Il Blog di Giuseppe Previti

” IL CACCIATORE DI ANIME” di ROMANO DE MARCO – PIEMME- 19.06.2020

Angelo Crespi è stato uno dei più celebri poliziotti italiani nel fare la caccia ai serial Killer. La sua è stata una carriera straordinaria fino a quando ha dovuto affrontare uno di loro che gli ha rapito la figlioletta uccidendola davanti a lui che l’ha freddato a revolverate, ma ciò non basterà a ridargli la pace, tanto più che la moglie si suiciderà. Da quel momento
lui sparisce, prende un nome nuovo, cerca riparo e rifugio nel paese toscano di Peccioli. Ma anche in questa amena città toscana un brutto giorno inizia una serie di delitti crudeli, spietati, rituali perché si ispirano al patrimonio artistico della cittadina. Viene chiamato a indagare il capitano Rambaldi, uomo di punta dei carabinieri, destinato a una
fulgida carriera, e anche lui esperto di omicidi seriali. La situazione appare molto intricata, e alla Rambaldi pensa di chiedere aiuto proprio all’ex-collega per arrivare a scoprire
l’assassino. E dall’incontro tra il vecchio e il giovane….cacciatore si apre una sfida che non consente ritardi.

Una storia agghiacciante che non ti da respiro e che addirittura abbisogna dell’opera di ben due investigatori che dovranno calarsi nei recessi più oscuri dell’animo umano per
arrivare a una soluzione.
Tanti sono ormai i personaggi con cui ROMANO DE MARCO si è fatto conoscere e si è affermato nella galassia del giallo italiano. Ma il nostro non ama mai soffermarsi troppo
su un personaggio e quindi cerca sempre qualcosa di nuovo per colpire e tenere avvinta l’attenzione del lettore. Ne IL CACCIATORE DI ANIME abbiamo addirittura due nuovi protagonisti ,un anziano poliziotto da anni eclissatosi volutamente in una piccola località della provincia toscana e un giovane capitano dei carabinieri in piena ascesa. La storia
è ambientata a Peccioli, un centro di 5000″anime”, noto per la virtuosità nella gestione delle risorse e per la bellezza dei suoi palazzi e delle sue strade.
Sembra un paese perfetto, ma non lo è,c’è una mano omicida che agisce nell’ombra e colpisce senza pietà, in una trama ricca di segreti, di momenti ora belli ora brutti, di misteri, di silenzi, dove vari destini si intrecciano, anche andando su e giù per il tempo. Il tutto raccontato con molta naturalezza ,in maniera funzionale a una storia che attraversa tempi,
luoghi,ricordi.
Il capitano Rambaldi si sta recando a Roma per assumere il comando di una nuova unità sulle indagini per omicidi, ma poco prima della partenza è comandato a Peccioli dove è
stata uccisa la custode del locale museo archeologico. La ragazza è stata  agghindata e sistemata come Isadora, che riposa nella teca accanto a lei. Rambaldi è stato voluto dal pro-
curatore Brogi, suo grande estimatore, che lo vuole a capo di questa indagine. Lo coadiuveranno i carabinieri della locale stazione, ma un ruolo determinante lo svolgerà l’ex-com
missario Angelo Crespi, detto ” Il cacciatore di anime”, da anni ritiratosi a Peccioli dopo la tragica conclusione di un caso di cui si era occupato e che lo aveva coinvolto e segnato
personalmente.
E’una storia complicata a più voci, tanti i personaggi che animano la trama, molti, assassino in primis, si esprimono personalmente, si incrociano in varie storie personali, amori,
passioni,odi,speranze,illusioni. Il tutto poi ambientato in una zona suggestiva dove tanto sangue e tanta malvagità non sono certo i convitati d’onore.
Una maniera abbastanza originale di raccontare una storia non fermandosi però alla nuda esposizione dei fatti, ma cercando di fare entrare ognuno nella psicologia dei personaggi, sì da renderli molto reali. DE MARCO è molto abile nel tratteggiare i suoi personaggi, in particolare alle loro anime. C’è chi da loro la caccia (vedi l’ex-poliziotto)
c’è chi l’anima l’ha persa(forse  lo stesso Crespi, sicuramente il vendicativo carnefice, ma anche tanti personaggi di contorno). E poi ci sarà anche chi la ritrova. Naturalmente,
questo gioco, ora crudele ora affascinante, condotto dal nostro autore, vede che l’anima più difficile da trovare o da ritrovare è quella del Crespi che tutta la vita è destinato a
correre per arrivare in tempo a salvare le vite altrui.Crspi ha creduto di trovare sollievo scomparendo ma la vita è lì, è la tua, non la puoi né disconoscere né cambiare,potremmo
parlare di destino, ognuno ha il suo e non gli puoi sfuggire.
Forse un po’ più di maniera la figura di Rambaldi, ma probabilmente il suo ruolo era quello. Comunque la storia di questi uomini e donne, di questi luoghi, è la storia di tutti i noi, della nostra vita, e ogni anima sarà seguita da tutto il suo trascorso nel bene e nel male.

DE MARCO si è confermato scrittore capace di raccontare delle storie, in questo libro il suo compito non era facile, più che dei corpi si è interessato delle anime, che non è certo
facile inquadrare, ma ognuno alla fine è quello che è !

 

 

GIUSEPPE PREVITI


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui