Il Blog di Giuseppe Previti

“GUIDA ALLA LETTERATURA NOIR” a cura di WALTER CATALANO – ODOYA

Oggi si parla molto del mondo del noir, e ci si adattano varie definizioni,ma c’è molta confusione sul senso del termine. In questa guida composta da cinque saggi che vogliono definire il Noir  ripercorrendone le origini, indicando anche ventotto autori che meglio rappresentano il genere, indicando anche i migliori libri e i migliori film.
Si traccia anche una mappa dei principali scrittori, ripercorrendo anche il percorso storico,sociologico ed estetico, e indicando le differenze con il giallo, la narrativa poli-ziesca, il mistery e l’hard boiled.
Si inizia  dalla scuola dei “Duri” con i vari autori formatisi  sui PULP degli anni ’30, i vari HAMMETT,CHANDLER, CAIN per passare poi ai classici degli anni ’40 (WOOLRICH),per poi traversare l’Oceano, indicando in Francia SIMENON,MALET, HELENA> e il profeta della SERIE NOIRE DUHAMEL. Poi gli anni ’50 con
JIM THOMPSON, DAVID GOOBIS, MICHEY SPILLANE. Ma non mancano i contemporanei da ELLROY a DEREK RAYMOND, da MANCHETTE  a IZZO,  e per l’Italia
GIORGIO SCERBANENCO.
Un volume assai corposo che si rivolge a neofiti e appassionati, a cultori e a amanti del tema, facendo chiarezza in un campo dove si parla di noir ma spesso a vanvera.

WALTER CATALANO in GUIDA ALLA LETTERATURA NOIR in primis vuole evidenziare la differenza tra gialli e noir,per molti il noir è solo un giallo più violento, per
altri è vicino al giallo d’azione, per altri ancora vi è una concezione più filosofica con agganci al sociale e alla psicologia. Forse il noir piace perché sfugge a un’etichettatura
precisa e del resto i cinque autori che hanno collaborato alla stesura della guida, con Catalano LUCA ORTINO,GIUSEPPE PANELLA,PASQUALE PEDE, LEOPOLDO SANVINCENZO, hanno discusso a lungo per arrivare a una risposta univoca, ma non ci sono riusciti. Hanno anche illustrato le relazioni più o meno vicine con altri generi,
vedi il mistery, il feuilleton, l’western addirittura. Poi i nostri studiosi hanno indicato 28 scrittori a cui, chiedendo venia a chi non è rammentato, si può concedere la patente
di padri fondatori del noir. Anche qui discussioni e dispute interminabili, ma alla fine i prescelti sono stati considerati gli iniziatori del genere, quindi in testa statunitensi e
francesi, mentre per l’Italia è stato indicato SCERBANENCO, il padre del noir(e anche del giallo)nel nostro Paese. E infine anche uno sguardo alle pubblicazioni principali
nei vari Paesi.
In questa GUIDA ALLA LETTERATURA NOIR , curata da WALTER CATALANO, ci si affida alla definizione che normalmente si da del noir, ovvero nero,misterioso,cupo. In effetti il romanzo noir è considerato come una variante del poliziesco, per altri ancor più dell’hard boiled, nato negli Stati Uniti negli anni venti del secolo scorso.
In questa guida ci sono cinque saggi di grandi studiosi del genere e la prima domanda che si pongono è come definire il “Genere Noir”.GIUSEPPE PANELLA risale alla letteratura gotica (che veniva chiamata anche “nera” ) dove si privilegiano un’ambientazione lugubre, in zone solitarie e che possono creare un clima di paura, con intro-
missione di creature misteriose.
Per PASQUALE PEDE e LUCA ORTINO vanno esaminati i rapporti dei personaggi del noir con quelli dell’western e del feuilleton, e se ci pensiamo bene al clima che veniva
vissuto nelle praterie via colonizzate degli States e al clima altrettanto violento della Francia ottocentesca il paragone non è poi cosi azzardato. Per SANTOVINCENZO il noir
dovrebbe essere meno scontato e ripetitivo. Secondo WALTER CATALANO esistono profonde differenze tra giallo e noir, il noir non è un mistery, per PASQUALE PEDE il
noir è una sottolineatura europea, pur se i primi romanzi(e anche film) di estrazione noir erano di origine americana, per poi subentrare una forte corrente inglese.
>In sostanza nessun accordo tra i relatori sulla definizione da dare al noir. Per molti era molto più semplice usare il termine noir che non parlare di giallo o di poliziesco, ma
certamente ben difficilmente si possono presentare come noiristi un’Agatha Christie o un Andrea Camilleri, ma  sarebbe forse più giusto pensare alla universatilità di ogni
scrittore. Ad esempio non meraviglia che si citi tra i noiristi un GEORGES SIMENON,  autore di oltre 400 romanzi. Lui diceva che la verità non sembra mai vera, e la fin zione talvolta può apparire più credibile della stessa realtà.SIMENON ci ha dati Maigret( i “polizieschi”), ma anche una serie di romanzi assai pessimistici, con i rapporti
umani assai tetri, i c.d. ROMANZI DURI che potremmo anche considerare dei noir.
E certamente la presenza di un Simenon in un eventuale elenco di grandi scrittori che per spirito di tesi vogliamo indicare come noiristi,  da Chandler a Hammett, da >Izzo
a Scerbanenco, ma allora perché no un Durenmatt o un Gadda, fa comunque vedere che le classificazioni sono sempre abbastanza opinabili, e allora è forse meglio attenersi
a un antico concetto, uno scrittore è uno che racconta storie, storie che possono essere gialle, nere, gotiche, western….ma l’importante è che siano delle belle storie.
E poi non trascurerei un’altra possibile definizione di Noir, il noir a differenza del giallo classico non si basa sulla ricerca del colpevole, quelle che interessano sono le
motivazioni, che possono essere infinite.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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