Il Blog di Giuseppe Previti

” FINO AL QUARTO PIANO” DI NICOLA RONCHI BERTONI EDITORE 9.05.2020

Tiziana, una vita felice, un marito Paolo, che ama riamata. un bambino che cresce e va a scuola, e poi la sua boutique, tra le più eleganti e di moda nella sua città. Tutto perfetto,
ma una sera chiuso il negozio e rientrata a casa dove ci sono già il marito e il figlio, improvvisamente l’uomo da fuori di brutto, offendendo e minacciando lei e il bambino e but-
tandoli letteralmente fuori di casa.
Da quella famosa sera era passat0 del tempo, l’ex-marito aveva rifiutato ogni forma di riconciliazione, lei e il piccolo si erano stabiliti in un elegante residence e la vita aveva ripreso il suo corso. Una mattina Tiziana come ogni giorno alle otto scende le scale per accompagnare il figlio a scuola, a piano a terra mentre sta scambiando due parole con
il portiere il ragazzino giocherella c0n l’ascensore, poi qualcuno chiama l’ascensore, Filippo è dentro, le porte si chiudono e comincia a salire. Da quel momento nessuno vede
più il bambino.
Il portiere e la mamma salgono su, si fermano a ogni piano, bussano a ogni appartamento, entrano, guardano, parlano, ma nessuno ha visto Filippo. E alla madre non resterebbe che rivolgersi alla polizia,

Nicola Ronchi dopo Disegni torna in libreria con Fino al quarto piano, una storia, anzi una brutta storia , ancor più la storia di una trappola tesa a una donna,una madre
per l’esattezza,ma ancor più  è la storia di una  sfida al lettore subito immesso in questo scenario ossessionante che si è creato all’interno di un lussuoso albergo,il Nevada Resort.
Un’angoscia che sembra attenagliare non solo i protagonisti ma anche chi legge il libro. Tutto parte dalla scomparsa di un  bambino che è uscito dal suo appartamento con la madre per andare a scuola, e nel tempo che lei sta parlando con il portiere del resort il ragazzino scompare nell’ascensore che è stato chiamato dai piani alti,. La storia prende poi in esame i vari personaggi che abitano al Nevada, ma prima si presentano appunto Tiziana, la madre, e Giovanni, il portiere.
Tiziana è ancora una bella donna, grandi sogni da ragazza, molte delusioni nel suo crescere,perché un conto è essere belli, bravi, competitivi, un conto è raggiungere determinati
risultati, lei è un’eterna seconda, ed ecco la delusione, il rancore, l’invidia. Comunque trova un bel marito, accondiscendente e tollerante, ha un figlio,mette a frutto una certa sua
propensione al bello,all’elegante mettendo su uno dei più negozi per signore chic , con una clientela esclusiva e danarosa. Tutto a posto, direte ? Mai fidarsi, una sera l’inappuntabile maritino esplode di brutto, si comporta da vero stronzo buttando fuori di casa moglie e figlio.
Ed eccoli sistemati al Nevada Resort, dove appunto il portiere è questo Giovanni, un individuo servizievole ma viscido,un mezzo maniaco, una sorta di…guardone delle voci degli
inquilini e delle inquiline, che registra segretamente per dar sfogo a sogni immondi… Dopo la scomparsa del bambino sarà un po’ la scorta della madre disperata, l’accompagnerà
per tutto il palazzo, una donna che lui desidera ardentemente senza avere il coraggio di dirglielo, comunque l’accompagnerà di casa in casa alla ricerca del piccolo, ad un certo
punto avrà anche paura dei modi ossessivi e anche furiosi  della signora visto che il bambino non si trova e lui cerca di convincerla a chiamare la polizia.
Ai due personaggi di cui sopra fanno corona una serie di figure ben caratterizzate, gli inquilini degli altri appartamenti, un campionario di indifferenza, menefreghismo, molti
difetti e ben pochi pregi, chiusi nel loro egoismo, tutti testimoni di un dramma che si sta vivendo intorno a loro ma nel loro egoismo, nel loro pensare solo a stessi nessuno si
preoccupa di Tiziana che sente sempre più stringersi un nodo intorno a sè. Leggendo queste pagine vengono a mente certe vecchie pellicole hollywoodiane tipo Angoscia dove si
assiste alla discesa verso la pazzia di una donna tormentata, anche se lì tutto era diabolicamente predisposto.
Nessuno ha capito Tiziana, forse nemmeno lei ha capito se stessa o forse ha capito che ognuno ha il suo destino in questo diabolico intreccio predisposto da Nicola Ronchi.

 

GIUSEPPE PREVITI


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