Il Blog di Giuseppe Previti

” NOZZE (PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE) – EINAUDI 29.12.19

Una ragazza che si doveva sposare il giorno dopo viene trovata nuda in una grotta che si affaccia su una piccola spiaggia. E’ stata uccisa con una coltellata al cuore.Particolare
singolare, un abito da sposa galleggia sull’acqua.
In un febbraio assai gelido ecco una nuova indagine per i Bastardi. Un delitto che-una volta data una identità alla vittima- non sembra avere spiegazione, o forse proprio per
questo, ne nasconde sin troppa. Tanti segreti, tanti misteri, e quindi non sarà facile per i nostri investigatori arrivare alla verità e dare dignità e giustizia alla sposa del mare che
doveva vivere il giorno più bello della sua vita e ora non trovava pace neanche da morta.

I bastardi di Pizzofalcone ormai costituiscono un gruppo coeso,ormai le loro esistenze ,le loro facce, i loro pensieri sono entrati nell’immaginario collettivo e i lettori ormai sanno
che per loro affrontare un nuovo caso vuol dire mettere in gioco non solo la loro abilità professionale ma anche le loro vite, i loro rapporti professionali, i loro sentimenti.
In Nozze Maurizio De Giovanni ci fa partire da un oggetto insolito che galleggia in un piccolo pezzo di mare davanti a un antico palazzo. E’un abito da sposa sperso in un mare
di rifiuti.Ma perché ? Cosa è successo ? Non è certo lì il suo posto, ma chi doveva indossarlo giace lì nuda sulla spiaggia. I poliziotti scopriranno che si chiama  Francesca, che
evidentemente non ha fatto in tempo a coronare il suo sogno d’amore, doveva sposarsi il giorno dopo. I Bastardi si trovano così a dover indagare su un caso che si presenta molto
difficile e complicato, tanto più che la ragazza è dipinta da tutti come un angelo, doveva sposarsi con un bravissimo giovane, la cui famiglia però era di chiara estrazione mafiosa.
Delitto quindi legato alla criminalità o dovuto ad altri motivi ? Al commissario Palma e ai suoi uomini tre giorni per risolvere il caso che se no passerà alla Procura che si interessa dei fatti di mafia.
Quando si leggono queste storie non sappiamo più se dare importanza al fatto di sangue su cui si basa l’indagine o se farsi coinvolgere dalle vicende personali dei singoli componenti il commissariato di Pizzofalcone. Ecco Palma e Ottavia che si struggono per il loro amore impossibile; ecco Aragona che deve rinunciare a quella facciata molto apparente che si è costruito nella vita e nella professione; ecco Loiacono che vorrebbe ricostruirsi una vita ma Laura non vuole: ecco Alex che si è liberata e emancipata ma
non del tutto:ecco Romano devastato da una vita di finzione: ecco Elsa, la new-entry eternamente perseguitata dai fantasmi del passato;e infine Pisanelli ormai con i….piedi
fuori del commissariato, ma che non rinuncia rendersi utile.
A tutti loro fa contrapposto il fantasma della povera ragazza uccisa che sembra perseguitarli condannandoli a condividere il suo destino con una sorta di vendetta per le nozze….negate.
E’ curiosa questa serie che di volta in volta fa risolvere a questi uomini e donne i casi più difficili, ma se questi sono poliziotti ormai riabilitati pubblicamente lo stesso sono
rimasti imperfetti nella vita, troppo feriti dalla stessa,per loro la gioia si consuma dentro il commissariato, fuori la vita è impietosa anche per loro. Stavolta si devono occupare
di Francesca, la ragazza trovata morta in una spiaggetta mentre nell’acqua galleggiava il suo abito da sposa. E questo scalcinato commissariato nato per…sparire e invece ancora
in piedi, al centro di una serie fortunatissima di gialli scritti e televisti, anche in questa circostanza dimostra di vedere molto più in là delle facili apparenze. Certo è molto facile,
visto che Francesca era fidanzata con Giovanni figlio di un noto boss , pensare a un delitto legato alla malavita, a qualche vendetta o avvertimento trasversale. Ma è proprio lui
Giovanni a fare una sorta di lezione ai poliziotti invitandoli a abbandonare ogni pregiudizio, a non trarre conclusioni affrettate, non è detto che tutto si debba attribuire alla
mafia o alla camorra, Lui ne è l’esempio più lampante, si ritiene un corpo estraneo alla famiglia, ha studiato finanza a Londra, ha un bel lavoro ma non lavora per i suoi, non
ricicla soldi sporchi. Ma ora è un uomo disperato avendo perso ciò che gli era più caro. E ci vorranno il coraggio del magistrato Piras e degli uomini del commissariato per
mandare avanti una indagine che altri vorrebbero diretta verso altre direzioni.
Come sempre i romanzi e le trame di Maurizio De Giovanni sono condotti con mano perfetta,da una parte una trama gialla ben sviluppata,dall’altra Napoli, una città dove c’è di tutto, miseria e nobiltà, sogni e frustrazioni, verità e pettegolezzi, amori e delusioni.E si accentua sempre più la tendenza a costruire “storie” di vita comune, in cui si parla di
fatti e di sentimenti, direi che in questo romanzo ci si avvicina molto a certe atmosfere tipiche di altri personaggi con sempre Napoli al centro, allora la Napoli degli anni’30
con Ricciardi al centro, allora la Napoli di oggi con i Bastardi al centro, ma con la manifesta intenzione di raccontare la vita, nel bello e nel brutto.
E’ singolare poi come questa indagine finisca per riverberarsi sui singoli chiamati a indagare quasi come un’ombra ,una sensazione intendesse rivolgersi a loro. In questa serie
e in altre consimili si ricorda molto il metodo di un grande Maestro come Ed McBain, ma ora viene sempre dato più spazio alle vicende umani dei componenti le varie squadre
di poliziotti, con le loro storie,i loro sentimenti, i loro problemi ed è quel che colpisce di più il lettore. Questi si immedesimano nelle loro gioie e dolori, e d’altra parte i nostri pro-
tagonisti sono ormai figure vive,reali, quindi le loro disavventure o i loro successi diventano quelli di tutti noi che ormai siamo entrati nei loro panni.Di Giovanni ha capito che
un libro si compone di vari elementi, non ci deve essere molta differenza tra la trama e la sottotrama, è un tutto unico, del resto quelli che agiscono sul campo investigativo sono
uomini e donne che si portano dietro tutto il loro vissuto. Con una frase fatta si dice di “non portarsi sul lavoro i propri problemi”, ma che significa ? E’ mettendo in azione tutto
se stesso che l’investigatore, ma alla fin fine qualunque essere umano, può arrivare a comprendere l’atmosfera, i sentimenti, le motivazioni che circondano e fanno parte della
vita delle vittime.>>
A causa di questo delitto non si sono celebrate delle nozze, nozze “negate”, ma alla fine anche ai Bastardi nella vita è stata negata qualcosa. Le nozze non ci saranno mai per la
bellissima Elsa, forse resteranno un sogno per Loiacono, Ottavia e Palma, e così via,.Insomma storie di vita, a volta negate, a volta strappate, a volta sognate….

 

GIUSEPPE PREVITI

 

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