Il Blog di Giuseppe Previti

” IL BROKER” di JOHN GRISHAM- MONDADORI 18.O5. 2020

Joel Backman, ” Il Broker”,è stato uno degli avvocati più potenti e ricchi di Washington, un vero e proprio lobbista, ma poi è finito in prigione dove da sei anni è in cella di isola-
mento. Lo hanno condannato a venti anni perché aveva tentato di vendere a qualche grande potenza un software di inaudita potenza, messo a punto da tre giovani pakistani poi
tutti uccisi,in grado di mettere fuori uso i più perfezionati sistemi di spionaggio.
Questo software è scomparso e fa gola a tanti, nessuno  sa chi gestisce i satelliti spia nello spazio, e allora il capo della CIA  decide di fare scarcerare Backman, e di usarlo come esca.Il presidente uscente degli Stati Uniti accorda la grazia a Il Broker che viene quindi fatto uscire dal penitenziario, e secondo gli accordi presi, deve lasciare gli Stati Uniti e §
portato in Italia con una nuova identità.
Ben presto si accorge che la sua è una libertà fittizia anche perché gli stanno dietro i Servizi di mezzo mondo. Backman è  protetto dalla Cia che lo sorveglia a vista, gli fornisce il
necessario per vivere e degli insegnanti perché impari l’italiano, visto che lui ha assunto l’identità di Marco Lazzari. Ma capisce anche che lì difficilmente potrà rifarsi una vita
con tanta geIl nte che gli stanno dando la caccia, e con la Cia che gli sembra stia a guardare….
E allora il Nostro torna a essere “Il Broker”, spregiudicato e scaltro come sempre, e così i piani dei suoi avversari, vista la sua abilità, che sorte avranno ?

Il Broker  è una storia  dove John Grisham  immagina un complesso intrigo internazionale, dove cinismo,violenza, sopraffazione, inganni condizionano la politica delle grandi
potenze, perché più assumono importanza i mezzi tecnologici più , per diventano vulnerabili i loro mezzi di difesa.
Anche se la pandemia con le sue quarantene forse sta attenuando il suo morso abbiamo avuto modo in questo lungo periodo di riscoprire tanti autori e tanti libri, e tra questi ne
abbiamo scelto uno in particolare, appunto Il Broker di Grisham, perché buona parte di questa storia( scritta nel 2005) si svolge in Italia ed in particolare in due città, Bologna
e Treviso.
Un pranzo dalla Cesarina,una cena da Franco Rossi,una visita a San Petronio, una escursione a San Luca e poi le Torri,i tortellini, i portici, questa è Bologna e forse è stata anche
la Bologna di Mr. Grisham, sicuramente lo è stata di Joel Backman. Il quale Mr.Backman visita  di passaggio anche Treviso,prima tappa del suo soggiorno italiano, con una Treviso da spy-story, una Treviso che evidentemente attrae cinema e letteratura,  dal Signore e Signori di Germi a Grisham che fa della prosperosa città veneta un crocevia di
spie con molto “impegnato”il centro cittadino, e così vengono ricordate Piazza dei Signori, l’albergo Campeol, i caffé,le chiese,i canali.
Ma Il Broker non è un depliant  turistico ma è la storia di un avvocato lobbista, un “Mediatore”di grandi affari, Joel Backman, condannao a venti anni di prigione perché in pos-
sesso di un segreto tecnologico che fa gola alle maggiori potenze mondiali. La CIA gli fa concedere la grazia dal Presidente a patto che lui lasci il Paese e con una nuova identità si
trasferisca in Italia. Lo scopo non è filantropico, lo vogliono usare  come esca, per vedere chi tra russi,cinesi,israeliani, arabi  lo ammazzerà, così da capire chi sta dando la caccia
al congegno.
Prima a Treviso e poi a Bologna sempre sotto protezione Lazzari/Backman  è sempre molto scaltro, si crea i suoi spazi, fa amicizia con un professore universitario e con una
bella interprete, gira molto per la città sempre cercando l’occasione per fuggire. Intanto riesce a contattare il figlio in America per procurarsi denaro e contatti giusti.
Un romanzo ben costruito con protagonista questo avvocato che ha preferito autoaccusarsi di reati informatici e…rifugiarsi in carcere, ma almeno ha salvato la vita. Il suo potente socio e collega è stato ucciso e lui teme di essere il prossimo bersaglio, così preferisce la galera dove si sente al sicuro. Ma quest’uomo è il classico eroe che sa come muo-
versi. Quando si rende conto che sta facendo la….lepre non si diverte affatto, ma essendo una lepre molto scaltra….
Il romanzo in questi anni non ha perso niente della sua forza e attrazione, e anche il presunto finale che lo riporterebbe nella vecchia Europa dimostra che anche gli eroi hanno§
un cuore….
Non è un thriller in senso stretto, piuttosto sembra una “cronaca romanzata” della vita di un uomo a cui probabilmente il susseguirsi degli eventi,la permanenza in carcere sono
serviti a qualcosa.Raccontato tra la terza e la prima persona, e sempre con una certa ironia sulle mirabolanti imprese di questi super-uomini. è un romanzo di buona fattura
e per noi italiani comunque la soddisfazione di aver fornito una buona location.

 

GIUSEPPE PREVITI


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