Il Blog di Giuseppe Previti

” FORSE HO SOGNATO TROPPO” DI MICHELE BUSSI- edizioni e/o- 23-3-2020

Eè la storia di una donna, hostess dell’Air France, Nathalie, 53 anni, ancora in servizio. Vive sulle rive della Senna a un’ora circa da Parigi. Il marito fa l’ebanista. ha due figlie
grandi, Laura, sposata con due figli, e Margot, anni 18,che vive ancora in casa. Tre volte al mese vola in tutto il mondo, negli altri periodi si dedica alla famiglia e ai nipoti.
A un certo punto del viaggio che sta compiendo per servizio, settembre 2019,una serie di coincidenze, sempre più numerose e inquietanti,la fanno ritornare indietro nel tempo,
sta percorrendo lo stesso itinerario di venti anni prima, tre scali a Montreal, Los Angeles, Giacarta, quando appunto si era perdutamente innamorata di un giovane chitarrista.E
ora le sta accadendo qualcosa di particolare, le sembra anzi di essere spiata, e quasi costretta a tornare sui suoi passi. Il mistero si fa sempre più fitto.

Questa volta con FORSE HO SOGNATO TROPPO MICHEL BUSSI si tiene abbastanza lontano dalla sua narrativa spaziando per il mondo sulle orme di una hostess.BUSSI non
finisce mai di meravigliarci, traccia una storia di donne e di uomini normali, portati dalle loro professioni di professionisti del vole o di musicisti a girare per il mondo. Insomma
delle persone normali con la loro vita,la loro casa, la loro famiglia,i loro amori,i loro viaggi, i loro trasferimenti,le loro illusioni. Ma non è né un giallo né un noir, forse è più una
favola dove amore,musica,poesia, magia, ambientazioni ora di lusso ora suggestive, piene di persone, piene di eventi, anche di pericoli,  con protagonisti a volte normali a volte
d’eccezione. Tutto si interseca e tutto si compone o si mescola, su questo l’autore costruisce questa storia piena di rimandi. Infatti noi vediamo Nathalie nella sua giornata di
lavoro per i cieli imbarcarsi per una serie di scali già previsti. Ma ad un certo momento è come se effettuasse un duplice volo, quello che sta percorrendo attualmente,  e un altro  che invece è o sembra più immaginifico,un viaggio immaginario ma anche talmente vero…da sembrare  vero, è come se lei viaggiasse a ritroso nel tempo.Un continuo mescolare e ribaltare situazioni, momenti,personaggi, con un certo sconcerto e per i lettori che si trovano proiettati in queste storie m anche per gli stessi protagonisti portati quasi come
trascinati dal vento ora qua e ora la.Dicevamo che non è u giallo nel senso classico del termine, ma può benissimo essere un giallo, un mistery, un romanzo con un tocco di magia, che sembra permettere qualunque sviluppo, anche far rivivere alla protagonista gli stessi passi, gli stessi incontri,le stesse sensazioni di venti anni prima. Un qualcosa che mentre stiamo leggendo ci fa venire in mente “La donna che visse due volte” e anche certe atmosfere alla Hitchcock, che non per nulla ha ridotto per il cinema il celebre romanzo
di Boileau e Narcejac.
La storia i dipana tra tanti luoghi da Montreal a Los Angeles, dal Messico a Giacarta, a Barcellona, tutte tappe di un grande amore tra due persone e tutte tappe della consueta routine di volo. Anche il lettore si sente trasportare su e giù per i cieli, ora testimone di una grande storia d’amore, ora di fatti ben più terreni.
E il lettore si sente a volte “turista”per caso, ma più specificatamente si sente compartecipe di una bellissima  storia d’amore, che la particolarità di essere “senza tempo”, sospesa
tra la vita formalmente reale di due persone che hanno sancito una sorta di patto per cui non si dovranno mai più rivedere. Troppo bello è stato questo amore che il loro sacrificio
personale può benissimo essere assorbito da quel bene assoluto che si sono divisi.
Ma Bussi è troppo fantasioso scrittore per fermarsi a una, sublime che sia, storia d’amore, e del resto non per niente è una stella del giallo,ed ecco quindi che da lui non ci possiamo aspettare che sorprese, misteri,colpi di scena e finali a sorpresa.
Intanto entriamo nella vita della  famiglia di Nathalie, Oliver l’ebanista, Nathalie la hostess,le figlie Laura e Margot, il genero e i gemelli, e di tutti coloro,amici,colleghi che si incrociano con la loro vita.Una vita apparentemente normale, ma che poi scopriremo celare vari segreti, e i segreti possono anche portare a qualcosa di scottante.
Protagonista assoluta Nathalie, una donna sempre piacente, di oltre 50 anni,, che continua a lavorare, personalità enigmatica, molto libera pur esendo assai attaccata alla famiglia,ma certo refrattaria a una vita abitudinaria, ci si può chiedere cosa voglia e cosa cerca ?Nessuno l’obbligava a infrangere le regole della vita coniugale apparentemente
perfetta. Sulla psicologia di questo personaggio si potrebbero scrivere tante cose, ovviamente il lettore è libero di tenere il suo pensiero, certamente le oltre 400 pagine del ro-
manzo ci lasciano con un dubbio, è simpatica o no questa donna ?Sembra quasi che viva di riflesso degli altri nel senso che se ha una volontà di ferro nel fare quello che fa è anche vero che sembra sempre accettare gli eventi, vive bene le coincidenze, e qui scatta il meccanismo della parte più gialla della storia, ma a volte si ha l’impressione di una
passività di troppo e anche di un certo disinteresse per il bene degli altri.
L’altro epigono di questo grande amore è Yilian il chitarrista,un giovane che è un altro personaggio che sembra più portato a “subire”la vita che a cavalcarla, sia nel suo percorso
di musicista, sia nella storia d’amore con Nathalie, riducendosi, almeno apparentemente,a una vita di rimpianti e di disillusioni.
BUSSI ha certamente intessuto una magnifica trama, dalle vaie facce come già detto, romanzo d’amore ma non solo,romanzo pieno di misteri e che a un certo punto sfocia in un
giallo vero e proprio, ci sarà anche un tentato omicidio, ma quel che più importa all’autore è la considerazione se ci si può sempre sentire giovani, esiste un elisir dell’eterna giovi-
nezza ? Nathalie sappiamo che ha due figlie,madre l’una, sui 18 l’altra,poi ne sortirà una terza sempre più o meno della stessa età, ecco a volte non si capisce chi sia più maturo,lei o loro ?O,altra ipotesi, rivivere….due volte la propria vita una parte di essa,può significare di sentirsi sempre vivi e capaci di qualsiasi impresa nonostante il tempo passi?
Come detto la storia prende in esame due aspetti temporali diversi, il presente di Nathalie e la sua famiglia, quindi siamo nel 2019, e il passato, anno 1999,l’anno in cui era avve-
nuto il fatale incontro che aveva segnato i destini dei due principali protagonisti.§
BUSSI intercala i capitoli, ora il presente, ora l’anno in cui la loro relazione è iniziata.Ma tutto è narrato al presente,anche il racconto del passato,si che la storia non subisce sbalzi,tutto è raccontato in maniera paritaria, senza dare più importanza all’uno a all’altro periodo.
E’ sicuramente il romanzo di un grande amore, ma il titolo del romanzo forse ci dimostra che ” non bisogna sognare troppo”(FORSE HO SOGNATO TROPPO), magari occor-
rerebbe cercare l’amore nella quotidianità della famiglia.
E in più, e qui torniamo al personaggio di Nathalie,se grande è stato il loro amore, forse non lo è stato altrettanto il suo comportamento.

 

GIUSEPPE PREVITI


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