Il Blog di Giuseppe Previti

” LA CANZONE DEL CAVALIERE ” DI BEN PASTOR – SELLERIO 1/1/2020

Martin Bora è alle sue prime armi nella Wermacht e lo troviamo in Spagna nel 1937 nel pieno della guerra civile.In questa storia Ben Pastor introduce anche un grande perso-
naggio, Federico Garcia Lorca, “anima poetica” della Spagna del Novecento, ma non per questo al di fuori dei veleni e dei pericoli del periodo. Qui si parte dall’assunto che§
non fu ucciso dai Falangisti a Granada nel 1936 come tutti appunto credono.Lo ritroviamo infatti un anno dopo in Aragona dove viene misteriosamente ucciso e abbandonato in
aperta campagna. Il cadavere viene scoperto dai Rossi che gli danno una prima sepoltura, ma i Repubblicani lo scoprono e  seppelliscono il corpo da un’altra parte. Ma stranamente nessuno dei due schieramenti vuole pubblicizzare il fatto che Lorca fosse ancora vivo in attesa di scoprire perchè e da chi sia stato ammazzato-
Vengono così a confrontarsi i rispettivi comandanti della zona del fatto, appunto Bora e un americano, Philip Watson,maggiore delle btigate internazionali. Molti i perdsonaggi
che incontriamo in questa fase della storia che si svolge tra gli altopiani del Paese, oltre tutti oppressi da un gran caldo. Tra i due protagonisti dopo un periodo di incomprensio->
ne iniziale, tra l’altro amano la stessa donna,nasce invece una singolare collaborazione per scoprire chi ha ucciso Garcia Lorca.

In tutti i romanzi con personaggio-base Martin Bora, un militare tedesco di nobili natali ispirato a quel colonnello Van Stauffenberg che attentò senza successo a Hitler, si respira
un’aria di tragicità che pervade sempre queste storie a metà tra il Giallo storico e il Trattato etico-morale. Bora è un nobile, un personaggio raffinato, dal grande spessore umano,
molto attaccato alla sua patria, ma anche ,nel suo aspetto di uomo libero, antinazista convinto pur se sempre fedele al Paese.
Romanzi a metà tra la verità storica e l’invenzione che usualmente i esplica nell’inserire un qualcosa che “innova”la storia che si racconta.
LA CANZONE DEL CAVALIERE fu pubblicato per la prima volta nel 2003 e ci viene riproposto dalla Sellerio che dal canto suo ha pubblicato l’intera serie con protagonista l’ari-
stocratico ufficiale della Wermacht Martin Bora, un detective al servizio dell’esercito,durante la seconda guerra mondiale. In questa sua prima apparizione del suo personaggio
BEN PASTOR lo fa agire nella Spagna del 1936 dove si combatte la guerra civile tra Neri e Rossi. Da una parte i Franchisti fedeli al generale Franco, spalleggiati da fascisti italiani e nazisti tedeschi, dall’altra i Repubblicani, i Rossi, comunisti e anarchici,coadiuvati dalle brigate internazionali, formate da volontari giunti da tutto il mondo per combattere le dittature e difendere la libertà.
Due personaggi rappresentano le opposte schiere. Un Martin Bora, ancora molto giovane ,23 anni,assai coraggioso e determinato nelle sue iniziative, guida un piccolo drappello
che controlla una zona strategica in altura. Gli fa da contraltare un maggiore americano a capo di un gruppo di Repubblicani, Philip Watson, un volontario delle brigate interna-
zionali. Due nemici quindi, che tra l’altro sono anche rivali in amore, legati come sono morbosamente alla giovane Remedios, ma assai uniti nella volontà di scoprire chi ha ucciso il celebre poeta Federico Garcia Lorca. In verità questi era stato dato per fucilato l’anno prima a Granada ma ora era improvvisamente ricomparso.  Watson lo aveva
conosciuto personalmente negli Stati Uniti, Bora ne conosceva le poesie.
Le parti in campo si contenderanno il cadavere di Lorca trovato ucciso in un sentiero di montagna, colpito con una revolverata alla nuca, senza scarpe e la camicia insanguinata,
evidentemente una esecuzione che sembra avvenuta altrove, ma nessuno dei due gruppi denuncia la cosa, si vuol prima capire cosa sia avvenuto realmente, e soltanto  Bora e
Watson sembrano veramente interessati alla soluzione del caso.
Nello svilupparsi della vicenda incontriamo tanti personaggi che combattono una guerra fratricida e sanguinaria, oppressi oltre tutto da una calura asfissiante. Vari ritrattini di
personaggi tratteggiati con molta cura dall’autrice, spicca tra i tanti la sensualissima Remedios, anche un p0’strega,che esercita una singolare influenza sugli uomini che si uniscono a lei. Sarà determinante nel fare del giovane Bora un “uomo” insegnandosi le “cose” dell’amore e del sesso e predicendogli anche il futuro. E proprio i suoi insegnamenti porteranno Bora a sposare , una volta tornato in patria, la sensuale e bellissima Dikta.
Una storia molto intricata, ricca di personaggi e eventi, ben costruita, fedele nel riprodurre quel periodo storico e le tracciare un quadro originale  e generale  di un momento
importante del Novecento.Il tutto arricchito dalla capacità di uno scrittore di fare…storia raccontando delle storie più o meno vere.
E per i seguaci del seriale, l’interessante occasione di far vedere come è nato il personaggio Martin Bora.

 

GIUSEPPE PREVITI


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