Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ATROCE DELITTO DI VIA LURCINI” DI FRANCESCO RECAMI – SELLERIO

Ci troviamo a Firenze più o meno  ai nostri giorni, la scena si svolge in un edificio fetiscente intorno a S.Maria Novella, vi sono riparati individui di ogni estrazione
etnica e sociale, anche dei criminali potrebbbero nascondersi tra questi senzatetto. Una sorta di corte dei miracoli dominata e taglieggiata da uno strano individuo, un
certo Franzes,, con alle spalle un passato di imprenditore. L’uomo si desta al mattino dopo una grande imbriacatura e si ritrova con le mani lorde di sangue, ma non si
ricorda assolutamente cosa ha fatto nella notte precedente. E così studia tutti i modi per non essere scoperto. ammesso che ci fosse qualcosa da scoprire, finendo così
per insospettire chi vive intorno a lui. E per di più lui si autoconvince di aver commesso un delitto.
E intanto la vita della comunità è in fermento perché si è diffusa la notizia che una star di fama mondiale vuole inscenare in quello stanzone un grande spettacolo con
l’idea di utilizzare i senzatetto come parte integrante dello stesso insieme a ballerini, attori, musici. E lo spettacolo si intitolerà Gli ultimi.  E da qui partiranno una seria
di fatti, di equivoci, di travestimenti morali e materiali che segneranno le storie dei nostri protagonisti.

Ecco quindi la Commedia nera n.3 scritta da Francesco Recami , una vera e propria commedia degli equivoci dove i tanti personaggi che abitano lo stanzone si misurano
con la necessità di sbarcare il lunario, pronti a rubare, truffare, nascondersi  , approfittarsi gli uni degli altri,  anche se poi in fondo in questa specie di girone infernale la
notizia che  “arrivano i nostri” ossia i bravi borghesi non produrrà effetti particolari, chi ma si fida di loro, al massimo altri polli da spennare , e altro lavoro per il decespu-
gliatore del domatore Franzes quando deve riportare l’ordine. Qui quel che conta è l’istinto di sopravvivenza che è più forte di tutto….
Recami con L’atroce delitto di via Lurcini commedia nera n.3 torna nella sua Firenze. Vi si narra di un delitto avvenuto in un palazzo fetiscente occupato da un gruppo di§
disperati. IL palazzo è posto in una via che non esiste ma è sito comunque come altri nei pressi della Stazione, lasciato andare in completa rovina. Qui hanno trovato rifugio un gruppo di sbandati di varie etnie e provenienze, vedi un prete e una suora assatanati di sesso, dei punkabbestia, delle famiglie con bmbini,  altri personaggi che hanno conser-
vato un certo decoro. Sono tutti soggiogati da un clochard dal passato imprenditoriale che li comanda a bacchetta, assegna i posi,e che  si fa anche pagare considerandoli….
ospiti a pagamento. Ma un mattino questi si sveglia tutto lordo di sangue, non ricordandosi niente di come ha passato la notte comincia a credere di aver commesso un delitto,
Recami con una bella intuizione fa si che il possibile indagato diventi anche l’indagatore, naturalmente di se stesso. Altra felice trovata il personaggio del grande artista che vuole
ambientare il suo spettacolo tra gli homeless, una figura ieratica che sembra distaccata dal mondo terreno, ma che alla fine si preoccuperà solo di fare pubblicità a se stesso,usando questi poveracci e vendendo la sua…bonomia agli sponsor. Una storia quindi tra il giallo,la favola, la denuncia sociale, l’autore non da giudizi, prende atto dei fatti,
lega tante cose, morti, sfratti,aumenti, sistemazioni di fortuna, etc etc.
In queste c.d.commedie nere si prendono in esame tanti aspetti della vita dove si dibattono e combattono uomini e donne e quel che colpisce è questa finta società di “perbenisti”
che si ribellano a tutto quel che va oltre il quieto vivere. Francesco Recami  conferma che lo scrivere,  lo sbeffeggiare in vari modi porta a una attenzione e un apprendimento maggiore perché in tanto che si…apprende ci si diverte…..
L’atroce delitto di via Lurcini è una storia con tanti personaggi, spicca Franzes il boss,un ex-benestante finito sullo strada che tiranneggia questa variopinta comunità, finché su
di lui piovono varie tegole,, intanto il sospetto di essersi macchiato di un atroce delitto e la paura che qualcuno dei suoi lo denunci. Poi l’arrivo della troupe al seguito do una grande star e lui dovrà sovrintendere a tutta l’operazione in veste di rappresentante di tutta la comunità. E così la sua sarà una corsa tra il fare che tutto vada bene e il nascondere gli indizi del presunto delitto.
Il nostro autore ci ricorda anche di essersi ispirato  a una commedia di Eugene Labiche L’affaire de la rue de Lourcine ma le storie e le finalità sono completamente diverse. Nel
romanzo lo spettacolo lo danno questi disgraziati esperti nell’arte di arrangiarsi, con truffe,furti,vendette, anche delitti se del caso,il tutto all’insegna di un viavai di situazioni da
commedia degli equivoci.
Un testo sì umoristico ma di un riso nero, un testo anche cinico, d’altra parte non può che essere così visto che la materia prima è il sopravvivere a qualsiasi costo . E di contro
non molto pietoso è il ritratto degli intellettuali, esseri vacui e senza spessore umano. E d’altra parte questo è il mondo in cui viviamo, pieno di sfruttatori alla Franzes e di uomini ridicoli come il Maestro,tutto perso nel suo mondo ieratico.
Un Recami pessimista  certamente,  ma che pure non nega qualche speranza di ravvedimento in mezzo a tutto questo nero….

GIUSEPPE PREVITI


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