Il Blog di Giuseppe Previti

” USCITI DI SENNA “- DI MICHEL BUSSI – ED.NI e/o 8.05.202O

Maline è stata una giornalista di punta da grandi tirature, ma ad un certo punto della sua vita ha preferito per tanti motivi anche profondamente etici ritrovare la calma
della provincia, è tornata nella sua Rouen, dove adesso scrive per un settimanale. E così le tocca di recensire l’Armada, una spettacolare manifestazione che si svolge ogni
cinque anni, a cui partecipano le marine militari di tutto il mondo con i loro velieri, l’Italia ovviamente è rappresentata dall’Amerigo Vespucci. E così navigano lungo il corso
della Senna sino a Le Havre, in una sontuosa parata che si snoda per chilometri e chilometri lungo il corso navigabile del fiume, con milioni di spettatori assiepati sulle rive.
Molta la gente in giro, con un grande spiegamento di forze dell”ordine. Improvvisamente viene trovato trovato il cadavere di un giovane marinaio sul molo vicino a un veliero.
E’ stato  evidentemente assassinato, è un marinaio messicano, e da subito la vicenda si presenta complicato per il commissario Paturel e i suoi uomini. Si può pensare a un movente passionale o a una rissa, ma le morti si susseguono e la situazione si fa sempre più pesante. Sarà appunto Maline a scoprire cosa si nasconde dietro questi omicidi, ad-
dirittura con il richiamo a antiche leggende che parlano di pirati della Senna e dei loro bottini. Sembra infatti che il fiume nasconda nei suoi meandri un antico e mitico tesoro
di monete d’oro. La storia si fa sempre più aggrovigliata  con migliaia e migliaia di spettatori e partecipanti che celano tra loro degli assassini senza pietà.

Una sorta di giallo avventuroso-storico dove le epoche si mescolano, ecco quindi uno spietato killer di giovani marinai che si richiama ad altre cruente storie del passato dove anche la Senna aveva i suoi pirati, addirittura c’erano i vichinghi. Questo signori miei è MICHEL BUSSI,uno scrittore che ha la grande abilità di  affascinare sempre i suoi lettori.
L’altra caratteristica dello scrittore francese è quella di sorprendere sempre, cambiando luoghi, personaggi,ambientazioni, circostanze. E così naturalmente cambiano anche i personaggi sempre nuovi e diversi, ed altrettanto abile è nel costruire sempre storie differenti dalle precedenti, sempre originali, nuove, mai scontate, e d’altra parte è così anche nel caso di USCITI DI SENNA( personalmente avremmo lasciato il titolo originale MOURIR SUR SEINE) , Vi si racconta la provincia francese, quella di Rouen, dove tra l’altro lui è di casa, essendo nato in Normandia ed essendosi laureato all’università di Rouen. Qui ogni cinque anni si svolge una grossa manifestazione l’Armada, che riunisce i velieri
più belli del mondo, ad esempio per l’Italia partecipa la Amerigo Vespucci.
Protagonista femminile una giornalista di valore, Maline, che deve fare dei servizi per il settimanale locale per cui lavora. Rouen è letteralmente invasa di gente, si beve, si gira, si
ride, insomma una settimana di…movida e con i giovani marinai ospiti d’onore. Ma improvvisamente la scoperta di un marinaio messicano assassinato sconvolge l’atmosfera
festaiola, anche perché al primo omicidio ne seguono altri con la polizia che sembra impotente a risolvere il caso. Ma grazie alla giornalista e ad altri personaggi che via via entrano in scena si dovrà pure fare un salto all’indietro di qualche secolo, con un’antica leggenda che racconta di un cospicuo tesoro nascosto dai pirati nei fondali del fiume che
bagna la città.
Un’osservazione, si nota oggi che molti autori lanciano una specie di….gomena(visto che parliamo di imbarcazioni) al lettore, nel senso che molti di loro, in questo caso anche Bussi, nelle prime pagine si preoccupano di prefigurare dei personaggi, degli episodi, delle situazioni, che poi non è detto che il lettori ricordi, visto che anche in questo USCITI DI SENNA  seguiranno alte quattrocento e più pagine, ma che comunque rivisti potrebbero anche aprire qualche velo su quel che avverrà in seguito. Nel caso in oggetto la storia è ben fitta di fatti e eventi, stavolta addirittura si sfiora il feuilleton e la favola con le antiche leggende dei pirati, delle loro gesta, dei loro tesori.
Ben quattordici le corpose avventure che il nostro scrittore ha scritto dal 2006 ad oggi, diciamo una all’anno,  buona parte tradotte in italiano, questa in ordine di pubblicazione
in Francia è stata la terza,qui da noi arriva questo maggio. Sono tutte storie senza protagonisti seriali, ambientate in regioni e luoghi sempre diversi, la trama si dipana tra vari>
personaggi, qui è tutto raccontato in terza persona. è un po’ difficile dire chi sono e se ci sono i protagonisti, certamente ci sono dei personaggi principali. Una è la reporter Maline, ancora abbastanza giovane, esperta, acuta, un po’disillusa dalla vita , alle grandi testate ha rinunciato preferendo tornare nella sua Rouen. E’ molto libera  disinibita, forse è la prima a non prendersi sul serio, però ha un grande intuito e risulterà determinante nel venire a capo di questa storia.
Poi abbiamo il commissario capo Paturel che dovrebbe passare una settimana tranquilla badando ai figli lasciatigli dalla ex-moglie andata in vacanza e che invece si trova proiet-
tat0 in prima pagina da una indagine sempre più complessa e delicata visto che la città è sotto gli occhi di tutto il mondo. Un personaggio abbastanza calmo in tutta questa bufera che si abbatte su lui e i suoi uomini, però sa farsi rispettare e non perde mai la testa.
Ma le figure che animano il romanzo sono tante, dai ritrattini veloci ma ben significativi e caratterizzanti,vedi l’affascinante capo dell’ufficio stampa Olivier, che farà perdere la
testa a Maline, vedi Oreste il giovane giornalista in carriera, presuntuoso e pieno di sè che però apprezza la franchezza e praticità della collega. Una figura importante è Ramphastos, un eccellente raccontatore, la vera anima delle storie sulla pirateria, addirittura capace di trasformare il suo appartamento nella giungla…..cara ai  pirati.
BUSSI è un ottimo affabulatore, sa passare tante informazioni senza mai venire a noia, è sempre capace di interessare oltre che di divertire, perché una bella storia diverte sempre. I suoi personaggi, maggiori o minori che siano, hanno sempre il pregio di dire qualcosa, indipendentemente dallo spazio che viene loro riservato, vedi ad esempio il
tossico che nel tesoro dei pirati vede la soluzione dei suoi problemi, o il singolare criminologo, specializzato in serial killer, che fa fare una figura barbina a Paturel e i suoi uomini a onta dal suo aspetto trasandato e dimesso o ancora l’ispettore Stepanu, che inizia ogni discorso dicendo “Non vorrei fare il guastafeste” e quindi tutti fanno gli scongiuri di rito…pur se il commissario gli vuole bene e finisce sempre per starlo a sentire…a onta che tutti lo chiamano ” l’ispettore Cassandra”…..
Dicono di BUSSI  e delle sue opere “MOZZAFIATO PIU’CHE MAI”, aggiungerei una grande capacità di narrare e di creare nuovi personaggi. In verità, non è poco….

GIUSEPPE PREVITI


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