Il Blog di Giuseppe Previti

“.LA QUARTA VERSIONE DI GIUDA” DI DARIO FERRARI- IL GIALLO MONDADORI- 31-07-2020

In una gelida serata invernale viareggina Don Tony, ritempratosi con una congrua dose di cioccolato, si accinge ad ascoltare le confessioni dei parrocchiani, pur con un interes-
se molto relativo e sognando il calduccio del proprio appartamento ed una grossa mangiata.
Ma quella che sopravviene sarà una nottata tremenda segnata da un omicidio che coinvolgerà tutta la comunità. Anzitutto la vittima, il dottor Ferri,una delle colonne del consi-
glio parrocchiale, ma anche ginecologo obiettore e lanciato in politica. Poi la Pia, una grossa pettegola che si interessa di tutto e di tutti, ma anche capace di essere sempre al
punto giusto nel momento giusto o nel posto sbagliato al momento sbagliato….secondo i punti di vista. Poi ci sono altri personaggi legati alla vita della parrocchia, altri invece
facenti parte della Viareggio che conta, ad esempio Franco La Voce,il tessitore delle trame politiche della città. Dopo l’assassinio del Ferrari, colpito alla testa in casa propria. entra in scena una strana coppia di investigatori,il commissario Klaus Russo, aspirante scrittore di gialli, che interpreta ogni fatto criminoso su cui indaga prendendo spunto dai
romanzi che ha letto o da quelli che sogna di scrivere. Accanto a lui l’agente Carini, un romano violento e taciturno.
Don Tony finisce suo malgrado al centro delle indagini e dei pettegolezzi, intanto perchè aveva confessato la vittima un po’prima che venisse ucciso e poi perché messosi proprio quella sera a girellare per la città aveva raccolto per strada una bella ragazza che non sapeva dove andare e che lui aveva ospitato a casa ma senza dirlo a nessuno, ma non consi-
derando che l’occhio lungo della Pia aveva visto tutto.
Una storia sempre più intricata con il commissario che con una mossa coraggiosa decide di passare dal giallo al noir, e cosi tutta la narrazione come lo’indagine ne risentono an-
dando verso un finale assai concitato e assai interessante.

Un prete mangione e un  po’ sull’obeso, una comunità di parrocchiani che fa un  po’come vuole e ha imposto, con sommo travaglio del nostro Don Tony, il rito della confessione
del giovedì. Poi un commissario che ha l’ausilio di un collega un po’manesco e che sogna di scrivere un giallo e poi,ovviamente,un delitto che sconvolge la città di Viareggio  e la
comunità parrocchiana di cui sopra.
Questo lo spunto da cui parte l’esordiente scrittore DARIO FERRARI ne LA QUARTA VERSIONE DI GIUDA , con una storia per molti versi originale, pur partendo da spunti
molto reali e di vita e di relazioni quotidiane con tanti elementi tipici del giallo ( o del noir, se preferite), pur uscendo sovente dai canoni narrativi propri del giallo classico.
Un libro che “riflette” sui moduli della letteratura di genere, l’autore stesso discetta sulle qualità che occorrono per scrivere un buon giallo, partendo dalla teoria dei pensieri
alla pratica di mettere in opera(su carta o come va oggi su computer)quella che è la “trama”, e qui entra in ballo proprio il nostro protagonista, il commissario di polizia Klaus
Russo, non molto dotato neppure come poliziotto(almeno così sembra),  che sogna di diventare un grande scrittore di gialli con il suo personaggio….Aldo Cammilli.
Ma torniamo alla nostra storia, siamo in una gelida notte invernale a Viareggio che viene movimentata da un misterioso omicidio ai danni di un vanitoso ginecologo di succes-
so e con un contorno di tanti personaggi, da Don Tony, un prete alla buona con il vizio di soggiacere troppo ai peccati gola alla superpettegola Pia, dal politicante La Voce al-
l’oltranzista religioso professor Bercoli ai giovani bene della città figli degli altrettanti disinvolti genitori della borghesia viareggina.
FERRARI si diverte a mettere a confronto un po’tutti questi personaggi ma riesce anche a inserire un esilarante contrasto(ma attenzione, si graffia ben più ridendo che con i
saggi filosofici)tra il  Regno dei cieli e la comunità terrestre. Ed ecco i tre principi negativi di Don Tony, uno l’…alito di Suor Tarcisia, sua fedele assistente in chiesa, poi la messa
da celebrare alle sette di mattina, infine il  giorno delle confessioni, il giovedì, un rito che lui abolirebbe, ma hai voglia di urlare dal pulpito che come diceva il Savonarola della
confessione non bisogna abusare, ma i suoi parrocchiani vogliono che ogni giovedi questo rito venga celebrato e quindi si procede con il nostro che ne può più di assolvere gente
che non commesso veri peccati. Ma d’altra parte va anche detto che Don Tony si ‘è fatto prete più per le parole di una canz0ne di Patty Prato che non per la spinta dei testi biblici.
Ma non divaghiamo, sarà proprio in un giovedi che uno dei fedeli che lui ha appena confessato si farà uccidere. Tra una considerazione filosofica e l’altra, tra sorrisi e colpi di scena, la storia va avanti con protagonista il maldestro commissario Russo , coadiuvato…si fa per dire, da quella sorta di Rambo che è l’agente Carini.
Ma la soluzione verrà fuori quando il nostro commissario, che agisce come fosse all’interno di un giallo, improvvisamente è come se gli si accendesse una luce, il “Giallo”appar-
tiene a un mondo che non esiste più, ormai non c’è più alcun ordine costituito da ricostruire, né nessuna verità da far trionfare. Qui ci muoviamo tra preti possibili assassini,
donne pettegole, aspiranti scrittori,  e tanti di poca dirittura morale. Ma al nostro poliziotto viene una intuizione , va descritto quello che avviene fuori, via il giallo e passiamo
al noir, con un’atmosfera sempre più tesa e torbida,  con una storia di preti ingenui e blasfemi, di morti violente, di angosce e tormenti senza fine.
LA QUARTA VERSIONE DI GIUDA è  un romanzo che si legge con molto interesse, ci fa anche ridere, ma probabilmente ha la chiave giusta per farci riflettere….

 

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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