Il Blog di Giuseppe Previti

” I CARIOLANTI” di SACHA NASPINI Edizioni e/o 13.05.2020

Aldo è un disertore della prima guerra mondiale. Non è partito per il fronte e per non farsi riacciuffare ha costruito un rifugio sotterraneo nel bosco dove si è “sepolto” con
moglie e figlio. Ed è appunto questi , Bastiano, nove anni, che racconta le sue sensazioni che avverte in questo nascondiglio, freddo, paura, fame ed è proprio questa la situa-
zione più tremenda. Poi la guerra finisce e si può finalmente tornare fuori. Ma ormai il ragazzo è segnato dagli stenti e dalle paure che ha subito, la “buca” condizionerà sempre
la sua vita, come del resto la natura. Ma più ancora influirà su di lui la natura delle bestie, che instintivamente si muovono per sopravvivere,e proprio per sopravvivere Bastiano
adotta i comportamenti degli uomini. E così Bastiano sperimenterà nel mondo l’amore,m il carcere, la guerra, addirittura la famiglia…..

I cariolanti  è un ronzo di Sacha Naspini  dove tramite tredici capitoli ricostruisce in un’Italia rurale,notturna,silvestre  la vita di Bastiano che noi conosceremo bambino,ragazzo, uomo.
Bastiano da bambino vive isolato con i suoi genitori. il padre è un disertore della prima guerra mondiale e per non farsi prendere si è “sepolto”  con moglie e figlio in una sorta
di grotta sotterranea. Bastiano cresce conoscendo l’oscurità salvo qualche lampo di luce che come i rumori,i suoni, i fruscii provengono di sopra e sempre con la paura che
qualcuno venga a prenderli. I genitori gli hanno parlato de i Cariolanti, creature terribili, “cattivi come bestie”, danno la caccia ai bambini, azzannano come bestie.Bastiano
conosce la fame,e con la fame non si dorme, pensi solo al cibo, fai qualsiasi cosa per sfamarti, perfino quella di mangiare “un pezzettino della mamma” .
Passano gli anni, ora vivono in una specie di casa, ma sono sempre…precari, una vita la loro di stenti, privazioni,abbrutimenti. Il padre come sempre va e viene,e spesso per
soddisfare le sue voglie priva del necessario moglie e figlio.Bastiano cresce, lavora qua e la,spesso lo prendono per un ritardato, ma non lo è, tutt’altro, è che la vita gli ha for-
giato un  animo bestiale che a volte esplode con violenza.
I Cariolanti era stato pubblicato nel 2009 e ora torna in una nuova edizione a cura di e/o.  Si può dire “bello” di un libro tremendamente forte, che ti prende alla gola ? Probabil-
mente sì perché effettivamente Naspini ci racconta magistralmente una storia  assai dolorosa ricorrendo a vari moduli narrativi, ora in prima,ora in terza persona,ora in forma
di diario. E seguiamo dai nove ai cinquantadue anni la vita di questo Bastiano,  certamente come ci viene raccontata da lui. Qui vorremmo fare una digressione,ricordando un
certo Bertolt Brecht “straniandoci” dal testo, la voce narrante riporta le cose a modo suo, è affascinante in questa primitività, in questa rozzezza, in questa spontaneità, ma appunto allora ci potrebbe soccorrere questa tecnica teatrale nota come lo straniamento , cioè l’attore in teatro doveva essere completamente distaccato dal suo personaggio e
renderlo quindi con distacco,astrazione, creando quindi una distanza con lo spettatore rispetto al personaggio rappresentato. E  allora tornando al nostro Bastiano il lettore deve
leggere il personaggio adottando un atteggiamento  critico, riflessivo,autonomo su quanto dice il protagonista, E così  non sono più solo le emozioni dei protagonisti a emozionarci e influenzarci ma anche quello che è il nostro pensiero.
Bastiano lo vediamo crescere , lo vediamo conoscere l’amore,finire in carcere, andare in guerra, combattere, fuggire, odiare  lottare per sopravvivere, la cosa del resto che gli riesce meglio, specie quando poi può rifugiarsi nel suo elemento naturale, il bosco,la natura.
Co-protagonisti in questa storia il padre e la madre, dei due il Nostro o direttamente o descrivendoli ce ne da un ritratto assi potente, sanguigno, dispotico, violento, bugiardo
il padre, assolutamente imprevedibile, in apparenza più buona l madre che lo plasma come vuole, lo protegge,lo asseconda, gli insegna perfino a come fare l’amore, addirittura
si…offre come cibo, ma poi, come il padre del resto, rivela la sua natura malvagia. Eppure dei due sembra lei quella che delude di più Bastiano…
Il fatto che qui è tutto visto in un modo primitivo, all’estremo, ci sono i sentimenti ma  sempre allo stato primordiale, amore,odio, violenza, carnalità,paura, fame,bugia tutto
nella vita come è normale che sia ma visto sempre come dentro un inferno .E il bambino Bastiano tutto questo cocktail di sensazioni e fatti li ha patiti sin da bambino e se li
è portati nella vita. Una infanzia terribilmente violenta non può portare che a una vita adulta altrettanto feroce,
Diciamo che questa storia non può avere un finale consolatorio, tutto è segnato sin dall’inizio quando il bambino vive nel terrore che arrivino i Cariolanti, e tutta la sua vita
sarà permeata da questa paura ma anche da questa assuefazione al dolore, al terrore, alla vita da bestie e del resto al nostro protagonista accadrà di tutto, ma del resto “quando
uno è una bestia nell’anima non ci si può fare tanto”.
Viene ricordata una frase di Carlo Collodi tratta da Pinocchio: “Gli assassini sono stati inventati apposta dai babbi,per far paura ai ragazzi che vogliono andar fuori la notte ”
E il nostro Naspini  per non esser da meno si è inventato…..I Cariolanti.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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