Il Blog di Giuseppe Previti

” LA SPIA CHE AMAVA” di CLARE MULLEY – LETTERE- 29.O8.2020

Krystyna Skarbek era nata a Varsavia nel 19o8, venerdi primo maggio, anche se- e qui cominciamo  con una delle tante stranezze della sua vita, altri raccontavano che fosse
nata  sette anni dopo. Suo padre era un conte,la madre era figlia di un riccio finanziere ebreo, e lei conobbe una infanzia  e una gioventù molto libera e senza remore. Si tra-
sferirà poi a Londra dove chiese con insistenza di essere assunta dai Servizi segreti britannici, assumendo l’identità di Christine Granville. Opererà in  vari paesi, dalla natia
Polonia all’Ungheria, dall’Egitto alla Francia ed è stata la prima donna agente segreto a essere utilizzata sul campo. Tante le sue missioni e molte le onoreficenze ricevute.
Dopo la guerra in attesa di trovarsi un’attività che le fosse più consona la sua vita venne bruscamente troncata da un pretendente respinto il 15 giugno 1952. L’uomo fu im-
piccato.

Christine Granville è passata alla storia come l’agente segreto donna più coraggioso e spericolato della seconda guerra mondiale. Tanti l’hanno ammirata,tanti ne hanno
riconosciuto il valore, come ad esempio il primo ministro inglese del tempo sir Winston Churchill. Stranamente dopo la sua morte su si lei era calato il silenzio, però al suo
personaggio si è fortunatamente interessata una biografa inglese, Clare Mulley, che ne ha descritto vita, opere, amori e passioni in La spia che amava.
In realtà pur avendo assunto una identità inglese, cittadinanza compresa, il suo vero nome era Krystyna Skarbek, era una contessa polacca che però diverrà famosa con il nome di Christine Granville. Molti diranno che che la sua vita fosse stata fonte di ispirazione per Ian Fleming ,che tra l’altro l’aveva personalmente conosciuta, nella creazione del
suo James Bond.
Quando inizia la seconda guerra mondiale Krystyna abbandona la natia Polonia e si rifugia in Gran Bretagna dove opererà per i Servizi inglesi con il nome appunto di Christine
Granville. Verrà assegnata al Soe, un servizio di spionaggio e lotta istituito da Churchill. Opererà in Europa e in Africa, verrà catturata dai tedeschi, ma fingendosi gravemente malata, simulò sputando sangue di essere afflitta dalla tbc, venne liberata. Fantasia, audacia, coraggio, abilità vennero sfoggiati in tante missioni, sì da essere pluridecorata da§
inglesi e francesi.
Era veramente unica nell’affrontare le missioni più pericolose, ma altrettanto intensa fu la sua via sentimentale, con  due divorzi, svariate relazioni e decine di amanti. Questa è una storia che vuole anche essere un omaggio alle tante donne coraggiose, dalla vita intensa e meritevole di essere ricordata. Molte del resto le donne impegnate da ricordare pela loro brillantezza e il loro altruismo sul campo. Christine era di nobile origine, aveva vinto un concorso di bellezza in Polonia, ma riaffermata la sua naturale bellezza va detto che si era imposta e fatta valere per le sue imprese, come testimoniato dalle varie decorazioni. Fu lei a fornire le prime prove dell’operazione Barbarossa, che segnò l’invasione
tedesca della Russia.Le prove che lei fornì di questi preparativi le valsero l’ammirazione di Chirchill che la definì “la sua spia preferita”. Riuscì a stabilire in Francia i primi contatti tra i partigiani francesi e italiani. Sulle Alpi individuò un gruppo di polacchi costretti a combattere per i nazisti e riuscì ad arrivare tra i suoi connazionali convincendoli
a disertare.
Ma fu anche una donna molto appassionata, che “amava” e cercava il pericolo, la lotta, questo la faceva vivere. Certamente amava molto gli uomini, ne conquistò tanti, ma rimase sempre fedele alla propria libertà e indipendenza. Purtroppo non tutti compresero questo spirito libero e fu uccisa a Londra da un uomo follemente innamorato che era rimasto soggiogato da lei e che non voleva accettare il suo rifiuto. Certamente una brutta fine, ma come osserva la sua biografa, in linea con un personaggio dalla vita così dram-
matica e piena di eventi.
La Mulley rileva che dopo la sua tragica fine di lei non si saprà più niente. Eppure si era parlato di molti libri  che avrebbero ricordato la sua vita, addirittura si era progettato un film, con la figlia di Churchill, Sarah, protagonista. Ma si preferì, da parte dei suoi amici, e ne aveva effettivamente tanti, di proteggere la sua reputazione e anche la fama della donna “guerriera”, ma anche di donna  di nobile lignaggio e di alti sentimenti, però ben presto cadde l’oblio su questa figura.
E dire che si era anche parlato molto dell’interesse e dell’amicizia di Ian Fleming per lei, si disse anche che erano stati amanti. Sicuro è che il suo personaggio ha molto di 007, e
si pensa che il personaggio di Vesper Lind in Casinò Royale (interpretato nel  film da Ursula Andress)fosse ispirato a lei.Ora questo La spia che amava le rende giustizia e l’autrice ribadisce che lei potenzialmente poteva ben essere James Bond.>
E’ ben vero che se i suoi tanti amici non furono in grado di proteggere la sua vita almeno cercarono di proteggere la sua reputazione. Non volevano che una figura di cose alte virtù morali fosse giudicata secondo i criteri di una brutta storia di gelosia, del resto da tutti giudicata immotivata e a senso unico.
Una eroina di guerra, pluridecorata, amata da tanti che non volevano che la sua memoria fosse compromessa da vicende private. Si creò addirittura un “comitato per la tutela
della sua memoria” che bloccò tutte le notizie e gli scritti scandalistici su di lei.
Nonostante tutto si è parlato e scritto molto di questo personaggio, anche se alla fine si è mescolato molto realtà e finzione. Clare Mulley ha affrontato un imponente lavoro di
ricerca ricorrendo a documenti ufficiali,testimonianze, tutti accuratamente scelti, da cui esce una figura che sicuramente meritava di essere ricordata e riportata alla luce, un
“mito” vero tra tanti “miti di carta”.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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