Il Blog di Giuseppe Previti

” IL RAGAZZO INGLESE” di LEONARDO GORI – TEA- 22.06.2020

Nell’aprile del 1940 ci sono ancora margini per evitare che l’Italia entri in guerra e c’è chi si batte per questo, anche ad alti livelli dello Stato.Il fatto è che l’Italia di Mussolini
sembra perennemente in bilico tra la “non belligeranza” e l’ingresso in guerra a fianco dei tedeschi. Arcieri è a Firenze, in ferie,insieme ad Elena, che per le infami leggi razziali
ha perso il lavoro all’università e anche la sua vita e i suoi beni possono essere in pericolo. Arcieri cerca così di assecondarla in ogni suo desiderio e così l’accompagna, sia pure
controvoglia a visitare delle vecchie signore appartenenti alla comunità inglese fiorentina. Ma la visita è stata organizzata perché Arcieri incontri Johnny,un giovane inglese,nipote della padrona di casa, e lo aiuti a sfuggire all’arruolamento nelle file del suo Paese. Arcieri respinge bruscamente la richiesta che considera un deprecabile ausilio a  chi vuol disertare, ma poi supera ogni remora,quando il giovane, in cambio di un salvacondotto per sé e per la fidanzata, gli propone di passare ai servizi segreti italiani documenti vitali per la sicurezza del suo paese.E il comandante del Sim, e quindi di Arcieri, si dimostra molto interessato alla cosa e ordina al capitano di collaborare.
E così Arcieri si troverà coinvolto in una storia dove al destino d’Italia si intreccerà quello di tanti altri personaggi, per lo più ben poco rispettabili, o semplicemente in cerca di
una via di fuga.

Eventi dolorosi si addensano sull’Italia alla metà degli anni ’40, mentre molti si battono in uno scenario a volte inesplicabile di ruoli e posizioni. Siamo nell’aprile del 1940 e così si intrecciano il destino dell’Italia e del capitano Arcieri, con la guerra che si avvicina sempre più.
Con IL ragazzo inglese Leonardo Gori ci porta ancora una volta indietro nel tempo, siamo nell’aprile del 1940 e siamo sulle tracce del capitano Bruno Arcieri, un personaggio sempre complesso, qui in preda a vari tormenti, ora d’amore,ora di comportamento, ora di scelte, legato a un periodo tra i più controversi della nostra storia.
Leonardo Gori è un vero maestro nel narrare queste storie, sempre ricche di emozioni e di eventi, eventi…simil-reali, significativi nel riprodurre quell’Italia trascinata di li a
poco in una guerra disastrosa.
Questa storia inizia con un artificio, ormai consueto nei racconti di Gori, siamo nella Firenze del 1970, due uomini si incontrano in centro, sono due nostre vecchie conoscenze, Bruno Arcieri e il  maresciallo Guerra, stanno per partire in una giornata assai piovosa per Reggio Emilia dove si sono rifugiati Nanette e Oscar, il suo vecchio e pericoloso amante, un ex-criminale. Sulle loro tracce Daniele, l’ex-collaboratore di Arcieri, che vuole riprendersi la donna di cui è innamorato pazzo. I nostri eroi vogliono rintracciare Na-
nette prima che accada l’irreparabile. Sarà un viaggio lungo e travagliato da una stagione orribile, e durante il viaggio l’ex-colonnello racconterà al compagno di viaggio un fatto
avvenuto nell’aprile del 1940 quando l’Italia doveva decidere se entrare in guerra o meno e Arcieri si trovava a Firenze dove fu implicato in una misteriosa vicenda zeppa di spie,
tradimenti, colpi di scena e dove appunto si trovò a lavorare con Daniele.
Il ragazzo inglese è un libro importante nella ormai lunga storia di Arcieri che è nel contempo anche la storia del nostro paese, Importante per l’argomento che tratta dal punto di vista appunto storico perché svela una delle tante operazioni messe in atto da chi lottava perché l’Italia non entrasse in guerra.Ma è importante per la natura composita
della narrazione che frammischia molti generi dalla storia d’amore alla spy story,dal giallo al thriller,dal romanzo d’azione al noir.Ma potremmo più semplicemente parlare, e del
resto è la tendenza di oggi, a un romanzo composto da varie storie, dove si vuole raccontare una parte della storia del nostro Paese.
Ma è anche un libro importante perché scava a fondo nell’anima del protagonista, allora giovane capitano dei carabinieri, in forza ai servizi segreti, quando nell’aprile del 1940 è
a Firenze in licenza, insieme alla sua donna,Elena Contini. Una Elena sempre bella e radiosa, pur  se le sue preoccupazioni di donna ebrea, rimasta senza lavorio, sono sempre più forti.Un invito a pranzo procurato a Elena da alcune sue vecchie amiche inglesi porterà Arcieri a conoscere un giovane inglese che chiede al capitano di aiutarlo a disertare
alla chiamata alle armi del suo paese. Arcieri in un primo tempo respinge la singolare richiesta, non vuole essere complice di un disertore, ma quando questi gli offre in cambio dei segreti militari della sua nazione la storia cambierà completamente.
Conosciamo un Arcieri sempre molto innamorato della sua bella Elena ma anche ricattabile proprio perché legato a una donna ebrea e sarà la stessa Elena a toglierlo dall’imba-
razzo andandosene.
Ma nel contempo Arcieri conoscerà Leda, la donna del ragazzo inglese,una tipa molto sensuale e senza remore, e qui conosceremo un altro aspetto del capitano, tormentato perché il richiamo della carne è molto forte anche in un tipo compassato come lui. D’altra parte l’intenzione dell’autore è sempre stata quella di darci un ritratto completo del-
l’uomo Arcieri e in tutti questi anni ci sembra ci sia perfettamente riuscito.
Il romanzo di Gori è del resto proprio interessante perché sa mettere insieme varie vicende ma anche tanti stati d’animo. In questa nuova opera c’è anche tanta “fantapolitica”
con lo stesso autore che mette le mani avanti,lui ci racconta tante cose di quel periodo che precedette la discesa in guerra dell’Italia, in particolare su cosa fu fatto per far sì che il
paese non entrasse in guerra. Ovviamente l’autore fa ricorso a fatti e personaggi di fantasia ma è anche vero che risulta dalle fonte ufficiali che molti apparati dello Stato cercarono di convincere il Duce a non entrare in guerra, pur non venendo mai meno alla fedeltà allo Stato.
In conclusione una storia assai umana e reale che resterà sempre impressa nella nostra memoria.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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