Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ULTIMA NOTTE DI AURORA ” di BARBARA BARALDI – GIUNTI

Le ferite nell’anima sono assai più difficili da risarcire di quelle fisiche e ne sa qualcosa il vice-ispettore Aurora Scalviati,in forza al commissariato di Sparviera.Ha avuto in
servizio un doloroso incidente di percorso che l’ha segnata profondamente appunto nel fisico e nell’anima, e ora sta per raccontare la sua esperienza in una conferenza a Bo-
logna organizzata da un luminare sui disturbi post-traumatici. Proprio mentre sta aspettando il suo turno Aurora si imbatte in una ragazza dal fare misterioso che le chiede.
“Credi si possa davvero uscire dal buio ?”.A questo quesito Aurora non potrà rispondere perché la ragazza di li a poco si suiciderà gettandosi da una torre. E lei ne resterà molto
turbata anche perché si chiede se poteva salvarla.
Ma intanto l’attualità urge, un cadavere viene ritrovato in riva al Po, orrendamente sfigurato, ha nel portafoglio il ritratto di una bambina. Indagine che si presenta subito com-
plessa, il luogo è isolato e assai sinistro, addirittura rifiorisce la leggenda del Grigione che strappava la pelle del viso alle sue vittime.Aurora capisce che non può fare tutto da sola, oltretutto non vuole abbandonare il caso  della ragazza di Bologna e allora fa ricreare la vecchia squadra dei suoi collaboratori,, anche se i rapporti personali non sono
più quelli di un tempo e non tutto filerà liscio. Si rivelerà determinante l’apporto del vecchio Curzi, che pur chiuso in isolamento in un istituto psichiatrico dove parla solo con
Aurora, l’unica autorizzata a visitarlo, sembra infatti l’unico che sa tutta la verità. E così Aurora dovrà immergersi nel mare più profondo dell’abisso umano riportando  a galla
fatti e segreti che avrebbero dovuto restare sepolti per sempre.

E’ BARBARA BARALDI  stessa a rilevare che la scrittura di questo suo nuovo complesso romanzo, L’ULTIMA NOTTE DI AURORA, è stata una vera e propria impresa,
dato che il rapporto tra autrice e protagonista si rivela sempre più stretto e quasi si fatica a comprendere chi veramente si…. racconti in queste pagine. Qui la storia inizia con
la visione di una ragazza dimessamente vestita, dallo sguardo indefinito, mentre sta salendo i gradini di una torre. Chi è ? Cosa vuole ? Dove va ?  Aurora la incontra e la sco-
nosciuta le rivolgerà una strana domanda ;”Credi davvero che si possa uscire dal buio “”  Ma kei la risposta se l’è già data perché tra qualche istante si getterà nel vuoto, ora sta
a Aurora cercare di dare una risposta.
I lettori hanno conosciuto Aurora in AURORA NEL BUIO e OSSERVATORE OSCURO, ecco quindi che torna alla ribalta la giovane profiler emiliana in una trama mozzafiato, dove il lato oscuro delle persone e delle loro menti è il reale protagonista.
La vicenda parte da due morti, apparentemente senza alcun collegamento, senonché la giovane poliziotta si trova implicata in entrambi i casi. A Bologna ha un brutto incontro
con una sconosciuta, una strana ragazza che di lì a poco si suiciderà. Intanto nei pressi di Sparviera è stato commesso un orrendo delitto, viene trovato in una secca del fiume il
corpo di un uomo orrendamente sfigurato, e questo fa tornare alla ribalta il caso mai risolto della scomparsa di una ragazzina. E quindi la storia si fa sempre più cruenta, si susseguono gli omicidi, si incrociano personaggi inquietanti, e anche psichicamente disagiati, con tutto questo Aurora si dovrà rapportare.  E nemmeno sarà facile il rapporto
con quella che era la sua vecchia squadra, non tutti condividono l’ansia….investigativa della Sclavati e il suo volersi accollare e risolvere tutti i mali del mondo.
Quindi se il tema dell’indagine con le sue implicazioni investigative e personali è al centro della storia, altrettanto lo è il vasto spazio concesso ai rapporti personali e interperso-
nali tra i vari protagonisti, il che non è certo meno interessante della parte più propriamente poliziesca. Aurora ha una personalità complessa, pur essendo essenzialmente una individualista, che ha però un forte senso dell’amicizia e anche della protezione verso i colleghi, da Silvia, la forestale-carabiniera prestata ai….delitti, Tom, il giovane esperto di
informatica che vuole fare il poliziotto, Bruno, un investigatore esperto che dopo le gravi vicende familiari deve anzitutto ritrovare se stesso.Per lei questi più che collaboratori
sono come dei familiari, ma lei a costo di sofferenze morali e personali dovrà adattarsi ai mutamenti che avvengono nella vita delle persone e allo stabilirsi di nuovi equilibri, anche se in verità tutti sono legati a lei e cercano di adattarsi.
Più intrigante e anche inquietante quel suo rapporto con l’ex medico chirurgo Curzi, un pluriomicida, che pure sembra avere un grande ascendente su Aurora, di cui prevede e
controlla molte mosse. Ma ancora più intrigante è il rapporto tra Aurora e …se stessa, o addirittura tra Aurora e la sua stessa autrice. Una figura questa della poliziotta sempre
più interessante nel panorama del giallo italiano, lei è una individualista, non rispetta molto le gerarchie, ma ha un grande spirito di intuizione, pur se per le conseguenze di un
conflitto a fuoco in cui è rimasta coinvolta è afflitta da traumi vari. Ma via via dovrà anche comprendere come muoversi nei confronti degli altri, questa è una lezione che un po’ , tutti cercheranno di farle capire nel corso degli eventi e quindi apprestiamoci a ritrovare una Aurora più esperta e più umana, più aperta e più disponibile, senza per questo venir
meno alle sue grandi doti di investigatrice.
Baraldi ha il merito di raccontare una storia certamente non semplice di per se stessa, nella quale inserisce e rende accettabile anche argomenti delicati come le sindromi
post-traumatiche, i rapporti scientifici, le conseguenze sulle rispettive personalità. Ancora una volta la chiave del giallo usata per spiegare situazioni mediche e scientifiche che
non devono essere riservate ai soli addetti ai lavori.
Al centro di tutto questo una figura di donna che deve convivere con certe sfasature del proprio cervello ricorrendo a medicinali, ma nel contempo riesce a essere talmente lucida
nel suo ragionamento e nel suo analizzare le cose da poter vedere molto più degli altri.
Assai curate le ambientazioni, dalla città vera e propria, Bologna, alla bassa emiliana e alle valli del Trentino dove si concluderà la vicenda.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 


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