Il Blog di Giuseppe Previti

” ALLA FINE DEL VIAGGIO – Solitudine per il commissario Casabona” di ANTONIO FUSCO- GIUNTI

Valdenza sta vivendo le ore febbrili della vigilia del Palio di luglio,intitolato a San Jacopo. Aria di festa ma non per il commissario Casabona, perché mentre si sentono
nell’aria le esplosioni dei fuochi d’artificio, la moglie Francesca gli annuncia che sta per lasciarlo.Una vera mazzata, va bene che c’erano stati vari problemi tra loro,ma
mai Casabona avrebbe pensato a una fine così repentina del loro rapporto.
Ma la vita va avanti, anzi…la morte va avanti,l’annuncio che un uomo è stato ucciso da un terno in corsa lo richiama subito al dovere. Un incidente ? Non sembra,l’uomo
quando è stato travolto era legato su una sedia a rotelle lasciata sul binario ? Ma chi era quell’uomo e perché questo modo di uccidere così ostentato ?Una coincidenza in-
sospettisce i poliziotti, qualche anno prima, nello stesso posto, un ragazzo, ora ricordato da una lapide, era stato travolto dal treno. Molti dubbi attanagliano Casabona e
la sua squadra, e dopo quando sarà tornato a casa, una casa che ora gli pare vuota e troppo grane,  Casabona avrà modo di ripensare alle varie fasi di questa giornata.
Le prime indagini imbroccano la strada della pedofilia, ma altri morti complicano il quadro, oltre tutto sembra che qualcuno anticipi le mosse dei poliziotti. come se ci fosse
qualcuno che manovra i fili di questa vicenda come se già avesse le risposte pronte. Ma piano piano, Casabona e i suoi uomini , sfruttando anche i mezzi informatici più sofi->
sticati, cominciano a capire le mosse di chi tesse questa trama di sangue e vendette.

Alls fine del viaggio è il titolo del nuovo romanzo di Antonio Fusco, quarto della serie Casabona. Questa storia ha un inizio “spiazzante” perchè subito ci fa entrare, nel giro
di pochi brevi capitoli in una storia dove ricatto,tragedia, dramma, vendetta si susseguono senza tregua. Primo personaggio un sacerdote che verrà obbligato a registrare la
confessione di una persona pentita. Poi nelle successive pagine un uomo su una sedie a rotelle viene posizionato su un binario e dilaniato da un terno in corsa.  Infine,terzo capitolo, la moglie di Casabona annuncia al marito mentre stanno cenando in un ristorante., è la notte dei fuochi  che precede i festeggiamenti per il patrono della
città,che lo sta per lasciare.
Ricatti, omicidi, annuncio di una solitudine, ecco i tre incipit di una storia che certo non è fatta per chi ama assaporare lentamente la lettura anche la più….thrilling. Fusco non
concede respiro, ti aggredisce subito, presto scopriremo che i poliziotti dovranno affrontare una indagine che tocca un mondo disgustoso, una storiaccia di pedofilia, con ricatti,
vendette, sentimenti,e con bisogno forse più di espiazione che di vendetta.
Un romanzo di solido impianto, la copertina lo classifica come un noir, noi possiamo dire che è una storia intensa e ben narrata. Alle tre caratteristiche evidenziate dai primi tre
capitoli (ricatto,omicidio, separazione) ne va aggiunta una quarta, l’indagine. Ecco questo è un romanzo d’indagine come ce ne sono pochi, qui si vive il lavoro della polizia, le
dinamiche della quotidianità nel loro lavoro, i rapporti tra gli uomini impegnati nelle varie fasi dell’indagine. Tutti hanno la loro vita, le ferie incombono,.Casabona stesso da una
parte si deve concentrare su un caso che si presenta subito difficile e spinoso ma nel contempo è lacerato dal crollo della sua vita privata, i figli sono ormai lontani, la moglie lo
lascia per un altro. Certo per lui è stato un grosso choc, ma è un uomo positivo, attaccato al suo lavoro, la sua vocazione è combattere il crimine, sa che non facile né sempre lo si
riesce a vincere,però è uno di quelli che si alzano tutte le mattine non per caricarsi tutti i fardelli del mondo, ma quanto meno per cercare di alleggerirli.
In questo romanzo si entra in quel mondo particolare dove si scambiano video e foto pornografici, un mondo sotterraneo, perverso dove omertà,viltà. ricatti,suicidi, pentimenti
la fanno da padrone, spesso vittime ragazzini inconsapevoli.
Antonio Fusco conosce tante cose di questo mondo per la professione che fa,certamente allo scrittore il poliziotto può dare molti suggerimenti, ma lui racconta queste cose non
con ricostruzioni prefabbricate o di maniera, ma facendo vivere al lettore, con un senso di immediatezza,e non tanto facendo cronaca, ma semplicemente dando voce e immagine a questi uomini e donne impegnati sul campo. Ma mai facendone degli eroi, sono semplicemente dei professionisti che fanno il loro mestiere, visti nell’arco della loro giornata
lavorativa, spesso dagli orari impossibili, fatta di indagini,appostamenti, verifiche,interrogatori. Ma senza mai dimenticarsi che sono uomini(o donne) visti nella loro quotidianità che comprende quindi il mangiare, il bere, il parlarsi, il sopportarsi, etc etc.
C’è una tendenza nel nostro commissario, comune del resto ad altri poliziotti carta, in primis il plurilodato Maigret a non giudicare, chi deve giudicare è il giudice  dice
sempre Maigret, io devo catturare i delinquenti, a ognuno il suo mestiere. In questa storia si cita l’arcangelo Samael che aveva il compito di condurre i peccatori dinanzi a Dio.
Nel libro si cita uan frase”….tutto   va sempre in pari alla fine del viaggio”. E Casabone mentre l’inchiesta si avvia alla conclusione sente che forse è giunto il momento di
non andare oltre, “giustizia è stata fatta”, qualche anima perduta avrà trovato pace, qualche anima offesa avrà avuto giustizia…
Un’ultima annotazione, oggi si parla con sempre maggiore difficoltà di letteratura gialla in senso stretto, quasi quasi sembra si vosglia sfugguire all’etichettatura di giallista. Come si esagerava prima nell’etichettare tutti gli scrittori di gialli con la rozza definizione di scrittori di genere, ora forse si esagera un pò, da parte di chi scrive, a voler
costruire dei romanzi dove su 200 e passa pagine si tende più a scrivere una storia composita e ricca di varie situazioni e personaggi, lasciando il delitto e l’indagine sempre
più sullo sfondo,. A parte che ci si dovrebbe limitare a parlare di buoni e cattivi scrittori,in questo Alla fine del viaggio Fusco/Casabona sintetizza alla perfezione l’accoppiata
vincente nello scrivere un romanzo. Il fatto o i fatti(omicidi,indagini, ipotesi, soluzione), i personaggi, buoni(i poliziotti finalmente visti come figure umane nel momento del
loro lavoro)cattivi(tutti gli angeli del male, Casabona alla fine li consegna alla giustizia lasciando ad altri le punizioni), la vita (bella o brutta, sempre densa di episodi, sspesso
difficile da interpretare, ma da accettare,solitudine compresa),la lezione(come si svolge un’indagine di polizia il che in un poliziesco non stona….).
Più che solitudine auguriamo lunga vita a Casabona….

 

GIUSEPPE PREVITI


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