Il Blog di Giuseppe Previti

” NINFA DORMIENTE” di ILARIA TUTI

Torna protagonista il commissario Teresa Battaglia, in realtà non sono giorni felici per la nostra commissaria specializzata in profiling. Una malattia la divora, non sempre la
mente la sorregge.Chi come lei ha dedicato tutta la via al lavoro e ai suoi uomini  si vede come paralizzata nella mente,  la memoria ogni tanto le vacilla. Le viene affidata una nuova indagine e lei cui mette  tutta se stessa, anche se il male la tormenta.
Sembrava  che per lei non ci dovesse essere più spazio ma il riesplodere di  un vecchio caso fa si che il  vecchio questore si fidi solo di lei e glielo affidi perchè convinto che solo§
lei lo possa risolvere. Si tratta di riesumare una vecchia storia  avvenuta in una valle fuori dei circuiti tradizionali, abitata da una popolazione appartata, un bosco folto che quasi
nasconde la vista delle montagne. Teresa sa che dove lottare con se stessa e la sua mente che a volte la tradisce, intanto il tempo incalza, qualcosa di orrendo sembra celarsi in
questi luoghi apparentemente immacolati. E comincia una corsa contro il tempo per lei e per i suoi uomini,

Fiori sopra l’inferno, un debutto narrativo eccezionale, segue ora ad  opera di Ilaria Tuti Ninfa dormiente, con ancora protagonista il conmmissario di polizia Teresa Battaglia. Ancora una ambientazione ricca di suggestioni, tra paesaggi fioriti, boschi, albeeru e una popolazione di gente che sembra scolpita nella pietra  .Il tutto al servizio di una scrittrice che non cessa mai di stupire confermando il grande successo precedente, mostrando una grande immaginazione e la capacità di interessare il lettore.
Viene ritrovata un’opera d’arte che senbra di grande valore, ma presto se ne dovranno occupare polizia e carabinieri quando si accerta che il dipinto è stato realizzato cpon sangue umano. Ritroviamo così il commissario Teresa Battaglia che avevamo conosciuto in Fiori sopra l’inferno. Una indagine difficile, anche strana se vogliamo, che porta
indietro nel tempo, ai tempi della guerra, quando appunto l’opera è stata realizzata. Si sa chi è l’autore, ma questi vive da settant’anni in completa solitudine, senza mai parla-
re, fissando ostinatamente l’infinito. Il tutto risale a un qualcosa accaduto durante la seconda guerra mondiale, ma certi orrori, certi odi, certi episodi non sono mai stati rimos-
si, e quel che è successo allora con i partigiani, i tedeschi e i disgraziati abitanti di quei posti non può essere cancellato ed è un qualcosa che resterà per sempre. Starà al commis-
sario e ai suoi colleghi di cercare tracce e verità intorno a delle “morti” che apparentemente oggi non interessano più nessuno.
Sempre notevole nella sua originalità nel suo anticonformismo, nel suo apparire “fuori le regole” questa donna commissario, ormai anzianotta (sui 60 anni),, dal carattere impossibile, ora alle prese con problemi di salute, un principio di Alzheimer, si deve iniettare l’insulina ogni giorno, tiene un diario dove annota ciò che deve fare m anche quel
che avviene, quel che pensa, chi incontra, i progressi dell’indagine, e quando l’assassino glielo ruba si sentirà più che mai scoperta e esposta. Non sarà facile districarsi tra i tanti
sviluppi della situazione, e rispondere alla domanda se chi ha eseguito il dipinto con il sangue umano è anche l’assassino ? E quel sangue a chi apparteneva ? Quel che colpisce è
kla faccia di quela ragazza belissima e veramente fuori del tempo immortalata per l’eternità.
Ma intanto l’aria intorno si è fatta pesante e pericolosa, In questura con l’arrivo del nuovo questore, una vecchia conoscenza di Teresa e che purtroppo la “odia” l’atmosfera è
diventata irrespirabile ma ora è anche la valle che è scossa, chi sa è in pericolo, chi ha ucciso allora è pronto a uccidere di nuovo per mantenere quei segreti. Ma la nostra com-
missaria e i suoi uomini vanno avanti, Ma i tra i tanti affanni e le tante difficoltà Teresa Battaglia e il suo fido luogotenente Martini devono anche affrontare gravi problemi personali.
Il libro serve da pretesto alla Tuti anche per parlare delle sue zone,della loro natura, degli abitanti, di comunità che ancora oggi compiono riti ancestrali. E così scopriamo la
Val Resia, con i suoi colori, le sue comunità molto legate a tradizioni del passato, con una propria parlata e tanti riti che riportano ad altri tempi. E quel che dovrà la poliziotta
è acquistare la fiducia di questa gente, solo allora la sua missione può avere successo.
Una storia raccontata con uno stile che sembra procedere molto per immagini  e che diffonde suggestioni, atmosfere, temi, ambientazioni, anche nuovi personaggi, vedi
Blanche e il suo cane. E con la tendenza a rendere spesso indefinito il confine tra il bene e il male, e quindi nessuno nel romanzo è immune da colpe. Un libro molto sentito
da chi lo ha scritto. Molto curati i personaggi, specie i protagonisti, Teresa e Martini, i cui colloqui sono di una emotività assai pronunciata.
Un romanzo, concludendo, che coinvolge il lettore, dalle descrizioni sempre vive e vibranti. e con un continuo divenire di  vari personaggi e varie situazioni.

 

GIUSEPPE PREVITI


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