Il Blog di Giuseppe Previti

” LA BAMBINA NEL BUIO” DI ANTONELLA BORALEVI- LA NAVE DI TESEO

Anno 1985,  Paolo e Manuela  bellissimi, ricchissimi, festeggiano nella loro sontuosa  villa venti anni di matrimonio. Con loro l’adorata figlia, Moreschina,11 anni, e tutto uno stuolo di amici. Si pyò ben dire che è presente tutta la Venezia bene,, camerieri in guanti bianchi, un buffet ricchissimo, champagne a flotti, danze , musica, flirt, pettegolezzi.
Tutti contenti ? Chissà, nell’aria sembra spirare un qualcosa di inafferrabile, che però si sente. E la grande festa si concluderà in tragedia.
Sono passati trentadue anni da allora, quando una giovane ragazza inglese, Emma, sbarca a Venezia. Ha passato i suoi guai ed è venuta in laguna in cerca di serenità, ma non è
certo in quel sinistro palazzo sul Canal Grande dove è ospitata  che la può ritrovare, qui ci sono troppi segreti e misteri a inquinare l’aria. Emma incontra un giovane commissario, tra loro è simpatia a prima vista, e in una Venezia nebbiosa e piovosa, ma sempre bellissima, cominceranno ad affiorare i misteri di qualche decennio prima….

Antonella Boralevi è uscita con questo libro nel 2018, e cogliamo l’0ccasione per ricordarlo in attesa di occuparci a breve di Chiedi alla notte, appena uscito, e che
ospiteremo con la sua autrice alla rassegna di Lido di Camaiore Giallo d’Amare.La bambina nel buio è un libro forte, pieno di tensione, ricco di personaggi, di misteri, di
segreti. custoditi vedremo per decenni. Eppure la nostra storia comincia da una festa, tutto è allegria, sfarzo, gioia, eppure già nelle prime pagine si avverte qualcosa di strano,
e allora quello che dovrebbe essere un capitolo di festosità  sembra ci voglia anticipare che tutta quest’allegria è sforzata, è di maniera.
Campagna veneta, primi anni ’80, un grande party per una coppia in apparenza felicissima, ma alla resa dei conti dai troppi problemi. Lui è un imprenditore ormai ricchissimo, lei è una  donna che mal si adatta al ruolo di moglie, troppo…sensuale, origini contadine, un carattere selvatico e sfrontato. Stanno bene insieme ma lei ha  bisogno di altri….
sfoghi. Eppure ora sono lì che si basino a uso e consumo degli amici che li festeggiano. Hanno una figlia,Moreschina,11 aanni, vissuta nel benessere, coccolata dai genitori, con
un vero culto per il padre che la contraccambia in tutto e per tutto. Ma  appaiono un po’ sopra le righe,  belli e  allegri certamente, ma veramente felici ? E del resto lo stesso
potremmo dire dei loro ospiti, ricchi, invidiosi, gelosi, opportunisti, molti già saturi d’alcol.
Ecco perché si può pensare a una tragedia imminente che può colpire da un momento all’altro questi  per lo più borghesi, arricchitisi con le loro industrie, pieni di soldi, ma
squallidi come persone. Matrimoni di convenienza,, infedeltà di routine, molto cinismo, per molti è più comodo far finta di non vedere…
E la tragedia che sconvolgerà la festa, con la scomparsa di Moreschina, verrà a intrecciarsi con un salto nel tempo, anno 1985, quando arriva a Venezia Emma Thorpe, venuta a
Venezia per superare lo choc dovuto alla perdita della figlioletta. Qui incontrerà un giovane commissario di polizia, Alfio, saranno subito attratti l’una dall’altro, ma sarà anche
l’inizio di un’altra storia. In una città piovosa e nebbiosa, cupa, fredda, dura come il tempo, dall’incontro dei due si passa  alla seconda fase del libro,ora l’atmosfera è di un giallo
vero e proprio,il romanzo diventa pieno di tensione,  alternando i personaggi di oggi, Emma e Alfio, a personaggi risalenti a quell’antico episodio degli anni ’80, Manuela e il
conte, emersi  da un oscuro passato che continua a gridare vendetta.
L’autrice sa passare da un clima di commedia umana a quello di tragedia, sa addentrarsi in un tessuto sociale inquietante nella sua ambiguità e nei suoi tanti risvolti. Una bambina nel buio è una storia complessa(oltre 58o pagine) dove  si susseguono persone, luoghi, parole, dialoghi, pur se poi tutto si riconduce a quella festa perché dalla
superficialità e dagli egoismi di quelle persone è partito tutto. E si erge un’altra protagonista del libro, quella bambina del titolo, che dovrà ringraziare queste persone estranee
e sconosciute se finalmente potrà trovare pace.
In questa Venezia e nei suoi dintorni, tutto un po’goticheggiante, Emma venuta in Italia per scacciare i suoi incubi, non sarà certo per il soggiorno presso il conte Bonaccorso
Briani che potrà ritrovare la sua pace, ma trovando un nuovo amore e una maggiore fiducia in se stessa riuscirà a resistere ai suoi incubi e dare nuovo impulso alla sua vita.
Un pregio del romanza è la coralità della storia, con tanti personaggi e tante voci che si rincorrono nel tempo. La Boralevi ricorre spesso ai flash-back riuscendo così a delinearepiù compiutamente i personaggi e curando molti anche i dialoghi. Ma quel che colpisce forse è questo contrasto tra un mondo che va avanti nonostante tutto e il
buio assoluto dell’anima di  alcuni dei protagonisti, buio che finirà per unirli per sempre.

 

GIUSEPPE PREVITI


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