Il Blog di Giuseppe Previti

IAN FLEMING – VITA E OPERE- CASINO ROYALE LA PRIMA OPERA 30.04.2020

<em>Ian Fleming   nacque a Londra nel 1908 per spegnersi nel 1964. Lo conosciamo come scrittore e giornalista, ma ha avuto anche un passato da militare e nei servizi segreti. La
sua fama è legata al personaggio che ha creato quel James Bond agente segreto, siglato 007.Una fama esplosa con i romanzi in cui Bond è il protagonista, , fama perpetuatasi
ancora oggi grazie anche alle riduzioni cinematografiche.
Fleming aveva fatto parte del Servizio Informazioni della marina militare inglese nella seconda guerra mondiale, aveva poi intrapreso una carriera di scrittore negli anni ’50
e il suo primo libro è stato Casino Royale. All’inizio non aveva avuto particolare successo, successo che invece esplose con il primo film della serie,Agente 007-Licenza di ucci-
dere, protagonista Sean Connery.
Ian Fleming  era di famiglia aristocratica, aveva fatto il giornalista per il Times, poi aveva iniziato a scrivere la sagra di Bond, un libro all’anno, tredici romanzi più un quattordi-
cesimo uscito postumo e tre raccolte di racconti. Poi l’incontro con il cinema con i tanti James Bond da Sean Connery a Daniel Craig primo e ultimo della serie, che ha visto
nelle vesti di Bond anche George Lanzeby,Roger Moore,Timothy Dalton e Pierce Brosnan.
Bond colpì subito l’immaginazione collettiva in quanto un uomo freddo,deciso,ironico,  violento certamente ma bisognava pur…vivere e poi sempre una missione da cambiare,
un malvagio da combattere.
In Italia questo eroe dalle avventure giallo-erotiche-spionistiche fu pubblicato da Garzanti, con una innovativa copertina marrone, insomma un taglio più moderno rispetto ai
classici Mondadori, ma anche l’uscita dai gialli c.d. “classici”, con soggetti più moderni, ricchi d’azione, e il lancio (o il rilancio) del genere spy-story ma tutto in una versione più
accattivante, avventure, sesso, azione, nobiltà della causa, tutto alla base di un comportamento che dava anche la licenza di uccidere.
Naturalmente il cinema ha perpetuato e reso planetario questo suc cesso, ma va osservato che se è vero che sono tantissimi gli attori che hanno interpretato il personaggio è anche vero che non è poi che il personaggio è rimasto legato a un attore particolare, allora la forza è nel  “personaggio” in  sé, e quindi il merito alla fine va dato a chi lo ha creato.
Spesso ci si è chiesti se è migliore il Bond della carta stampata o quello del cinema, intanto diciamo che Ian Fleming è stato un grande autore nel campo del giallo d’azione e di
spionaggio .James Bond è un personaggio andato oltre la storia in sé, tutt’ora pubblicato in nuove collane editoriali, addirittura “commissionato” ad autori di un certo livello
perché ne perpetuino il mito scrivendo nuove storie. Certamente il cinema ha contribuito alla spettacolarizzazione del personaggio, sempre bello, sempre forte, sempre invin-
cibile, ma unendo il personaggio di carta a quello di celluloide ha finito per creare un mito dei tempi nostri che piace e affascina lettori e spettatori.
E d’altra parte il filo che lega i due Bond è sempre più sottile, l’ultimo della serie cinematografica, Daniel Craig  ci ha riportati a un “duro”  tutto d’un pezzo che non ride mai,
non fuma mai, in compenso è un vera macchina da guerra, serioso, sempre teso ,un po’musone, ma piace. Ma poi perché creare un dualismo tra i Bond, gli Holmes, i Maigret,
i Montalbano della carta stampata e dello schermo, ricordiamoci comunque che alla base del successo c’è una storia, un personaggio, un narratore.
CASINO ROYALE
E’il primo romanzo della serie, uscito nel 1962. Bond è inviato in Francia per affrontare il tesoriere del partito comunista Le Chiffre, un malavitoso, gestore di bordelli e spietato
giocatore d’azzardo. Bond è staso scelto perché è un discreto frequentatore dei tappeti verdi, Le Chiffre, spia dei sovietici, deve recuperare i soldi persi al gioco. Bond lo deve
incastrare e colpire il partito comunista. 007 è affiancato da un agente segreto della Cia e dalla bella Linda, continui i colpi di scena, tanti segreti che si scoprono via via, azioni
su azioni fino al colpo finale.
E’ un romanzo che risente del clima in cui è maturato, ovvero la “guerra fredda”. E quindi i buoni e i cattivi erano molto schematizzati, molto accurata la ricostruzione del clima
del tempo ma anche dell’atmosfera dei casinò,delle sale da gioco. Il libro sa creare il fascino cupo  da una parte della vita delle spie, dall’altra di chi frequenta le case da gioco.
Tutto appare verosimile e si può ben dire a distanza di settanta anni che Fleming ha  saputo veder lontano, e che indubbiamente il mito di James Bond è nato con queste pagine.

ù

GIUSEPPE PREVITI

 


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