Il Blog di Giuseppe Previti

” I GIORNI DEL GIUDIZIO” DI GIAMPAOLO SIMI – SELLERIO

Un gruppo di persone di varie estrazioni sociali, di varie età e provenienze si trovano insieme perché sorteggiati come giudici popolari in un processo alla Corte d’Assise di Lucca. Terenzio è un pensionato, sembra sempre arrabbiato e deluso della vita, Emma è una ex-miss proprietaria di una boutique sul lungomare di Viareggio, Malcolm è un re dei videogiochi di gran successo,Ines è una bibliotecaria, Ahmed un magazziniere di origine marocchina, che si adatta ai più umili mestieri per sbarcare il lunario, Serena è una giovane senza grandi prospettive nella vita.Dovranno giudicare Daniel Bonarrigo, famoso e facoltoso proprietario di una catena di piccoli e rinomati ristoranti sparsi in tutto il mondo. L’uomo è accusato di aver assassinato nella villa di famiglia la moglie Ester e il presunto amante.
I giurati appaiono subito un piccolo universo dalle tante e diverse idee, sulle prime si…annuseranno, sono tutti sospettosi l’uno dell’altro e ce ne metteranno del tempo per arrivare a una discussione comune per analizzare quant’è successo e valutare tutti gli aspetti del duplice omicidio. Con loro due giudici togati, la dottoressa Nicola,presidente del Collegio e il giudice Fassi.
Ma ognuno di loro ha una propria esistenza, più o meno felice e travagliata, e non è certo che chiudendosi in quelle mure che il tempo si fermi e quindi per molto tempo oltre al grande travaglio di dover giudicare un uomo si aggiungono anche i problemi e le traversie della vita giudiziaria che per alcuni comportano anche delle difficili situazioni personali.<Intanto la pressione pubblica è molto forte, divisa come è tra colpevolisti e innocentisti, la potente famiglia dei Bonarrigo fa di tutto per influenzare i media per salvare oltre il congiunto il proprio impero economico. Ma sui nostri…eroi tutto questo can can li porta a capire  che forse stanno vivendo il più alto e importante momento della loro esistenza. Ed ecco che non bastano più le impressioni generiche del primo approccio, decidono che non devono agire di….”pancia” e allora cominciano a esaminare i fatti conpiù profondità, condividendo in questo loro atteggiamento teso a trovare la verità anche i giudici…

Un delitto che sembra di facile soluzione,l’imputato è lì davanti a loro, e ha già le vesti del colpevole ideale. Questo è l’inizio del libro di GIAMPAOLO SIMI I GIORNI DEL GIUDIZIO. Sei persone qualunque sono state chiamate a comporre la giuria del processo ci cui sopra, con loro due giudici togati, Dovranno giudicare un feroce duplice delitto avvenuto in una grande villa della Lucchesia. Una donna è stata assassinata nel giardino della grande casa, nello stesso giardino si troverà il corpo massacrato del giovane presunto amante, e del massacro verrà imputato il marito di Ester, la donna assassinata, un facoltoso industriale. Da qui inizia la storia con protagonisti i nostri giurati, che una
volta entrati nel gioco del processo avranno il loro daffare a ritornare alla vita normale, ammesso, come si chiede qualcuno di loro, che ci riescano.
GIAMPAOLO SIMI conferma la sua abilità di narratore capace e di confezionatore di storie sempre interessanti, molte legate alla realtà. Ma non solo, Simi è uno scrittore sempre capace di scavare nell’animo dei suoi protagonisti, caricandoli di umori, sfaccettature,pensieri, contraddizioni, tutte caratteristiche tipiche appunto dell’animo umano.
Un romanzo molto diretto. crudo nell’esposizione, proprio perché riunisce delle persone normali, diremmo tanti di noi, e appunto a loro ma anche a noi presenta il conto delle nostre debolezze, dei nostri errori, dei nostri pregiudizi, anche se poi alla fine non dimostrerà una chiusura assoluta verso questa variopinta umanità, la comprensione, la speranza non mancano., si sviscerano una storia apparentemente senza misteri, un duplice delitto, un colpevole già pronto, un marito accecato dalla gelosia. Ma come nei noir di razza bisogna sempre diffidare della verità spiattellata sotto gli occhi, e allora ,I GIORNI DEL GIUDIZIO  si rivela anche un noir di indagine, vi si ricostruisce il duplice delitto ,si sviscerano cause,modalità, effetti, qui non abbiamo il classico investigatore ma un gruppo di persone che vogliono capire perché l’imputato ha agito e come ha agito, e in questo procedere capiscono che non si devono limitare a quanto appare, ma devono risalire alla sostanza delle cose. E per queste persone, tutto sommato delle mediocrità, ecco che si profila l’occasione perché loro siano veramente protagonisti, ma stavolta nel senso più alto e più etico del termine.
E’una sfida che allora vede sfilare davanti ai nostri occhi non più un solo colpevole, l’imputato degli omicidi. ma in senso metaforico vede salire sul banco degli imputati anche i sei giurati e i due giudici.
Emma,>Terenzio,Malcolm,Serena,Ahmed,Iris sei personaggi in cerca….non d’autore(ce l’hanno già e più che valido)ma in cerca di se stessi, con il maturare via via di una voglia di riscattarsi dalle proprie fobie e debolezze. C’è un passo del libro, quando sono tutti a cena e i sei giurati e i due giudici, con la signora Presidente che vorrebbe inquadrarli per capirli meglio in vista delle riunioni decisive del processo. E allora si diverte a cercare di indovinare quale pizza  ordinerà ciascuno di loro.
E il giochino si rivela più interessante e rivelatorio del previsto, ribaltando spesso le sensazioni che aveva ricavato di prima impressione. In tutti alla fine prevarrà la
volontà(se poi ci riusciranno è un altro discorso…)di essere dei buoni giurati, e per fare questo dovranno liberarsi delle proprie turbe e incertezze, ma anche delle
false sicurezze o dei propri meschini calcoli. Per loro emanare il verdetto in un certo senso significa “sistemare”la propria esistenza, darle un significato, al di là di
come hanno vissuto fino a quel momento.
E qui scatta il secondo grande dilemma, tutti nel corso della storia avrebbero avuto l’occasione per fare il proprio interesse. Già, ma il proprio interesse coincide con
la verità dei fatti ?Tutti senza distinzioni dovranno giudicare se stessi e dal verdetto che emetteranno dipenderà la ” buona sentenza”, la sorte dell’imputato, ma anche
la considerazione di potersi sempre guardare allo specchio….
Cinquecento e passa pagine che si leggono d’un fiato con tanti colpi di scena e tante introspezioni psicologiche.

 

GIUSEPPE PREVITI


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