Il Blog di Giuseppe Previti

” LE SETTE DINASTIE ” di MATTEO STRUKUL – NEWTON COMPTON EDITORI- 18.3.2020

L’Italia del XV secolo è sconvolta da guerre,intrighi,tradimenti, vendette, alleanze cambiate in continuazione. Sette famiglie, sette sovrani, sei città, il tutto con l’aggravante
di essere governati da signori anche di valore, ma purtroppo assai assetati i potere e dall’istinto sanguinario. A Milano Filippo Maria Visconti, ultimo della sua dinastia, indole
tirannica e violenta, non avendo figli maschi dà in moglie la figlia, promettendola quando era bambina, a Francesco Sforza, un valido capitano di ventura.,garantendo così’ la
discendenza. Nemico giurato di Milano è Venezia, e allora il Visconti cerca di corrompere il capitano generale della città lagunare, il conte di Carmagnola, che pagherà con la
vita il tradimento. E’un momento d’oro per la Repubblica veneta ,forte nei commerci e nei domini sul mare, tanto più che al soglio pontificio salirà un suo espèonente,Eugenio IV. Ma non tutto sarà così semplice, i Colonna avversano il Papa che deve fuggire da Roma per riparare a Firenze, sotto la protezione dei Medici. Intanto a Napoli divampa la
guerra tra Angioini e Aragonesi, il nuovo Papa deve far fronte al pericolo musulmano, che ha compromesso anche l’economia veneziana, e il Papa cerca di far costituire una Lega d’Italia.

Questa nuova storia scritta da MATTEO STRUKUL, LE SETTE DINASTIE  parte dall’idea di parlare del Rinascimento e delle dinastie che ne furono protagoniste in una lotta che
durò un centinaio di anni. Furono coinvolti Milano,Venezia,Roma,Firenze,, conmeNapoli,Ferrara e anche personaggi di spicco da Filippo Maria Visconti a Bianca Maria Visconti, da
Francesco Sforza a Galeazzo Maria Sforza, da Polissena Condulmer a Eugenio IV, da Cosimo de’Medici a Lorenzo il Magnifico, dagli Aragona agli Angiò e così via.
Certamente una grossa sfida affrontare un’epoca così splendida e terribile. Ne è nato un romanzo storico con tutti i crismi della ricostruzione precisa e fedele di un periodo assai
turbolenti ma anche con la voglia di rendere vivo e palpitante questo momento che sarà anche decisivo per la storia del nostro Paese. Ecco quindi alcune città protagoniste, come
detto sopra e tutte le dinastie che hanno guidato le stesse.Ne deriva la possibilità di una ricostruzione ragionata, diretta, movimentata e stimolante,e appassionante via via che si
sviluppano le varie vicende che si intrecciano tra uno Stato e l’altro. E addirittura, a parte i sovrani e i capitani di ventura e i papi, vi  troviamo anche tanti grandissimi artisti che
hanno illuminato quel periodo con le loro opere.
Come narratore, l’autore ha diviso l’opera in tanti capitoletti che rendono agevole il quadro narrativo e storico, aggiungendovi l’impulso della…vita, non sono una cronaca sterile
o un arido saggio storico ma un succedersi di storie come le hanno vissute i loro protagonisti.
D’altra parte è la materia stessa di quegli anni che dà forza  quasi…bruta al racconto fatto di guerre,intrighi,tradimenti,vendette, amori, lussurie,complotti e tanto,tanto sangue.
Del resto i signori del tempo potevano essere più o meno saggi, ma sicuramente erano assetati di potere e non andavano tanto per il sottile nelle loro azioni.
Prendiamo l’ultimo dei Visconti, rachitico dalla nascita, uomo assai spietato, bramoso di potere, che, non avendo eredi, cercando di garantire la discendenza, fa sposare la giovanissima figlia a un uomo d’arme in continua ascesa, Francesco Sforza, salvo poi rivoltarglisi contro dopo le nozze. Ma non solo, trama anche contro l’eterna rivale Vene-
zia, cercando sempre nuovi alleati. Anche Roma entra nel gioco, che è particolarmente…sottile, qui si lotta per avere un papa di famiglia o almeno amico. Né si sta meglio a
Napoli dove divampa la guerra tra aragonesi e angioini. Insomma un’Italia quella rinascimentale senza pace e sempre più pressata da truppe straniere.
Le SETTE DINASTIE è un romanzo storico dove MATTEO STRUKUL  con la consueta abilità narrativa arriva, mescolando realtà e finzione,a ricostruire quella che era la poli-
tica del Rinascimento. Ne erano protagonisti grandi uomini e grandi famiglie, certamente non adamantini sotto il profilo morale, uomini e donne senza morale, forti,violenti,
sanguinari, scaltri, pronti alle avventure e agli amori. Sette appunto le dinastie al centro dell’Italia del Rinascimento,i Visconti->Sforza a Milano, gli Estensi a Ferrara, i Colonna
e i Borgia a Roma,m gli Aragona a Napoli.i Condulmer a Venezia. Ma il Rinascimento non è solo guerra e sangue, è anche arte,cultura, ci sono grandissimi artisti a rappresen-
tare quel periodo.
Purtuttavia come periodo storico e politico  fu divorato da contese continue e sanguinarie, certamente con il contributo di tiranni, papi,, di vendette e tradimenti, di guerre fra-
tricide, di capitani di ventura sempre in vendita al miglior offerente. Attraverso una serie di capitoli, per lo più brevi, STRUKUL, ci porta dentro il Rinascimento passando da una città all’altra, da un protagonista all’altro, aiutandoci a capire cosa era veramente successo in quegli anni.
Molto curata è anche la caratterizzazione dei personaggi e anche delle famiglie. Ad esempio si torna spesso sul  rapporto tra genitori e figli, tra fratelli, tra mariti e mogli, tra co-
mandanti e loro fidi. Una cura particolare è riservata ai personaggi femminili, molte le donne forti, di grande personalità, sempre fiere della loro condizione e indipendenza,§
alcune delle vere e proprie guerriere, capaci di essere a fianco dei loro mariti o uomini in guerra o nell’arte del governare.Donne che sanno tessere relazioni politiche, allenza,
amicizie, combinare matrimoni, allevare i figli sempre con senso del comando e dell’utilità. Non sono per il potere personale quanto per il mantenimento o la conquista della
casata, addirittura si segnalano molti contatti tra mogli legittime e concubine per mantenere intatta l’integrità del regno.
STRUKUL fa parte di quel gruppo di scrittori che hanno riscoperto il gusto del feuilleton e del romanzo epixo o di avventure e nel suo romanzo si passa attraverso svariati stati
d’animo che danno vita a una trama in cui  oltre alla presenza di tanti personaggi e al verificarsi di tanti fatti ci sono evidenziate le passioni umane, i costumi e gli ambienti, le
relazioni più o meno lecite che poi possono anche portare all’esito di una guerra, di un’allenza,di un conclave. Sono ben 538 pagine a dar sostanza a un libro che però non stanca,
tutt’altro,anzi c’è il piacere di ritrovare personaggi ormai lontani ma pur sempre conosciuti e ora qui mirabilmente riportati alla luce.E  non manca anche il piacere di rivivere
quel tipo di lettura che ebbe in Dumas, Manzoni, Hugon i suoi grandi affabulatori.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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