Il Blog di Giuseppe Previti

” TRE PASSI PER UN DELITTO” di CASSAR SCALIA DE CATALDO DE GIOVANNI O6.O7.202O

Tre personaggi creati da tre scrittori, tutti coinvolti nello stesso fatto, quello di una giovane bellissima, che lavora nel mondo dell’arte e che viene trovata uccisa nel suo apparta-
mento. Del delitto si autoaccusa l’amante della vittima, un uomo potente,ricchissimo, senza scrupoli, odiat o da tutti. L’uomo ha una moglie, altrettanto spregiudicata e avida,
un matrimonio di interesse il loro, lei ha portato i soldi, lui il titolo, ma anche la spietatezza dell’uomo di affari. Una unione come tante, dove  certo la fedeltà non è il connotato
principale.
Accanto a questi due personaggi, il commissario, inevitabile, c’è stato un delitto, Cesare Brandi, un altro ambizioso, è assai abile, è uno in carriera.
Le versione rese dai protagonisti e dai testimoni non collimano, ma con il tempo,mettendo insieme i tanti tasselli, la vicenda avrà una sua conclusione.
Giancarlo De Cataldo fa parlare il commissario, Maurizio De Giovanni il presunto assassino,la Cristina Cassar Scalia   l’Anna Carla Guerra.

Tra i tanti romanzi dell’estate, e con il merito di non ispirarsi al Covid, una interessante operazione della Einaudi che ha pubblicato Tre passi per un delitto,un esperimento di scrittura addirittura a sei mani, con protagonisti tre eccellenze del nostro mondo letterario giallo e noir, Cristina Cassar Scalia e Maurizio De Giovanni. Pur avendo dato vita a<
molti personaggi, i tre sono tra i più esponenti del giallo e noir italiano, creando anche vari personaggi seriali, ormai entrati a pieno titolo nell’elite del giallo italiano, dalla vice-
questore Guarrasi a i Bastardi o a Sara o a Ricciardi o al nuovo personaggio di De Cataldo,avviato anch’esso alla serialità. Ma eccoli pronti lo stesso a…serrare le file e creare dei
nuovi personaggi. Una giovane donna viene assassinata nel suo appartamento in Roma, ci sarà un  commissario a indagare, Cesare Brandi, sulla morte di Giada Corona. Se il personaggio del poliziotto è dovuto a Giancarlo De Cataldo, il personaggio dell’amante della vittima, un uomo potente quanto odiato viene narrato da  Maurizio De Giovanni,mentre chiude il trio dei personaggi la moglie di Guerra, Anna Carla Santucci,, una signora assai avida e ambiziosa, e abbastanza disinteressata alla vita…amatoria del marito, che ci viene raccontata da Cristina Cassar Scalia  .Eccoci quindi muoversi in una sorta di commedia nera, a sei mani, ambientata nell’alta società capitolina con due atti
per ogni scrittore.
Una storia abbastanza convulsa e intricata,perché tanti sono gli elementi a disposizione del lettore e naturalmente dei romanzieri, in primis l’ambizioso commissario, alle prese con una serie di fatti che non corrispondono a come gli vengono raccontati, addirittura ci sarebbero ben due rei confessi. E allora bisogna scoprire chi sta mentendo. I tre autori non si sono messi allo stesso tavolo,ognuno ha sviluppato una propria interpretazione della stessa trama, poi è ovvio che si siano consultati, ma  rimanendo alla fine ognuno legato al proprio stile e alla propria idea. Insomma un esperimento non certo nuovo sul concetto di verità, si potrebbe ricordare Kurosawa che in Rashomon ci presenta un fatto,
che pur essendo sempre quello,ci viene però riportato secondo punti di vista differenti e mai coincidenti.
La Cassar Scalia ci presenta la sua Anna Carla, un nome importante nella storia del giallo con riferimento alla Anna Carla Dosio di Fruttero&Lucentini ne La donna della domenica, un tipo assai meno freddo e distaccato di quanto appaia alla prima impressione. De Giovanni ci offre il ritratto di un uomo duro, ambizioso, potente, abituato da
sempre a fare fortuna sugli errori e le manchevolezze degli altri, ma forse non abituato a sentirsi dire di no. De Cataldo da l’anima a un poliziotto bravo sicuramente, ma non
simpatico a prima vista, preoccupato della carriera, anche se poi forse è il più umano dei tre.
Una scrittura a sei mani con i modi diversi di approcciarsi alla pagina, ma anche al fatto criminoso, ma con la capacità di costruire un pezzo “unico” dentro un testo che si deve
incastrare alla perfezione per essere appunto tale. Tre penne (o tre computer…)appunto per presentare una situazione classica, marito,moglie, amante, con l’aggiunta di un com-
missario di polizia.Una giovane donna che si occupa d’arte è stata uccisa, ora è diventata nota a tutti, ma quel che è curioso in questa storia cupa e senza tempo è che le verità si
aggrovigliano l’una sull’altra e che anche ci sono aspiranti assassini a iosa…
I nostri tre esimi autori danno quindi nerbo a tre protagonisti, tutti uniti in questa storia, la moglie,il marito traditore e aspirante assassino, il commissario che vuole fare bella
figura, ma che capisce che qualcosa non torna….
Una storia di corna certo, ma anche una storia di famiglie, di soldi borghesi e e di titoli nobiliari, di arrivismi, di donne belle e scaltre, fin troppo…
Però non è poi tutto così facile,i nostri protagonisti si raccontano e raccontano,,grazie ai nostri scrittori, che li fanno parlare e riparlare, quasi una staffetta di parole,pensieri,
ricordi.sensazioni.
Una storia che via via diventa sempre più tesa,più cattiva, e d’altra parte , chi più chi meno,sono tutte “anime nere”.Colonna che conquista la sua fortuna sfruttando e rovinando
gli altri, Anna Carla che non è voluta essere solo la figlia del “re del cesso”, Giada la ragazza che vorrebbe rompere questo equilibrio.
I nostri tre celebri autori probabilmente non sono mai stati così feroci nei loro romanzi, qui l’unione sembra averli resi più…cattivi nel tracciare delle vite, certo imperfette, ma loro ci si sono sbizzarriti, ognuno per la sua parte, nel rivelare il profondo abisso in cui può cadere l’animo umano. Immaginatevi un noir”duro” alla Simenon….
E alla fine resta la vittima, la ragazza che voleva troppo, e che finisce per pagare il prezzo  più pesante, perchè non riceverà sconti neppure da morta…ognuno darà il suo contributo di piccoli passi(tre dice il titolo)per un delitto.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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