Il Blog di Giuseppe Previti

” LE UNGHIE ROSSE DI ALINA ” DI CHRISTINE VON BORRIES- GIUNTI 21-03- 2020

Tornano le quattro amiche inseparabili, Valeria Parri, pubblico ministero della Procura di >Firenze, Monica Giusti commercialista, Erika Martini,ispettore di polizia, e Giulia
Gori giornalista, A Firenze nelle acque di un torrente viene trovato il cadavere di una giovane donna dai lunghi capelli biondi e dalle unghie laccate di rosse.  Si scoprirà che
era una prostituta ucraina, Alina,, ma le prime indagini fanno subito capire che non si tratta di una esecuzione per uno sgarro o di un regolamento di conti. Si aprirà infatti
uno squarcio su uno scenario che porta alla Firenze bene, dove si è disposti a spendere cifre folli pur di avere un figlio, e quindi si arriva a un giro di cliniche di lusso e di gine-
cologhi compiacenti e al commercio degli ovuli necessari alla fecondazione.
Ma torniamo alle nostre protagoniste che sono donne e per di più amiche, quindi con l’abitudine di trovarsi periodicamente per una cena, per un aperitivo, una serata a teatro,
per scambiarsi quattro chiacchiere e qui si parla di tutto. Intrecci sentimentali, rapporti con mariti e compagni, spasimanti, tensioni familiari, sesso, tradimenti, figli,problemi sul lavoro. Insomma quattro donne normali con i progetti e le preoccupazioni di tutte le persone.
Ma intanto la morte di Alina finisce per legarle e coinvolgerle ancora di più, tutte avranno un ruolo nella soluzione di questo caso, e d’altra la complicità e la solidarietà femminile saranno decisive nello scoprire chi ha ucciso Alina. E questa volta il ruolo più attivo nell’evolversi della vicenda le porterà addirittura a rischiare la vita…

Tornano le quattro inseparabili amiche di cui cui aveva fatto fare conoscenza CHRISTINE VON BORRIES  in “A noi donne basta uno sguardo”. Tornano in LE UNGHIE ROSSE DI ALINA in una storia che parte dall’uccisione di una giovane prostituta, Alina, strangolata e poi gettata in un torrente. Ma ben presto la faccenda si rivelerà molto più complessa in quanto riguarda il traffico di ovuli necessari alla fecondazione di donne sterili, e si scoprirà che esistono luminari specializzati per questi tipi di interventi e donne
disposte a versare cifre folli per questi tipi di interventi. E a proposito di donne ci sono le nostre quattro protagoniste, già conosciute nel primo episodio di questa saga.
Valeria, la pubblico ministero, due figli e un terzo in arrivo mentre il marito l’ha praticamente abbandonata; Erika, la poliziotta che sta per coronare il sogno di entrare nella
squadra mobile, ma ha anche problemi in famiglia, il padre del piccolo Thomas sta tentando di recuperare il rapporto con lei che però è incerta, tanto più che sullo sfondo si
profila un bel commissario; e  ancora Monica che sta riscuotendo successo come commercialista, sembra entrata in un gran giro, ma anche lei ha problemi con l’amato; e infine
Giulia, giornalista, che sgomita per farsi largo in redazione e non ha fiducia in un poliziotto che timidamente la corteggia.
Quattro donne dalla vita privata abbastanza incasinata, con lavori di prestigio e responsabilità, ma che comunque non rinunziano al piacere di trovarsi ogni tanto per un aperitivo,una cena o un concerto, o anche una divertente serata al teatro del Sale, e qui la nostra autrice dedica un piccolo cammeo al mago della ristorazione e della cultura
Fabio Picchi e alla grande Maria Cassi.
Gente normale quindi, con le loro vite, i loro problemi quotidiani, familiari e di lavoro. Accanto a loro vari poliziotti, altre donne, come la ricchissima signora Seri che vuole un
figlio a tutti i costi e non  vi rinuncia neppure quando il fidanzato finisce in galera con l’accusa di aver ammazzato Alina, o come  Bianca la moglie del chirurgo che pur di non per-dere i suoi privilegi sta per trasformarsi in un’assassina. Altro elemento interessante in questa galleria di personaggi Teo, il giovane accusato della morte di Alina, incastrato dal
Dna, la cui muta disperazione fa breccia perfino in un magistrato scafato come la Parri, che infatti comincia a avere qualche dubbio sulla sua colpevolezza.
La VON BORRIES nel tratteggiare tutte queste figure le sa inquadrare in una storia dalle tante facce, dove curiosamente tutte le quattro donne avranno un ruolo determinante e
attivo nella soluzione del caso.
Va detto che il romanzo attraversa più fasi, quella poliziesca più propriamente detta, con le indagini svolte dalla Mobile e dalla Buoncostume della Questura di >Firenze, con la
smitizzazione di un mito il…Dna, che può anche risultare ingannevole o addirittura adoperato per incastrare una persona, La nostra autrice, pm  nella vita come la sua protagonista,è troppo padrona di questi meccanismi per non confezionare una trama molto realistica ma anche con la dovuta suspense, e inoltre questo romanzo ci sembra an-
che  orientato sul giallo d’azione.
Tema di questa storia, attraverso le malefatte di un noto ginecologo fiorentino che si divide tra il lavoro all’ospedale e una lussuosa clinica privata di sua proprietà ma intestata al
figlio,dove si pratica la fecondazione artificiale, con tempi molto più ristretti alle strutture pubbliche. Tema quindi la fecondazione molto lenta negli ospedali quanto a tempi,mentre esiste la possibilità di accontentare in breve tempo i clienti più facoltosi, anche perché nelle cliniche, e in questo il nostro professore era un maestro, ci sono maniere ben più spicce e poco professionali, di procurarsi gli ovuli. E per il perché e il percome vi rimandiamo alla nostra storia. L’autrice tratta il tema con molta discrezione,
d’altra parte scopo della letteratura gialla è ormai di fare da supporto alle denunce etiche e sociali.
Il romanzo precedente a questo dava forse l’impressione di essere al femminile, qui francamente possiamo dire ch CHRISTINE VON ROBBIES ci racconta con mano sicura una storia di vita, dalle tante sfaccettature, ora a tinte fosche ora più leggere, con qualche dose di alleggerimento vedi certi cicalecci…al femminile,ma il pregio del romanzo è che non
è di parte, è una storia con molte donne, tanti uomini e tanti argomenti da sviscerare, sviluppare, risolvere e questo è quel che conta.
Anche in questo romanzo non manca un cenno all’immigrazione e a queste ragazze che sbarcano in Italia per venire avviate alla prostituzione, quando non tocca loro ben di peggio.
Molto spazio è dato anche ai bambini, Valeria ne ha due e aspetta il terzo, Erika ha Thomas,Monica a dispetto del suo uomo prenderà un bambino in affidamento. Tutte donne
in carriera ma che non rinunciano a essere mamme e questo ce le rende più simpatiche.
Quattro amiche, un delitto, e tanti fatti…..

 

GIUSEPPE PREVITI

 


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui