Il Blog di Giuseppe Previti

” UNO STUDIO IN GIALLO” – Indagine sul poliziesco italiano- di PAOLA ALBERTI- EDIZIONI ETS – 14.09.2O2O

Con PAOLA ALBERTI, giornalista,scrittrice, organizzatrice di eventi riscopriamo la gioia del “SAGGIO”, un genere forse oggi sin troppo trascurato e invece molto importante
perché è un componimento scritto di carattere divulgativo su un determinato argomento, nel casi nostro un argomento letterario con una trattazione esaurientemente ampia
sullo stesso.
In questa sua opera l’autrice inizia ricordando la definizione di giallo e le regole del poliziesco, tracciando anche una breve storia del giallo italiano dalle sue origini, addirittura
anteriori alla nascita di Sherlock Holmes. Si arriverà poi al 1929 quando nasce la collana Il  Giallo Mondadori che segna l’inizio pressoché ufficiale dell’attività giallistica in Italia,
fino alla proibizione delle pubblicazioni nel 1941 voluta dal fascismo. I gialli torneranno nell’immediato dopoguerra con un salto di qualità negli anni ’60. Capostipite di questa
nuova generazione di giallisti sarà Giorgio Scerbanenco, il primo inventore di storie poliziesche all’italiana. In seguito si arriverà al noir e al giallo all’italiana contemporaneo.
Ma non manca in questo saggio l’attenzione ai classici, così si parla molto di Agatha Christie, considerata la regina del giallo classico,mentre per quanto riguarda il giallo italiano una attenzione particolare è riservata a Carlo Emilio Gadda con “Quer pasticciaccio brutto di via Merulana”.
Ma si intende anche rispondere in questa interessante disamina al quesito se il genere poliziesco è da confinarsi nel…limbo della letteratura di genere o se invece si sta prefigurando la nascita di un nuovo tipo di letteratura,particolarmente importante da un punto di vista storico e sociale.

Quali sono le origini del giallo all’italiana ? Come è nato ?  Quale è stato il suo percorso ? Come si è risposto alla produzione estera? E come è che ha raggiunto il successo che
oggi lo caratterizza ?
PAOLA ALBERTI con UNO STUDIO IN GIALLO- “INDAGINE SUL POLIZIESCO ITALIANO”ha cercato di approfondire e rispondere a tutti questi quesiti e lo ha fatto dimo-
strando il suo grande amore per la materia ma anche la sua profonda conoscenza di autori che hanno raccontato storie dove vi sono elementi di giallo. Tra questi DE MARCHI,
DE ANGELIS, GADDA, SCERBANENCO, SCIASCIA,CAMILLERI, che sono ricorsi alla scrittura di un giallo o di un noir per costruire i loro romanzi,Partendo dagli anni Trenta
ricordiamo AUGUSTO DE ANGELIS  che rivendicò  la possibilità di scrivere storie drammatiche, criminose anche in Italia. E del resto se pensiamo al nostro Medioevo, era stato ben pieno di figure e di fatti fortemente criminali. I libri gialli hanno anche  avuto la capacità di associare al giallo una letteratura contemporanea altamente sociale e popolare.
D’altra parte il giallo è un qualcosa che riserva emozioni, atmosfere uniche, raccontando inoltre in molti casi la storia del nostro Paese. Il romanzo giallo è un qualcosa di completo unendo fantasia, storia,ironia, trama, suspense, mistero, è senza confini, ha tanti personaggi, idealmente non conosce limiti di tempo.
E così UNO STUDIO IN GIALLO- INDAGINE SUL POLIZIESCO ITALIANO  ci vuole  mostrare il ruolo del giallo nella letteratura italiana, citando vari autori, alcuni anche di
variegate esperienze, da Tabucchi a Moresco, da Gadda a Sciascia, dea Fois a Carlotto. Nel definire questo tipo di narrativa e le regole che lo governano, PAOLA ALBERTI scrive anche una storia del giallo italiano. Secondo la nostra autrice il giallo in Italia nasce dalla penna di Yarro(un giornalista, Giulio Piccini)che nel 1883 pubblica  ” L’assassino nel vicolo della luna” . Appena quattro anni dopo comparirà in libreria  Sherlock Holmes. La consacrazione del giallo in Italia è lasciato al Giallo Mondadori, una collana uscita nel 1929 e contraddistinta dal colore giallo delle copertine. Il Giallo Mondadori sospenderà le pubblicazioni nel 1941 per l’intervento della censura fascista che ritiene disdicevoli queste storie di crimini.Non le si volevano nel nostro Paese che doveva essere….lindo e pulito. Negli anni Sessanta sarà Giorgio Scerbanenco  con le sue storie “milanesi” a
dimostrarsi scrittore di grande spessore che riesce a dare un senso della realtà ai fatti che racconta, a farci vivere “quella “Milano, e insieme arriva a dare dignità a quella che è la letteratura poliziesca, al noir Poi via via arriviamo sino ad oggi, al noir contemporaneo, agli scrittori del nostro tempo e idealmente è stata tracciata la storia del nostro noir che
poi è anche la storia d’Italia.
Ma l’ALBERTI non si limita al panorama nazionale e dedica ampio spazio alla “Regina del giallo classico” AGATHA CHRISTIE per poi passare a DURENMATT ui si deve UN
REQUIEM PER UN ROMANZO GIALLO  e a GLAUSER che ha composto un decalogo sul come scrivere un buon noir. E ancora una grande attenzione è riservata a CARLO EMILIO GADDA  con QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA. Lo studio di questi autori è particolarmente analitico e proprio da questo assunto si parte per
dimostrare-ammesso che oggi ve ne sia ancora bisogno. che il poliziesco non è un genere “paraletterario”, ma invece partendo proprio da questi grandi autori si da  inizio a un nuovo tipo di letteratura che non deve dimostrare alcunchè, né lo pretende, semplicemente è un modo  di riproporre le istanze sociali, le verità storiche, le cronache del Paese.>
Questo saggio che riserva anche un capitolo al giallo e al noir italiano contemporane(De Giovanni, Lucarelli, Vichi, Carlotto etc.) ricostruisce quindi la storia del poliziesco
italiano che ha saputo interpretare e raccontare  la realtà contemporanea, con tutto il suo carico di male.
E un’altra constatazione interessante che non viene più chiesto chi sia il colpevole, ma importante è capire le ragioni del male.
Infine grande spazio viene riservato ai gran di della letteratura classica, in cui si trovano molte radici della letteratura poliziesca.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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