Il Blog di Giuseppe Previti

“LA SALITA DEI SAPONARI” DI CRISTINA CASSAR SCALIA- EINAUDI- 30.06.20

Nel parcheggio dell’aereoporto di Catania due viaggiatori che si affannano a cercare la loro macchina scoprono casualmente il corpo di un uomo che è stato ucciso nella sua
macchina. Si tratta di un cubano-americano di cittadinanza italiana, Esteban Torres, un tipo misterioso,dal passato oscuro e legato, a quanto si dice, a ambienti pericolosi e
al centro di attività spesso criminose. L’indagine si presenta subito difficile, non c’è modo di mandarla avanti, né ci sono tracce che permettano di sbloccarla. Nel frattempo
a Taormina viene scoperto un altro cadavere, quello di “Bubi” Geraci,una donna molto libera, amante del Torres. Con l’aiuto dei suoi uomini e dell’ex-commissario Biagio
Patanè,, sempre sulla breccia ,Vanina Guarrasi riporterà alla luce vecchi misteri e segreti di anni ormai lontani.
Ma purtroppo anche su di lei incombono incubi e paure di quando viveva a Palermo, questioni che neanche il trasferimento a Catania hanno risolto, e che ora si preannucniano
di nuovo minacciosamente.

La bella e tenace vicequestore Vanina Guarrasi torna in azione in LA SALITA DEI SAPONARI e grazie alla bella penna di CRISTINA CASSAR SCALIA deve affrontare un caso
molto complesso che addirittura sembra preludere a un caso di portata internazionale sulle pendici dell’Etna, c0n il coinvolgimento di Stati Uniti e Cuba. Ma ritornano anche
tra le righe quei fantasmi e quegli incubi che la perseguitano ormai da 25 anni, quando il padre poliziotto fu ucciso dalla mafia e ancora oggi viene data la caccia agli esecutori.In questo romanzo l’autrice non ci fa dimenticare i trascorsi di Vanina, che per vari anni ha lavorato a Palermo alla squadra antimafia, prima di passare alla questura di Catania.
E nel lasciare Palermo ha lasciato anche l’uomo che ha amato più di tutti, il sostituto procuratore Paolo Malfitano, anch’egli nel mirino della mafia.
In questo terzo romanzo la Guarrasi sta rientrando a Catania da una missione a Palermo quando viene scoperto, ucciso con una revolverata nella sua auto,  Torres Estaban, un
cubano americano con residenza in Svizzera e cittadinanza italiana. Era un uomo dalle attività poco pulite e molto misteriose, tra l’altro poco dopo la sua morte anche una
donna assai legata a lui viene trovata assassinata.
Un cas0 difficile, insolubile o quasi, e che calamita le attenzioni e dei piani alti della polizia e dei carabinieri, ma la nostra Guerrasi è una poliziotta di notevole spessore e in grado di farsi valere in ogni circostanza.
La CASSAR SCALIA non è nata come scrittrice di gialli, si è dedicata agli studi di medicina, è una oftalmologa, ha cominciato a scrivere con successo libri di ben altro genere,
poi nel 2018 la svolta, perché durante l’occasionale visita a una vecchia villa, in un amen la elesse a ambientazione ideale  per una trama gialla e di conseguenza  venne la pro-
tagonista, questa poliziotta in carriera, a somiglianza del resto di tante donne che hanno scelt0 questa professione.
E quindi eccola interessata a una schiera di grandi autori siciliani da Pirandello a Sciascia fino a Camilleri e al suo Montalbano, ormai diventato un “classico” del genere. E en-
trando anche lei in questo novero, se pensiamo a Camilleri, le differenze tra i loro personaggi sono tante, potremmo dire che Montalbano sta bene a Vigata come Vanina alla Sicilia. Entrambi sono buoni mangiatori ma negati alla cucina, ma qui si parla  italiano,certo non mancano le espressioni dialettali, ma quello che conta è che in queste storie
è tutto estremamente reale e realistico.E’ chiaro che certe espressioni ci danno subito l’idea di dove siamo, di che parliamo, di chi e con chi parliamo, ma in generale si parla
l’italiano come pure si sente il siciliano,. E quindi ci si deve sempre ricordare che questo intrigo un po’ amoroso, un po’sentimentale, un po’internazionale si svolge pur sempre tra Catania e Palermo. E quindi non meraviglia affatto che si possano mettere insieme mafia e Cuba, importante è far risaltare che ogni Regione ha i suoi problemi. Una storia>
che magari sembra più italiana di quel che è, ma va sempre ricordato, sembra ammonirci l’autrice, che i delitti spesso avvengono per motivi molto meno sublimali di quel che si
pensi. E anche la vita della Guerrasi, tra amori, pretendenti, amici e colleghi fedeli alla fine sembra pur sempre dipendere da Cosa Nostra. Chiaro che la fine fatta dal padre
resterà indelebile nella sua vita e ciò servirà a renderla sempre determinata e risoluta nel suo cammino.
Un romanzo ben costruito, con la brava porzione di giallo classico( un delitto e un colpevole da scoprire), ma anche con molte riflessioni sulla vita, sulle amicizie, sui meriti e
torti di ognuno, sulle tante ombre di questo Paese.
E come sempre dall’insegnamento siciliano deriva un qualcosa che vale per tutta Italia.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 


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