdi, risvegliando in tutti lo spirito di corpo, Ci sono anche storie d’amore, quella tra Ruggero e Isotta, un amore sorto fra tanti contrasti, non ultimo la feroce opposizione e vendetta dello spietato Filippo. Ma le avversità
finiranno per cementare il loro amore,§
Altra protagonista della storia è Pistoia che VOZZOLO  ci mostra sia dal punto di vista ambientale che politico, la vediamo nelle sue strade, nei suoi palazzi, nei suoi ,mercati, nelle sue chiese, e certo grande è la differenza tra le sontuose dimore dei nobili e degli altri prelati e le casupole della gente comune.
E un altro protagonista occulto, che appare nelle prime pagine, è il re barbaro Radagaiso, la cui corona accenderà tante cupidigie e false speranze, che scateneranno buona parte
degli eventi descritti in questo libro del pistoiese d’adozione Marco Vozzolo.

 

GIUSEPPE PREVITI


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