Il Blog di Giuseppe Previti

” UN DELITTO DA DIMENTICARE” DI ARNALDUR INDRIDASON- GUANDA 20.05.2O20

Islanda,fine anni’70.Una donna che soffre di eczemi alla pelle trova refrigerio nelle acque termali di un laghetto  dove va a bagnarsi quando accidentalmente vi trova il cadavere
di un uomo. Si pensa a un incidente o a un suicidio  ma dall’autopsia si rileva che l’uomo  potrebbe essere caduto da una grande altezza a faccia in giù e che comunque prima era stato colpito alla testa, e allora potrebbe trattarsi di un delitto. Indagano i detective Marion e Erlendur  che pensano anche a un collegamento con la vicina base militare americana, ma qui comincia il difficile perché gli americani non hanno una grande considerazione degli islandesi e quindi non accettano volentieri la loro intrusione,
Ma i due poliziotti non demordono e trovano aiuto in Caroline, una sergente di colore della polizia militare e quindi contraria alle discriminazioni razziali,e  tramite lei potranno
farsi un quadro dei lati più oscuri della grande base militare, dove ci sono traffici di ogni genere.  I poliziotti pensano che lui sia stato ucciso  perché ha visto qualcosa che non
doveva vedere ma poi le indagini prenderanno un’altra piega, puntando più su risvolti di carattere personale.
Intanto Erlander, che è un appassionato di vecchi casi irrisolti, indaga per conto proprio su una ragazza scomparsa nel nulla venticinque anni prima e per il giovane poliziotto questi old case diventano un’ossessione che gli durerà tutta la vita per i casi irrisolti di persone scomparse.

Il romanzo UN DELITTO DA DIMENTICARE di ARNALDUR INDRIDASON fa parte della serie “LE NOTTI DI REYKJAVIK”,  serie in cui i protagonisti sono Marion Breim,il
capo, e il giovane detective Erlendur. Siamo negli anni ’70 e i due devono affrontare due casi, uno legato alla morte di un giovane rinvenuto in un lago, l’altro invece, un c.d. OLD CASE, con la scomparsa di una giovane studentessa mai più ritrovata e risalente a 25 anni prima.
Nel primo una donna che sui bagnando nelle acque termali  di un laghetto trova il cadavere di un giovanotto,un islandese che lavorava nella vicina base militare americana, dove
avvengono oscuri traffici e si fa molto contrabbando. Il corpo è mal ridotto, probabilmente per la caduta da una grande altezza, e la prima domanda che si rivolgono gli inquirenti
è se trattasi di un incidente o di un suicidio, ma da un esame più attento del corpo prende corpo l’ipotesi del delitto,.
Ma intanto Erlandur si occupa di un crimine di ieri,venticinque anni fa una ragazza è scomparsa senza lasciare traccia, e lui decide di riaprire l’indagine, cominciando a parlare
con i superstiti del tempo,e tenendo conto delle indubbie difficoltà a riaprire un caso dopo tanto tempo qualcosa riesce a scoprire.
Per la vicenda invece dell’uomo ucciso, intanto c’è da vincere l’ostilità degli americani verso gli islandesi, che considerano un popolo inferiore. Soltanto una poliziotta di colore
darà loro una mano facendo luce su tanti traffici che avvengono all’interno del campo e che coinvolgono tanta gente.
Un libro quindi a due facce, con i nostri protagonisti che vanno avanti con metodo e pazienza  in una indagine di stampo classico, li vediamo…camminare e spostarsi molto per
raggiungere e interrogare tanti testimoni, più o meno reticenti. Manca certamente il colpo a effetto, ma  l’effetto voluto è proprio in questa rinuncia alla suspense, all’azione, qui
la determinazione è nel raccogliere tanti indizi, tante prove, sì da poterli valutari ai sensi della soluzione finale.
E’ un romanzo d’atmosfere, da una parte il paesaggio islandese, triste,cupo, oscuro,  dall’altra gli stessi personaggi, altrettanto cupi.poco allegri, e del resto per buona parte della
storia appaiono così anche i due detective, mai molto comunicativi, ma sempre determinati nell’andare avanti. Non aspettatevi mai comunque atteggiamenti eclatanti o comportamenti spettacolari da giallo d’azione, qui , a parte certi sviluppi dell’indagine di Erlandur, molta routine,, molta pazienza, quasi una forma di accettazione degli eventi,
che però non è mai rassegnazione, loro vanno avanti ora in coppia ora con Erlandur in primo piano, ma non mollano mai, ma pensiamo che alla fin fine al lettore piaccia proprio
questa quotidianità.
Un personaggio che  colpisce sempre di più è Erlandur con la sua passione per i casi di persone morte in circostanze tragiche o scomparse nel nulla. E’un giovane abbastanza fuori del comune, non apprezza molto la vita della città né ama particolarmente la compagnia, è molto monocorde nelle sue simpatie e usanze però è in possesso, come pensa il
suo capo, della stoffa del buon poliziotto, è un tipo molto raziocinante, non manifesta mai le proprie emozioni, sa rischiare e controllare i propri nervi, e in questa storia ne darà la prova. Unico hobby questi casi di morti accidentali o di persone scomparse.
Una bella trovata quella di Indridason di prefigurare un caso da risolvere aggiungendovi però un old case a cui si dedica il buon Erlander che indaga da solo con il suo superiore
solo sullo sfondo.
Una storia in conclusione che appassiona proprio per la sua apparente…calma.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui