Il Blog di Giuseppe Previti

” OSSIGENO ” DI SACHA NASPINI ediz.e/o

Laura una ragazzina di 8 anni scompare un 12 agosto, per l’esattezza il 12 agosto del 1999, e solo 14 anni dopo verrà ritrovata prigioniera in un container, quando appunto
aveva compiuto 22 anni.
Poi il romanzo fa un salto in prospettiva in una casa della Milano bene, quella del professore universitario Carlo Balestri. E’ la sera del 6 ottobre quando irrompono in casa i<
carabinieri mentre lui sta cenando con il figlio Carlo. Stanno cercando proprio lui e lo arresteranno con l’accusa di rapimento,tortura,omicidio,occultamento di cadavere.
Ecco che così’ si scopre che dietro le sembianze di uno stimato antropologo si cela un uomo abbietto, vera esenza del Male, e così il figlio, che racconta la storia in prima per-
sona, scopre tutto a un tratto di essere figlio di un Mostro, e ora come dovrà adattarsi a vivere ?
Ecco che è così partita la nostra storia,ma non finisce con la cattura del maniaco, adesso ci sono tante altre vite che devono proseguire…il gioco della vita.
Tante vite che si incroceranno, che si intersecheranno, che si adatteranno. Ecco il padre di Laura che si ritrova una figlia già grande, ma con il dubbio di non sapere come rivol-
gersi a una ragazza rimasta segregata 14 anni. e lo stesso varrà per la madre. Laura sorride, sembra  una ragazza normale, ma a volte si assenta. si astrae, spesso di chiude in
un bagno di un qualsiasi bar, quasi volesse ritrovarsi in un luogo chiuso per ritrovarvi in suoi fantasmi, poi esce e riprende a camminare senza posa. Ma qualcuno la segue….

Prigione,aria i concetti base dell’ultimo libro di SACHA NASPINI OSSIGENO. Il romanzo inizia OltreOceano quando in una scuola viene denunciata la scomparsa di un  bam-
bino con tutto quel che ne consegue. Poi ci trasferiamo in Italia dove piano piano si conosceranno ui vari personaggi: Laura, l’esimio professor Balestri, il figlio Carlo, i genitori
di Laura, Luca e Anna, Marco, grande amico di Carlo, e altri ancora. Quindi i temi base, la scomparsa, l’…ossigeno che non deve mai mancare se vogliamo sopravvivere. Già, ma
come sopravvivere ?
Questi o questi i quesiti posti dal nuovo romanzo di SACHA NASPINI, certo assai diverso dal precedente “Le case del Malcontento”. Qui il registro, i ritmi,le atmosfere, il modo
di raccontare sono certo molto diversi ,ma il nostro autore non ha esitato nel cambiare completamente  stile di scrittura, e così si cimenta nel prendere coscienza del male, e di
conseguenza nell’indagare su cosa sia il Male.
Questa è la storia di tante famiglie e dei loro componenti, da una parte un padre affermato docente universitario e il figlio che vive con lui, dall’altra una bambina di otto anni,
con la tipica vita di una bambina di quell’età, con due genitori con qualche problema di convivenza e la sua amichetta del cuore. Già tutto normale, ma poi il caos,il male si sca-
tenano, la bambina viene rapita e verrà ritrovata in un container quattordici anni dopo, ormai una giovane donna, per inciso mai toccata dal suo rapitore. Già, il suo rapitore
è quel padre affettuoso e premuroso oltre che stimato uomo di cultura di cui sopra, era infatti lui il mostro del golfo che rapiva e imprigionava le bambine.
Una prima singolarità della struttura del romanzo, da questo momento il professore scompare, salvo qualche ricordo della sua vittima e del figlio Carlo. Il quale si chiede come
ha fatto a non accorgersi mai prima di quale mostro avesse accanto. E si chiede anche quali influenze e quali segni possa aver lasciato su lui. E matura quasi un’ossessione nei
confronti di Laura, la ragazza tornata a vivere. Vuol vedere quali segni ha lasciato su di lei, e così finisce per camminarle dietro,attento a non farsi scorgere, lei cammini molto,
spesso senza senso, ascolta la musica, scopre la città, a volte si rifugia nel buio delle toilettes dei locali pubblici per isolarsi al buio. Ma anche la madre di Carla è un’altra vittima
del Mostro,non sa come prendere questa figlia ritrovata, certo è contenta di riaverla a casa, ma la sua vita, già complicata prima del rapimento ora lo è ancora di più, e questo
nuovo ingresso nella sua vita la scombussola più che mai.
Tante facce dello stesso fatto, potremmo aggiungere il padre, l’amico fidato di Carlo,il fidanzato di Carla. Ma in sostanza sono tutti personaggi di una storia divisa in più parti, prima la famiglia Balestri, poi quella di >Laura,quindi Laura stessa, la sua amichetta che si porterà per sempre il rimorso di averla lasciata sola in quel maledetto pomeriggio della scomparsa, poi ancora Laura e le sue reazioni quando torna libera. E un prologo e un epilogo lontani da noi, in un altro continente, ma il Male e le sue conseguenze non
conoscono confine.§
A SACHA NASPINI con OSSIGENO il coraggio di essezrsi voluto subito mettersi in gioco dopo il grande successo del romanzo precedente. Qui dai borghi maremmani si passa
alla borghesia cittadina anche se certe figure come il padre mostro, la claustrofobia, la tortura fisica e morale non sono temi del tutto nuovi in lui.
La storia della ragazzina sequestrata ci fa venire in mente vari casi di cronaca, ma all’autore non è interessato tanto il contesto poliziesco della vicenda, del resto qui il colpevole
si materializza ed esce di scena dopo le prime pagine. Quel che interessa NASPINI sono anche i riflessi di questi gesti terribili sui tanti personaggi che animano la vicenda.
L’indagine quindi non riguarda tanto il colpevole quanto il “Male” che può allignare ovunque e manifestarsi nelle forme più diverse. E a un certo punto sorge un altro interrogativo: chi sono i carcerieri e chi sono i prigionieri ? Per la casa editrice in questo libro si parla di mistero,di sorprese, di turbamenti, ma principalmente “Ossigeno” è un
romanzo sul “Dna pisicologico”. E l’operazione di Naspini sembra quasi voler scoprire quale genealogia di orrore viene a legare tante famiglie.
Intanto questo figlio che scopre questo padre affettuoso, apprensivo, tanto vicino a lui, specie dopo la scomparsa della madre, un uomo di grande cultura e dai tanti prestigiosi§
incarichi, ma in realtà è un essere orribile. E ora questo figlio si ritrova prigioniero di un corpo e di una mente che deve combattere con tutta un’altra visione della vita. Non è più il figlio dell’esimio prof.Balestri ma del Mostro del Golfo! Un bel salto di prospettiva, non c’è che dire ! E la sua prima reazione è di seguire Laura, una sorte di stalker, ma non è
uno stalker lui, è uno che vuole riparare in qualche modo al male che le è stato fatto dal padre. Anche qui una stranezza, l’uomo non l’ha mai insidiata se non da un punto di vista
psicologico, lui anzi l’ha istruita, facendole apprendere le lingue, l’informatica, addirittura portandola quasi al suo livello di conoscenze.
Nel finale torna alla ribalta il caso del bambino scomparso in una scuola americana, il che basterebbe a significare che il male alligna ovunque, pur se non vogliamo svelarvi i
misteri di una trama quanto mai complessa.
Interessante lo stile di scrittura usato nel raccontare la storia, a volte in prima persona, a volte come nel caso della Laura bambina in terza persona. In conclusione questa è
una storia “nera” come può essere “nera”la vita, pur se fortunatamente al di la delle metafore non è solo nera, Naspini ci fa vedere che la vita è dura,difficile, ma che nella vita
ci sono anche poesia,amore,dolcezza e di tutto questo Ossigeno ne fa fede.

 

GIUSEPPE PREVITI

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