Il Blog di Giuseppe Previti

” IL PIANTO DELL’ALBA ” di MAURIZIO DE GIOVANNI – Ultima ombra per il commissario Ricciardi- EINAUDI

Ancora un’ atmosfera piena di dolore e di afflizione per il nostro commissario Ricciardi. Ma a onor del vero tutta questa sofferenza era vera sino a un anno fa, quando ,finalmen-
te sposatosi con Enrica. sembra che tutto questo dolore abbia ceduto il passo a uno stato di felicità che ora finalmente può arrivare sino a lui.
Ma naturalmente a chi il destino ha riservato solo sofferenza non può che capitare un omicidio di difficilissima soluzione. Ci troviamo nell’infocata estate del 1934, Luglio,
quando viene e invece diventata la moglie del poliziotto, e che gli sta per dare un’erede. E oltre tutto la principale sospettata dell’omicidio è quella Livia Vezzi che
aveva tanto sperato di trovare il suo uomo in Ricciardi, e poi, dopo le nozze, aveva cominciato a frequentare l’ufficiale, pur essendo sempre innamorata del Ricciardi.
E così il commissario dovrà occuparsi di una brutta storia dove si mescolano spionaggio, polizia politica, passioni, tradimenti. Ma lui non può lasciare che quella donna venga
condannata da un’accusa falsa e infamante.>
Ma certamente poi subentrerà la paura, che va oltre la trepidazione per la nascita del futuro figlio, quando si combatte il male ci si può aspettare di tutto.

Dodicesimo episodio della lunga serie che Maurizio De Giovanni ha incentrato sul commissario di polizia Ricciardi, episodio di per sé atteso con molta curiosità perché lo stesso
autore aveva ventilato che sarebbe stato l’ultimo della serie pur se poi, senza voler anticipare alcunché, il finale de Il pianto dell’alba è abbastanza aperto….
In una domenica mattina di luglio, Ricciardi,diretto in questura,esce di casa alzando come sempre gli occhi verso le finestre, sa che Enrica lo seguirà con lo sguardo finché è
possibile, e tutto questo amore lo rende molto felice. E molto felice è la vita con lei, anche dopo che le ha rivelato il segreto più profondo e sconcertante della sua vita, poter
ascoltare le parole di chi sta per morire di morte violenta.  E questa comunanza di affetti e di comprensione gli ha radicalmente cambiato la vita. E poi sta per diventare padre,
tutti in famiglia discutono del sesso del nascituro, ma Nelide, la devota governante di casa Ricciardi, è sicura, sarà una femmina. Anche Ricciardi si macera, ma sul dubbio
che chi nascerà possa avere gli occhi neri della madre o quelli verdi del padre, nel qual caso gli potrebbe toccare la maledizione di avere le stesse visioni del padre.
Siamo nel 1934, non si vive una bella atmosfera, in Germania Hitler ha preso il potere senza andare tanto per il sottile, e , come vedremo, anche i fatti narrati in questa storia
sono legati a quello che sta avvenendo in Germania. In effetti Il pianto dell’alba è una storia complessa dove si intrecciano varie storie e tante persone. Spie, loschi personaggi,
agenti della polizia politica, poliziotti che sanno ancora fare il loro mestiere, gente del popolo come Bambinella  il femminiello, il fruttivendolo Tonino, le fedelissime di Ric-
ciardi Nelide e Rosa, gli altrettanto fedelissimi brigadiere Maione e dottor Modo. Con la consueta padronanza nel costruire trame e personaggi De Giovanni parte quindi da
Ricciardi che sta per andare in questura ma ad attenderlo per strada troverà il fido Maione, e una ragazza sconvolta, la cameriera di Livia, la donna da sempre innamorata di
Ricciardi. Una terribile scena attende i due poliziotti nella casa della donna, che giace priva di sensi nel suo letto con una pistola in mano. Accanto a lei il cadavere del maggiore
tedesco che un tempo aveva frequentato Enrica. Ma Ricciardi, Maione e il dottor Modo che li ha raggiunti  si devono limitare a un sommario esame, irrompe la polizia politica
che ingiunge loro di andarsene,il caso è di loro competenza. Ma Ricciardi, per la sua onestà di uomo e di poliziotto, perché non vuole cedere alla prepotenza di questi uomini,
e perché non se la sente di abbandonare Livia,inizia a svolgere una indagine parallela e segreta coinvolgendo i fidi Maione e Modo, ma trovando anche tanto  aiuto tra molta
gente comune, tra amici, anche tra chi agisce per il proprio tornaconto o per vendetta, ma quel che conta in questa sorta di….Presepio a tanti personaggi è che ci sia uno spirito
di ribellione verso un potere che si sta mangiando tutto.
Ma profondi sono i timori di Ricciardi, non vuole assolutamente ferire o coinvolgere in alcun modo Enrica, pur se lei è sempre al suo fianco, anzi più volte gli ricorda che qualsiasi cosa faccia “non dimenticarti di noi”.
Qualcuno vi ha  voluto vedere un larvato appello da…..   “romanzo nel romanzo”, anche da parte di uno dei personaggi della saga Ricciardi all’autore perché non li abbando-
ni…….
Intanto Ricciardi deve fronteggiare un nuovo nemico, la paura, quella che ti attanaglia, ti fa soffrire, specie se poi hai qualcuno che ami, allora questa paura è diversa, non ti
da tregua.
E’ che dopo dodici episodi in cui Ricciardi si è sentito prigioniero di se stesso, della sua congenita maledizione di interlocutore dei morti ammazzati, ora lui sente di avere un
figlio, una moglie di cui è perdutamente innamorato, attendono un figlio, hanno un futuro comune.

Lui non è più quell’essere ombroso che abbiamo conosciuto, addirittura molti gli davano del menagramo. Ora appare più giovane,più aperto, più consapevole di cosa lo circon-
da, non si stanno vivendo dei bei momenti, il 1934 è l’anno in cui il Fuhrer assumerà i pieni poteri in Germania, eliminando gli avversari all’interno del paese ma anche fuori
come nel caso di Napoli.
E così….un’ultima ombra si addensa sul commissario dopo la scoperta dell’assassino di Manfred e della liberazione di Livia, sa che i suoi nemici sono infidi e potenti, ma con
l’aiuto dei fedelissimi e di una corte di vari personaggi,la sua tenacia sarà premiata.
Una storia fatta di tante storie, ricca di personaggi, buoni e cattivi,  persone ora equivoche ora malvagie,, persone però anche buone e pronte a rischiare in  prima persona,
al centro lui, Ricciardi, il commissario malinconico, ci ha accompagnati per per tanti anni, intanto ringraziamolo, ma chissà  che non lo si riveda….

 

GIUSEPPE PREVITI


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