Il Blog di Giuseppe Previti

” LO SGUARDO DELL’ABISSO” DI ENRICO LUCERI – EDIZIONI DRAWUP

In una villa sperduta in campagna un uomo chiuso nel suo studio scrive storie tetre e spaventevoli, ma non ha alcuna pietà verso la figlioletta che si era nascosta nella contravvenendo ai suoi ordini. Una volta scoperta la punizione sarà terribile e le creerà un tale trauma che segnerà tutta la sua vita.Tanti anni dopo,ai nostri giorni, una donna dimessa e anonima viene osannata dal pubblico, è la più famosa scrittrice italiana di horror. Tra i tanti che la stanno a sentire estasiati una giovane tormentata da incubi e
paranoie, ma con la ferma intenzione di diventare a sua volta una grande scrittrice di storie horror.
Le due fanno quasi a a gara nell’immaginare storie senza respiro, con personaggi spietati e crudeli, la giovane, aspirante giornalista, fa addirittura un servizio su una comunità
di ricchi anziani, in una grande e confortevole villa, e addirittura pensa che questi anziani facciano sacrifici umani per garantirsi l’immortalità.§
La città dove vivono le due donne viene sconvolta, almeno nella mente delle due, dalla visione di presenze cupe e minacciose, si sentono spiate e sentono che il male cresce intorno a loro, rammentando casi di gente scomparsa nel nulla. Però sembra che non connettano più dove arriva la loro immaginazione e quanto invece sia vero e credibile.
Ma intanto sia la scrittrice in carriera sia l’aspirante  sembrano subire una morbosa attrazione reciproca che le coinvolge sempre più.

ENRICO LUCERI è tra gli scrittori italiani di genere più affermati, in LO SGUARDO DALL’ABISSO si rivela, ammesso che ne avessimo bisogno, altrettanto bravo come autore di Horror oltre appunto che di gialli.
Intanto copisce subito una  citazione che precede il testo dovuta a Friedrich Nietzsche: Chi lotta contro i mostri deve guardarsi da non diventare,così facendo un mostro. E se
tu scruterai a lungo un abisso,anche l’abisso scruterà dentro di te, L0 scrittore fa esplicito riferimento al fascino che l’abisso su chi ha il coraggio di scrutare oltre il bordo dello
stesso. Nel nostro caso si vuole dire indagare su cosa puo’ portare due donne,apparentemente normali, a immedesimarsi con l’orrore e sfidarlo.Questo lo fanno creandosi una realtà fittizia dove tutto è possibile,, ma anche rivelando così la parte più inquietante di noi stessi. Quindi ecco una trama horror dove tutto è esasperato,forzato, spaventoso, ma
principalmente sorprendente,imprevedibile, E questo orrore raggiunge la sua massima espressione quando si scopre che anche le persone più buone e più tranquille possono
calarsi in un’altra realtà, la più misteriosa e suggestionabile.
La trama del romanzo è spinta ai limiti più estremi, spaventosi e sorprendenti insieme.Si scopre così che ogni individuo  custodisce in se stesso un carico di violenza assai forte e
queste persone appaiono improvvisamente come figure ciniche e spietate, con  un carico di odio e di follia. E la scoperta principale è che la persona più innocente si può rivelare
una personalità agghiacciante, da psicopatica inarrestabile, che solo ad un certo momento comincia a manifestare la sua vera personalità.
Abbiamo due protagonisti, Andrea Prevost  la scrittrice affermata, e Monica Gambardella, l’aspirante scrittrice, poi in realtà la psicopatica e l’….aspirante tale.Due donne forti,
determinate, , sì apparentemente un pò strane, un pò fissate, ma tutto sommato protette da una cortina di perbenismo. L’una è un’autrice sulla cresta dell’onda, un po’ misogina,
rifiuta i contatti con la massa,. centellina le presentazioni dei suoi libri, in apparenza si può passare dal timido allo scontroso, ma chi non lo è?  La ragazza ha invece una grande passione per la scrittura, vede nella Prevost l’idolo da imitare, anche lei in certi comportamenti appare eccessiva, ma chi non lo è ?  La madre e anche un suo vecchio amico giornalista le dicono di non ficcarsi nei guai con i suoi sogni, ma alla fin fine sono raccomandazioni alquanto generiche, pur se Monica le vede come avvertimenti un po’ perico-<
losi. La ragazza vede nell’altra l’esempio da ammirare, ma è anche attratta da suo modo di vivere, anche se intuisce che c’è qualcosa  di strano, di invisibile nel privato di
questa apparente donna di successo. Apparentemente sono molto diverse, però via via che i fatti della vita le avvicinano e le pongono davanti a una scelta si rivelano molto più
simili di quel che pensino, e arriveranno a perdere ogni freno inibitorio.
LUCERI  ha costruito due figure, ma entrambi sono arrivate a crearsi una propria realtà e vivono di quella, anche perché è questa realtà che si sono prefabbricate ad appa-
garle in prima persona, e poi viene anche corroborata nel caso dell’autrice  dal successo che ottiene attraverso il pubblico dei propri lettori. Sono quindi felici di quanto hanno creato, ma può accadere che finiscono per perdere ogni contatto con la realtà, se non quella creata da loro,e dalla quale non vogliono più uscire o non ne sanno più uscire.
Eccoci quindi davanti a una storia ricca di incubi, di ossessioni,di sogni, di prevaricazioni, tutto va bene finchè riescono a ottenere queste pulsioni sotto controllo, poi improv-
visamente la corazza protettiva si sfalda, i sogni non sono più controllabili, si impossessano di loro e le manovrano a piacimento.
In questo colpisce di più il personaggio della giovane Monica, in apparenza aperta, normale, vogliosa si successo, ma i suoi sguardi, fin dal primo incontro in libreria con il
suo idolo, sono sfuggenti, inquietanti, qualcosa sembra agitarla, misteri che apparentemente non dovrebbero esserci, ma già le due si sono …annusate, studiate,misurate.
Questo romanzo segue una svolta, se vogliamo, nel  carattere di LUCERI,  che ha abbandonato sì il suo amato giallo classico  ma per entrare più compiutamente nel mondo
dell’horror non ha però abbandonato i suoi metodi di scrittura. E infatti l’impostazione narrativa è quella classica del giallo,  ogni personaggio  ha la giusta atmosfera,intona-
zione, qui però la carica è più angosciante. e questa angoscia diventa sempre maggiore di pagina in pagina.La suspense ci  porta quindi al manifestarsi di situazioni sempre più
agghiaccianti e mostruose. Noi vediamo le nostre protagoniste normali in certi momenti della giornata, poi magari quando percorrono una strada, attraversano un giardino,
si affacciano a una finestra,incrociano uno sguardo, improvvisamente il silenzio viene meno, un fruscio, un urlo, la luce più livida, la paura che le stanno seguendo e le stanno>
spiando,eccole paralizzate dal terrore. Ad esempio una sera Monica è al sicuro nel suo letto, sente passi strascicati nel corridoio, è bloccata dal terrore, eppure è semplicemente
sua madre che sta andando a letto.
Il punto cruciale della storia è nel fortuito incontro tra le regina dell’horror e la giovane che vuole seguire le sue orme. Andrea ha appena concluso una presentazione, sta
firmando via via le copie,quando davanti a lei arriva Monica. Andrea è una donna misogina, vive molto appartata in una villa alla periferia della città, Monica vorrebbe
parlarle, esporle i suoi progetti, chiederle un consiglio, Ma l’altra cerca di tenerla lontana, comunque la ragazza non demorde, cerca di seguirla, scopre dove sta e vuole
lasciarle il suo manoscritto, ora vede ovunque misteri, sembra che questa situazione stia diventando per lei un’ossessione, un suo collega più anziano la invita a non fare
sciocchezze. Ma ormai Monica ha superato ogni discrezione, si…affaccia sull’abisso e questo finirà per accanirsi su di lei…..
Un romanzo a più personaggi, ma fortemente catalizzato sui due principali, che con il proseguire del racconto  acquistano sempre più personalità e peso. Un romanzo che
,,,,,,stranamente parla dell’ossessione e per la scrittura che diventa ossessione e rende le due tragicamente inseparabili, in alternanza di realtà e incubi. Ma già a un certo punto
diventano indistinguibili, non si capisce più quale sia la dimensione i cui le due donne agiscono.
Una favola nera ma sempre una favola, ma non per niente si è sempre detto che nelle fiabe c’è sempre un aspetto oscuro che fa paura.
Ultima annotazione “il romanzo nel romanzo” :il nostro autore vi ricorre facendo entrare la finzione nella finzione con il romanzo di Andrea Prevost e l’abbozzo
di Monica Gambardella.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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