Il Blog di Giuseppe Previti

” MOSTRO DI FIRENZE : INCHIESTA ARCHIVIATA

La nuova inchiesta che sembrava potesse portare qualcosa di nuovo sui delitti del Mostro di Firenze è stata archiviata dalla Procura fiorentina, per i sedici delitti attribuiti al o ai killer restano due colpevoli ufficiali, già condannati a suo tempo. E ne esce pulito quel Piero Pacciani, per molti il vero mostro. Si era parlato di due nuovi indagati, le indagini
erano riprese dopo un esposto dei parenti di due vittime, ma gli esiti delle nuove indagini hanno portato a una ulteriore chiusura del caso.
Otto duplici omicidi  avvenuti tra il 1968 e  il 1985 nella provincia di Firenze a danni di coppiette appartate in auto restano attribuiti  a Mario Vanni,cui fu inflitto l’ergastolo,
e a Giancarlo Lotti, che fu il principale accusatore di Vanni e Pacciani. Quest’ultimo fu condannato in prima istanza, ma questo processo fu annullato, e lui morì di cause natu-
rali prima della celebrazione di un nuovo processo, e così nonostante fossero stati chiesti per lui vari ergastoli ne sortì…pulito.

Una vicenda che ai suoi tempi suscitò grande scalpore, per anni segnò momenti difficili nei comportamenti dei giovani fiorentini. Prima si pensò alla vendetta di qualche inna-
morato geloso o respinto, poi si parlò di uno squilibrato, di una setta satanica, venne il turno dei”compagni di merende”, ma senza grandi esiti. La paura era tanta, molti i car-
telli che ammonivano i ragazzi che andavano a fare l’amore in macchina ” Pericolo aggressione”. Si assistette a un fenomeno di cordoni di macchine tutte parcheggiate in fila e>
a portata di voce….
E così si registrò anche un cambiamento di usi e costumi: se il boom dell’automobile aveva portato le generazioni anni ’60 alla possibilità di usare l’auto come alcova, e per quei
tempi fu una grossa apertura, ora le famiglie dovettero acconsentire che i ragazzi si potessero ritirare nelle ben più sicure camere di casa…. Proteggere i propri figli spazzò via
tanti tabù o divieti, al massimo erano i genitori che uscivano di casa….
Ma certo per arrivare a questo si era pagato un conto assai salato, ragazzi uccisi in modo atroce, sottoposti anche a mutilazioni. Eppure benché tutto sia avvenuto nell’arco di
una ventina di anni la verità non è mai stata accertata.
Troppi indagati, depistazioni, false illazioni, sospettati di comodo, indagini frettolose, piste abbandonate, suicidi. A questo aggiungete oltre che le …..discussioni da bar,
non più Bar Sport ma Bar della Morte….,ci furono migliaia di articoli, interviste,dibattiti televisivi, romanzi,opinioni di poliziotti, magistrati, scrittori,cronisti, criminologi.
Si è parlato tanto, si è scritto altrettanto, sono nate fazioni contrapposte, si è scivolato spesso sull’attacco personale, “personalizzando”le varie ipotesi, ma tutto questo a
distanza di anni ha portato a una specie di polverone che ha finito per occultare la verità sul Mostro. Guerre tra gli inquirenti, tra gli inquirenti e i giornalisti, furono create
squadre-speciali “anti-mostro”. Dissero la loro giornalisti, scrittori, molti i depositari di una loro verità da mandare avanti a tutti i costi, senza però mai portare alla prova
decisiva. Almeno questa è la considerazione che finisce per emergere, e resta anche il sospetto che si è voluto enfatizzare un po’troppo questa tragica saga di uccisioni volendo
a tutti i costi “innalzare” il livello di chi commetteva questi delitti, non volendo riconoscere ai “compagni di merende” la “capacità” di questi crimini.

Una vicenda quindi che ha segnato per più decenni l’immaginario collettivo di una regione importante come la Toscana e che ancora oggi con l’alone di sangue che ha causato
non verrà dimenticata tanto facilmente.
Quel che colpisce ancora oggi è il grosso sfruttamento editoriale intorno  a questo caso: cronisti, poliziotti, magistrati,penalisti, giallisti, scrittori(e non solo italiani),esperti,
hanno scritto sugli assassini delle coppiette. Va anche detto che il…..Mostro portava male, anche nomi famosi furono coinvolti in questo gioco alla scoperta del colpevole di
livello….
Alla base di tutto è che in questa storia non si è mai andato oltre “il sospetto” ma lo si è voluto alimentare a tutta forza, incuranti  se poi provocava conseguenze a volte
devastanti per  chi incappava in questa rete…
Una vicenda tetra e oscura di per se stessa come una notte infinita, sia che la si veda dal punto di vista della realtà processuale che da  quello dei romanzieri….

 

GIUSEPPE PREVITI


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