Il Blog di Giuseppe Previti

” BEVANDE INCLUSE” DI ROBERTO CENTAZZO- TEA -17.10.2020

Siamo nel luglio del 1967.Cala Marina  è un incantevole luogo di villeggiatura nella riviera ligure di Ponente, dove il tempo, quando non è estate, scorre lentamente. Tra i luoghi
di ritrovo la stazione ferroviaria con il capostazione Dalmasso, un uomo triste, la barista Ludovica, assai sensibile ai corteggiamenti, Silvano l’edicolante,, il professor Marinelli,
che improvvisa spettacoli di magia per i bambini, Bartolomeo il tassista.  E ancora ci sono Norberto,il maresciallo della Polfer, apparentemente pigro e più che altro interessato
a Lodovica, ma comunque un buon investigatore. E infine Adelmo,l’uomo delle pulizie, muto ma attentissimo a quello che avviane intorno a lui, e che poi annota e racconta.
La storia di quest’estate  del 1967 riguarda la bella Barbara, moglie trascurata dal marito Eusebio, un poco di buona che dissipa tutti i suoi soldi al casinò, soldi ricavati dalla proprietà dell’hotel Italia che lei  manda avanti da solo, specie dopo che il suocero è caduto in depressione.Lei tutti i giorni deve far funzionare l’albergo, gestire il personale,
far quadrare i conti, occuparsi della cucina. Una vita tutta dedicata al lavoro, ogni tanto il marito capita per prendere dei soldi, lei soffre molto anche il fatto di non avere flgli.
Improvvisamente un giorno sparisce, tutti si preoccupano e la cercano, viene avvisata la polizia, ma dopo qualche giorno lei ricompare. Da qui la storia si fa più…gialla, ci scappa
il morto è il marito scialacquatore. il maresciallo indaga e sarà capace di risolvere un brutto intrigo.

Con la leggerezza che gli è congeniale Roberto Centazzo con Bevande incluse evidenza questo gruppo di personaggi che animano le giornate di Cala Marina, questa è una storia
dai toni variegati, ora dramma, ora commedie, per poi deviare verso il giallo con un morto, Tutto questo però porta anche ad osservazioni sull’animo umano.
Dopo “Tutti i giorni è così”, di nuovo in bella vista tutti i protagonisti che gravitano intorno alla stazione di Cala Marina. Ma c’è una new-entry Barbara, la proprietaria dell’Hotel
Italia, che passa tutte le sue giornate a far funzionare l’albergo visto che il marito la trascura da tempo, e si fa vedere solo quando ha bisogno di soldi. Ora che anche il suocero è
malat9 la vita di lei è sempre più dura visto che siamo nel pieno della stagione estiva e l’albergo è sempre affollato.
Barbara ormai non sogna più, si è rassegnata, ma un incontro fortuito con la sua vecchia maestra che le ricorda che la vita è una sola e le occasioni non si ripresentano. E allora
lei prende una decisione e sparisce per alcuni giorni….
Poi la storia si complica, il marito viene ucciso, il maresciallo si dimostrerà un investigatore provetto, ma Barbara forse avrà trovato la felicità….
Roberto Centazzo ci racconta una storia a metà tra la commedia vecchio stile,con tanti personaggi, tutti ben caratterizzati e con molta umanità, e un tocco di poliziesco con un
delitto,  con una indagine non proprio semplice in omaggio al Centazzo scrittore di gialli.
Il saggio capostazione Dalmasso dice che la vita  è un regalo e come tale va vissuta e con allegria, senza lasciarsi andare a rimpianti e rimorsi e paragona la vita a un menù a prezzo fisso che va preso com’è, bevande incluse.
Una storia normnale quindi con al centro persone normali e senza particolari concessioni alla violenza, del resto bastano pochi tratti a definire vizi e virtù di un personaggio e
anche a ……indovinarne la sorte.
Buona parte della storia è incentrata su Barbara, un bel personaggio forte, non di maniera, anche lei con i suoi vizi e le sue virtù, romperà la monotonia del gruppo con la sua scomparsa. Scattano le indagini e viene alla ribalta il maresciallo Norberto che a onta delle apparenze si rivelerà un buon poliziotto e quando verrà ucciso il marito di Barbara
c’è chi vuole estrometterlo dalle indagini ma lui si rivelerà più tosto del previsto e andrà avanti per la sua strada.
Ma , ripetiamo, questa è una storia di gruppo, i fatti si alternano, ma anche la parte c.d.”gialla” è incastonata nell’insieme della narrazione. Una storia di gruppo che quindi
evidenzia sentimenti,sogni,pensieri, sogni, rimpianti, raccontata con una malinconia un po’ soffusa anche se non mancano momenti di felicità, di allegria. In conclusione una
tranche di vita con luci e ombre, come è inevitabile che sia.
Il romanzo è scritto con toni leggeri, l’autore comunque ci offre spunti di riflessione sulla natura umana e conferma di avere la mano felice nella descrizione dei personaggi.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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