Il Blog di Giuseppe Previti

” QUATTRO PICCOLE OSTRICHE” DI ANDREA PURGATORI- HARPERCOLLINS

Corre l’anno 2019: in un albergo di lusso delle Alpi Svizzere vive un uomo di nome Walter Lang. Gli giunge una lettera che riapre un passato molto lontano, allora il suo
nome era Markus Graf, era una spia della Stasi a Berlino Est.La lettera gli è stata inviata da una sua ex-collega,Greta, a cui era stato molto legato.
Intanto in un parco di Berlino viene ucciso un diplomatico russo.Conduce le indagini il commissario di polizia Nina Barbaro, di origini italiane, che rifiuta di accettare la
verità “suggerita” dall’alto, ovvero che si era trattato di un omicidio commissionato dall’Isis.
E allora inizia una indagine che porterà molto lontano, ai tempi della caduta del Muro. Era la sera del 9 novembre 1989 quando i tedeschi dell’Est si riversarono in massa
verso Berlino Ovest, e per questa strada fugge anche Markus. Altri personaggi di quei tempi Greta, alto funzionario della Stasi, e quella Nina, allora ragazza sbandata e
drogata . Tre personaggi quindi su cui quei giorni segneranno tutta la loro vita.
Compare un altro personaggio, Yuri,un ambizioso ufficiale del KGB russo, destinato a una grande carriera, sarà presidente dell’Urss e poi ancora il dottor Kasperik, uno
psichiatra esperto di ipnosi, che curerà un progetto particolare, creare quattro agenti “dormienti” addestrati a uccidere, pronti ad agire al comando del loro istruttore.
E’ il “progetto Walrus” alla ricerca del quale ritroveremo nel 2019 tutti i nostri protagonisti.

Primo romanzo per ANDREA PURGATORI, giornalista, sceneggiatore, saggista, che debutta come romanziere con QUATTRO PICCOLE OSTRICHE, un thriller spionisti-
co dalla perfetta ricostruzione storica e dalla trama intensa e emozionante che ci porta indietro di trent’anni, ai tempi della caduta del Muro di Berlino.
ANDREA PURGATORI dopo tanti articoli e trasmissioni televisive d’inchiesta ha voluto probabilmente rendere omaggio ai tanti eroi delle spy-story da John Le Carré a Len
Deighton con i loro “eroi di carta” da George Smiley a Harry Palmer Certamente quel lontano novembre del 1989 segnò l’inizio della fine della Guerra Fredda,ma anche del
romanzi di genere spionistico  che ora PURGATORI ci fa rivivere con un nonosoché di nostalgico e romantico insieme. Fu un periodo  attraversato da una brusca impennata,
era venuto meno quell’equilibrio faticosamente raggiunto dopo la seconda guerra mondiale, americani e russi sembrava potessero essere al centro di un  nuovo universo, e
così anche i libri di spionaggio e i loro protagonisti sembrava che stessero andando in pensione.
PURGATORI parte da quella generazione nata e cresciuta con la guerra fredda dove certamente il punto focale era Berlino, con quel Muro che divideva la città in due.Il nostro
autore immagina proprio Berlino al centro del suo romanzo, QUATTRO PICCOLE OSTRICHE. E in questa Berlino dell’anno 2019 conosciamo un ex-ufficiale della Stasi,Markus
Graf, che era fuggito in maniera alquanto ignominiosa dalla città portando via non solo i fondi neri della polizia politica, ma uccidendo anche la vecchia madre,ormai ridotta
a un relitto umano. Ora vive in un lussuoso hotel in Svizzera con tutti gli agi possibili, quando una improvvisa e imprevista missiva da Berlino gli fa capire che i conti con il
passato non si chiudono mai.
Il complesso e misterioso mondo degli agenti segreti è scosso dall’assassinio di una vecchia spia, il che dimostra che qualcuno sta cercando di riaprire i vecchi giochi. Markus
è stato richiamato a Berlino da una sua vecchia fiamma, Greta Pfeiffer, ora divorata dal cancro, ma allora tra le agenti più brave, anche sfruttando il suo notevole sex-appeal.
Erano stati amanti e molto legati, lei comunque non ha mai tradito, sempre fedele all’idea a cui ha dedicato la vita, ma ora che questa le sta sfuggendo decide di sistemare
tutto quanto sa e la circonda. Al centro di tutto un progetto misterioso, il progetto Walrus, che prende nome dalla canzone dei Beatles, I ‘AM THE WALRUS( io sono il tri-
checo). Questa canzone è quella preferita da Greta perché ha contrassegnato il suo amore per Markus. L’arrivo di questi a Berlino fa ricominciare il “vecchio gioco delle
spie”, pedinamenti,appostamenti, intercettazioni, fughe, ma Markus Graf in questo ritorno vede anche l’occasione per riscattarsi da una vita di fuggiasco e di vigliacco rispet-
to a chi non ha lasciato il campo.
La storia si popola di tanti personaggi. Intanto lo psichiatra comunista che aveva “creato”quattro killer a loro insaputa, Uno,Due, Tre,Quattro, trasformati in una sorta di
robot-killer, destinati solo ad uccidere,incapaci di provare sentimenti. C’è  Nina la poliziotta, con un passato di tossica per andare  contro le sue origini di calabrese prove-
niente da una famiglia legata con l’ndrangheta e adesso invece  potente commissario di polizia che arriverà a parlare perfino con  la cancelliera. Poi Yuri,ufficiale del KGB ai
tempi del Muro e poi autore di una carriera formidabile che lo ha proiettato alla guida dell’impero sovietico. E con lui Sokrat, il killer al suo servizio, con la mania dei mocas-
sini di un famoso artigiano fiorentino, e poi gran conquistatore di belle donne, ricorrendo alle citazioni da Bulgakov.
ANDREA PURGATORI li fa muovere in questo strano mondo, dove non mancano tratti di romanticismo(c’è chi dice che solo nelle spy story si possono trovare vere storie
d’amore…). Vi è poi una grande cura dell’ambientazione, presi a modello grandi e lussuosi alberghi, però visti non tanto come espressione di munificenza, quanto perchè
ritenuti luoghi ideali per  l’avventura, per la dissoluzione di se stessi in contrapposizione a questa smaccata esposizione di lusso e di bellezza, talmente smaccata da diventare
spesso nella realtà “presunti” rifugi di artisti maledetti che più che il lusso cercano il conseguimento della decadenza, della dissoluzione, della diversità.
D’altra parte la guerra fredda, lo spionaggio, il “gioco” a fare le spie ce lo immaginiamo meglio in una cornice di grande effetto, come James Bond insegna.
Da segnalare il titolo che richiama  l’Alice di Lewis Carroll, con un riferimento a chi la doppia vita porta non averne alcuna….
Un bel romanzo, con molte concessioni al romanticismo, alla nostalgia, all’amore, ma anche con la grande capacità di ricreare l’atmosfera delle grandi spy story di stile
anglosassone. E lode al suo personaggio principale, quel Markus Graf, nei panni di un “equilibratore” di destini e di vite umane.

 

GIUSEPPE PREVITI


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