Il Blog di Giuseppe Previti

” L’AMANTE DI PIETRA” DI STEFANO DI MARINO- IL GIALLO MONDADORI- 13 -3 -2020

Bas Salieri lo storico della magia che spesso si è occupato di indagini su delitti legati al mondo occulto è molto preoccupato dopo la scomparsa della sua assistente, la bellissima
Zaira. E’una donna molto affascinante, assai brava sul lavoro, è vari anni che collaborano, prima lei faceva da “spalla” ai suoi spettacoli di illusionista, poi gli è rimasta accanto come segretaria.
Dopo una telefonata lei è uscita e non è più rientrata. Salieri si stava occupando di ricerche su un ambiguo uomo di spettacolo, il torinese Demetrio Savini specializzato in pellicole tra l’horror e il porno, e a suo tempo implicato nella sparizione di una giovane attrice mai ritrovata.
Zaira è uscita dalla loro casa di Amsterdam ed è stata poi vista in compagnia di una giovane donna che viene poi trovata uccisa nella zona dei canali, con una scena che si presenta simile a un omicidio rituale.
Bas comincia a chiedersi chi veramente sia Zaira, ma sentendosi molto legato a lei e temendo che sia in pericolo,ne segue le tracce che lo porteranno in una sorta di girone infer-
nale tra Praga,Berlino e Torino. A Praga si unirà a lui Nieves Scotti, figlia di un commissario di polizia  che si era occupato senza esito della prima ragazza scomparsa, e la loro sarà una sorta di corsa ad ostacoli, sempre braccati da uno strano individuo anche lui sulle tracce delle ragazze. In Italia Bas ritrova l’amico Corrado,esperto in occultismo e di cinema, e una vecchia conoscenza come il vicequestore Panitta.
Zaira è coinvolta in un oscuro disegno che deve culminare in un sacrificio umano e Bas e compagni faranno una corsa contro il tempo per liberare Zaira e le su compagne.

Ecco ne Il Giallo Mondadori una nuova avventura ideata da Stefano Di Marino, L’amante di pietracon protagonista Bas Salieri.
Il prologo risale a dieci anni prima quando una bellissima ragazza entra in una villa sul lago dove ha un appuntamento con il suo mentore che le ha dato le chiavi per entrare e at-
tenderlo.Ma lei non uscirà più e si aggiungerà alle altre ragazze di…pietra che ha fatto appena in tempo a intravedere.
Questo è il sinistro prologo di una storia che ci porterà in un  giro fantastico per l’Europa dell’illusionista e studioso dell’occulto Bas Salieri alla disperata ricerca della sua assistente Zaira, improvvisamente scomparsa dalla loro casa di Amsterdam.
Eccoci quindi nella Amsterdam di oggi con il sempre affascinante Bas che ha finalmente trovato un prezioso manifesto di un film horror diretto da un inquietante regista, Demetrio Savini, un artista dai alcuni idolatrato dai più osteggiato. Questo manifesto non piace alla segretaria di Salieri, la brasiliana Zaira, che lo definisce l’opera di un folle.
Poco dopo la ragazza sparisce, e Salieri ha l’intuizione che questa scomparsa è legata a questo personaggio di cui lei non aveva voluto parlare.
Intanto una ragazza viene assassinata con una macabra messinscena attorno al cadavere. Sempre più preoccupato Salieri trova in una stanza segreta dell’appartamento della
sua assistente la fotografia di cinque ragazze, tra cui Zaira e la giovane uccisa, con il Savini, la didascalia dice “Le stelle del Maestro”. Un’altra di queste tra l’altro era scomparsa
molto tempo prima e il commissario Scotti, che si era occupato del caso, non era riuscito a trovare il colpevole, pur sospettando dell’artista.
Bas sull’esile filo di qualche indizio comincerà a girare l’Europa cominciando da Praga dove pensa viva una ragazza della foto. Qui incontrerà la figlia del commissario Scotti che
si unirà a lui nella ricerca. Si recheranno a Berlino seguendo sempre il possibile cammino di Zaira che evidentemente li sta precedendo. Dopo varie peripezie ,incontri pericolosi,
con cultori di sette, circoli esoterici, criminali, gente ai limiti della società, e sempre braccati da un inquietane personaggio che sembra interessato ai loro passi e alle ragazze, eccoli a Torino. Qui li porta la ricerca di una setta di adoratori del demonio, i c.d. Suppliziani, sterminati dall’Inquisizione nel XIII secolo, ma forse ricomparsi ai giorni nostri.
A Torino si aggiungono ai due  Corrado Artale, uno storico, e il vicequestore Panitta, vecchia conoscenza dei fan di Bas. Si intensificano le ricerche perché si tene che avvenga§
un sacrificio di vite umane alla prima notte di luna piena, e le tracce ci porteranno alla villa sul lago di cui al prologo.
Stefano di Marino ci introduce in una storia tra l’horror, l’esoterico, il mistery, il poliziesco facendoci scorazzare con il suo Bas Salieri per l’Europa, ma anche con una scelta
precisa di località che hanno un legame con l’esoterico e con il magico da Praga a Berlino a Torino, alla stessa Amsterdam.
Attraverso una serie di capitoli l’autore somma di pagina in pagina magia,mistero, storia, dubbi,paure, fantasia, superstizuioni, false credenze, arte, sesso,perversioni, gusto di uccidere(vedi Elia,il colosso albino), pornografia,pazzia. Un romanzo d’atmosfere con Salieri alle prese con gli abissi più profondi dell’arcano, un’atmosfera sempre tesa e rovente,ma nel contempo lo stile narrativo è molto curato. I tanti personaggi che incontriamo strada facendo, con passaggi da tante città, con la predilizione di luoghi bui e
ambigui, interni appesantiti da tante significative presenze, insomma un coktail di sensazioni a mezzo tra il reale e il fantastico.
Un romanzo certo complesso, che ha richiesto un approfondito lavoro di ricerca,con il ricorso a varie fonti per poter descrivere e far capire questo mondo oscuro e spaventoso.
Molta attenzione l’autore la da anche ai personaggi, in primis quel Bas Salieri “Un uomo alto,con i tratti fini,i capelli scuri e lunghi sulle spalle, appena screziati,con qualche sfu-
matura di grigio “. Eccoci quindi a una nuova avventura di questo “illusionista e mago, cacciatore di falsi santoni,rivelatore di truffe e inganni a danno della povera gente, amante
dei thriller…”
Accanto a lui Zaira, la brasiliana “misteriosa, magnifica anche adesso che sfiorava i quaranta,ma il suo sorriso aveva il calore di Salvador de Bahia, dov’era nata. Un po’strega, un
po’amante anche se i loro rapporti non si erano mai spinti a tal punto….”.
E ancora Elia, l’albino,un orfano che si era affidato a un altro orfano. ” Un colosso, a volte portato a scatti violenza, alto quasi due metri, quasi albino,abbondanti spalle da lottatore, occhi di un demonio”.
Altra caratteristica i dialoghi sempre vivaci, al sevizio di una scrittura sempre di impostazione “classica”, del resto il protagonista non usa mai la pistola, la sua forza è nella sua
intelligenza  e nel suo spirito di osservazione. Un romantico in effetti, in un certo senso potremmo trovare i suoi precursori in tanti protagonisti del giallo italiano di qualche
decennio fa, quando andavano di moda gli eroi solitari, che si affidavano più al ragionamento che all’azione. E Bas si affida molto a pugnali, gambe, piedi mani…non si può
dire che neL’amante perduta non ci sia azione, oggi probabilmente classici che si sia l’eroe  deve essere cosi.

 

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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