Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ANNO DEI MISTERI” DI MARCO VICHI – GUANDA

Tutta l’Italia è davanti al televisore la sera del 6 gennaio 1969, sono tutti intenti a guardare la finalissima di Canzonissima. Tra  loro anche il commissario Bordelli che si è affret-tato a tornare a casa e ora è li a godersi lo spettacolo. Ma suona il telefono, è stata uccisa una ragazza e così mentre dai televisori accesi si ascolta la sigla Bordelli torna a fare il ….commissario di polizia. Una ragazza è stata trovata uccisa nel suo appartamento, violentata e strangolata. Ma c’è anche un’altra vicenda che turba il poliziotto: sta dando la
caccia a un feroce serial killer che ha già ucciso sei prostitute e secondo determinati calcoli a breve colpirà ancora.
Bordelli si sente stanco,il tempo della pensione si avvicina, non vuole lasciare niente d’insoluto, però cerca già di ritagliarsi dei momenti di pace,di tranquillità, di svago, di amore con la sua Eleonora, programma lunghe camminate nel bosco con il suo BlisK, ma la sua massima aspirazione sembra proprio quella di non lasciare casi in sospeso.

Dopo circa due anni di silenzio, per la gioia dei suoi lettori, torna in libreria una indagine del commissario Bordelli, ovvero L’anno dei misteri di Marco Vichi.
” Che tristezza,pensava Bordelli ogni volta. Ma era una tristezza che gli piaceva, che un po’ per gioco e un po’ per serio lo faceva sentire una
specie di eroe solitario…un uomo che si sarebbe portato nella tomba i suoi segreti….”

Questo personaggio, abbastanza tormentato, sempre più nel tempo una sorta di “Aggiustatore di torti”, ormai lo conosciamo da tempo e diremmo che quasi non ci meraviglia
più, lo accettiamo com’è. Del resto tutti i grandi ” personaggi” del giallo da Maigret a Marlowe allo stesso Montalbano hanno una propria caratteristica di giudizio, di espres-
sione di decisione, che li fa ormai stelle fisse di un immaginario collettivo che non solo li equipara a personaggi viventi ma ne condivide e apprezza i comportamenti. E possiamo
considerare Franco Bordelli uno di loro.  In questo romanzo quello che ci —-spiazza è Vichi ambientando questa storia nel 1969, ci riporta a quella sera in cui tutta l’Italia è seduta davanti ai teleschermi per seguire la finale di Canzonissima e Bordelli e un0 dei loro…. Ma sarà per lui una serata un po’turbolenta, lo chiameranno dalla questura perché
è stato scoperto un delitto. Vittima una ragazza strangolata nel suo appartamento, il cadavere è stato scoperto dal nonno, L’indagine si presenta difficile, intanto tutti sono come
rapiti dalla televisione, le strade sono deserte, quindi è ben difficile raccogliere delle testimonianze. E poi mentre i nonni esaltano la memoria della ragazza, i colleghi di lavoro,
anzi òe colleghe, fanno a gara nel parlarne male, considerandola un’autentica mangiatrice di uomini. Un altro problema che assilla il commissario, che pur ormai è vicino alla>
pensione, è quello di liberare la città dallo spietato assassino seriale di prostitute, ne ha gia ammazzate sei e si teme che possa colpire ancora. Ma il nostro protagonista è anche
agitato perché non sa ancora cosa gli riserverà il futuro. anche perché si è innamorato di una donna assai più giovane di lui, si sente ricambiato , ma durerà  ? Insomma tutto un
mescolarsi di passioni, emozioni,progetti che lo rendono ancora più elettrico…
E poi il suo cruccio maggiore, non vuole lasciare casi in sospeso, , , e dei due che ha per le mani, la ragazza strangolata e il killer delle prostitute, per adesso non intravede solu-
zione alcuna, pur se l’accanirsi sempre contro donne bionde, con le stesse modalità di esecuzione, il ripetersi anche nella progressione delle date gli fanno capire quale sarà la
data del prossimo delitto.,ma è privo di qualsiasi riscontro ibbiettivoAbbiamo parlato sin qui della parte della trama più poliziesca, ma il bello della lettura è come sempre seguire le giornate  del commissario, con l’ausilio sempre fondamentale dei tanti personaggi che lo circondano, vecchi o nuovi che siano, perché intorno a Bordelli si forma un>
vero mosaico di facce, di atti, di parole, di gesti. di pensieri che animano la scena e vengono a formare un vero spaccato della Firenze degli anni ’60,  con un caleidoscopio di
storie  che poi sono la forza dei romanzi dedicati a Franco Bordelli.
Come sempre quindi personaggi vecchi e nuovi, ecco Eleonora che sembra voler assumere un ruolo sempre più centrale nella vita di Bordelli,nonostante la grande differenza di
età, poi Rosa, la prostituta sempre bamboleggiante, ma che sa capire e calmare le agitazioni dell’…orso Bordelli, anche lei vagamente sembra alludere a un futuro diversp. Poi
Piras, il sui fido compagno di indagini, silenzioso, sempre un po’aggrondato, ma che ha una fede assoluta nel suo capo e ne completa al volo le intenzioni. E po Diotivede, il
medico legale ormai in pensione,il Botta che la frequanza di Bordelli ha riportato sulla…retta via, ma sempre pronto a dare una mano a colui che ha creduto in lui, e di cui ammira la voglia e la capacità di raddrizzare quei torti a cui difficilmente le vie ufficiali concedono soddisfazione. E ancora Dante, e poi il cugino ritrovato,e naturalmente quel
colonnello Arcieri che…proviene da un’altra storia ma che ormai è una presenza fissa nell’allegra brigata.
Come sempre quindi anche ne L’anno dei misteri si parte da una serie di fatti, magari delittuosi, ma poi ci si  libra nella voglia di far partecipare tutte queste persone, dare
loro un tono, un ruolo. Ecco le cene in casa Bordelli, dove si alternano deliziose pietanze al racconto di storie di vita, che caratterizzano e incoronano un’epoca, storia non par-
ticolarmente mirabolanti, spesso semplici , ma molto significative perché vive, reali, istruttive, oltre che spesso divertenti.
E un’altra perla, come fare tesoro dei preziosi consigli letterari che l’autore ci passa tramite Bordelli e un giovane commesso di libreria , in  questo romanzo ci procede a una vera
e propria riscopèrta di Alba de Cespedes e dei suoi romanzi, ecco come si può intendere “un buon uso della scrittura”. Scommettiamo che letto Bordelli molti andranno a cercare i romanzi  di Alba de Cespedes ?
E ancora nel romanzo di Marco Vichi il piacere delle piccole cose,il bicchiere di vino in compagnia, il pranzare accanto al cuoco che cucina, la passeggiata nel bosco, l’smore
per la natura, l’amore per gli animali.
Certamente Franco Bordelli non è un tipo facile. non ha mai cercato facili encomi, è arrivato all’età della pensione dicendo ” Non sono nemmeno vice-questore allla mia età…”
Qui si parla spesso della sua voglia di fare giustizia, a volte andando anche oltre il suo ruolo, ma in lui l’ansia di risolvere i misteri e far sì che i rei abbiano la loro pena non è tanto ispirato alla vendetta, tutt’altro, piuttosto in lui vi è l’ansia di “chiudere”le situazioni storte che nessuno riuscirebbe a chiudere. Così è, se vi pare !

 

GIUSEPPE PREVITI


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