Il Blog di Giuseppe Previti

” La spia corre sul campo” di John Le Carré – Mondadori

Nat, ormai un veterano del Secret Intelligence Service, viene richiamato a Londra, e lui è convinto che ormai il suo ciclo sia finito.Ma il rinnovarsi della minaccia Russia
,attivissima nel campo , è undello spionaggio. fa sì che invece gli venga affidato un nuovo incarico, riportare in piena attività il Rifugio, una delle sezioni abbandonate del
Quartier Generale di Londra. Si ritrova con un gruppo abbastanza….dimesso di spie o aspiranti tali, salvo la giovane e brillante Florence, che si interessa appunto della questione
Russia e in particolare di un potente oligarca ucraino, implicato in grossi affari poco chiari.
Nat è un uomo brillante, ha una bella moglie, avvocato di grida,una figlia. Ha una grande passione, giocare al badminton, e frequenta quindi un circolo dove è il miglior giocatore
e qui appunto fa la conoscenza di un giovanotto, che avrà la metà dei suoi anni, e che apertamente lo sfida a giocare con lui. In  breve tempo diventeranno  una coppia fissa nel
gioco e così Nat avrà modo di conoscere le idee e i pensieri del nuovo amico, Ed Shannon, un  tipo un po’ introverso e trasandato, che però si anima molto quando parlano del
clima politico dei nostri tempi, avversando ferocememte la Brexit e Trump. Una rabbia  “politica” che a un certo punto lo porterà a delle scelte drastiche e che finiranno anche
per coinvolgere anche coloro che gli stanno vicini, Nat compreso.

La fantasia e la voglia di raccontare storie, personaggi,fatti,giochi di spie, di occuparsi alla fin fine del presente usando la consueta chiave di quel  “Grande Gioco” che Kipling
chiamava lo spionaggio,nonn è venuto certo meno a uno dei veterani della scrittura, john Le Carré, che pur correndo verso i 90, non perde appunto il gusto di interessarsi
di questa disastrata società. In La spia corre sul campo (bello il titolo originale Agent running in the field)crea un bellissimo personaggio, Nat, ovviamente un agente se-
greto o spia se preferite,è un personaggio notevole, dotato di una grande capacità di discernere e agire al bisogno, capace quindi di sorprendere il lettore, non apparendo mai
scontato neui comportamenti e nelle decisioni Di origine scozzese, il padre era un maggiore della guardia scozzese non particolarmente facoltoso, la madre era  una delle tante. .
nobildonne russe scampate alla Rivoluzione d’0ttobre e approdate nel Regno Unito. Aveva sposato il maggiore, era nato Nat con cui vivevano a Parigi, lei non era certo famosa
per…fedeltà coniugale. Nat  quindi nasce un po’ solitario, la sua grande passione sarà il badminton, ma si rivelerà anche un buon bevitore. Si affermerà in un campo un po’ particolare, servendo il proprio Paese, senza troppi scrupoli vista la natura della sua attività che lo porta a trattare con chi a sua volta tradisce il proprio paese, ma il suo principio
era di essere comunque fedele alla sua Patria, alla sua Regina mantenendo però indipendenza di giudizio e dui azione, anche perché lavorando sul campo poteva sempre decidere
da sè il proprio destino. Ma ora che è rientrato in patria e non sa che fine farà ha tempo per guardarsi intorno e farsi una idea dei temi che stanno agitando il Paese, Brexit,Trump,Putin.
In famiglia quando rivelerà alla figlia la vera natura del suo lavoro, e curiosamente lo farà mentre stanno salendo su uno skilift,, questa lo manda a quel paese e lascia la casa, La
moglie che ormai lo conosce spera che chiuda una volta per tutte con l’Ufficio. Nat cerca sollievo nell’amato badminton, che ormai gli ha procurato una ceerta fama e quindi non si meraviglia più di tanto- stranamente l’istinto di spia non funziona-quando un giovane un pò saccente e un pò goffo lo sfida a una partita. Ma intanto i Servizi non lo lasciano a
casa, anzui gli affidano la riorganizzazione della sezione che si occupa della Russia.
La storia andrà avantio piena di misteri e di colpi di scena, come sempre la penna di Le Carrè corre agile e veloce, qui la posta in palio si rivela ancora più alta, ci si batte per
salvare questa povera e bistrattata Europa.
Questo romanzo è fondamentalmente uno spietato atto d’accusa contro l’attuale politica dell’Inghilterra che sembra portare il Pzese a una situazione che si prospetta disastrosa.
Ne esce un ritratto assai critico del nostro tempo, passando da situazioni agghiaccianti a momenti più divertenti, alcuni veramente umoristici,, ma la tensione che grava sul mondo intero ci viene fatta rivivere magistralmente, grazie appunto alla bravura di Le Carré nel costruire le sue storie ei suoi poersonaggi.

 

GIUSEPPE PREVITI

, c


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui