Il Blog di Giuseppe Previti

” BUONVINO E IL CASO DEL BAMBINO SCOMPARSO” di WALTER VELTRONI- MARSILIO 3.11.2020

Eravamo appena usciti dalla pandemia e come in tutta Italia anche Roma si è ridestata e anche i romani sono molto felici dall’aver superato un momento assai difficile.Per il
commissario Buonvino il 2019 è stato un grande anno, dopo che lui e i suoi uomini del commissariato di Villa Borghese hanno risolto il caso dei corpi smembrati. E così siamo
ancora in un momento di gloria, tuttavia il commissario, pur soddisfatto della recuperata stima dei superiori e della gente in genere, non vede l’ora di uscire da questa atmosfera
di celebrità e riprendere il normale lavoro.
Ma ecco che gli si avvicina una ragazza  che gli racconta la storia del suo fratellino di otto anni che era stato rapito tanti anni prima dopo che  erano andati con padre e madre a
passeggiare per Villa Borghese e poi , rientrando a casa, lui si era attardato a giocare nei giardinetti, con  lei che non era voluta rimanere con lui. Per la famiglia era stata una tragedia immensa tanto più che poco dopo il padre si era suicidato e la madre era praticamente impazzita. Tutte le indagini fatte erano rimaste senza esito alcuno e di Aldo non
si era saputo più nulla.
Intanto al commissariato si sono verificati nuovi arrivi, una è Veronica di cui il commissario s’innamora a prima vista, l’altro è Cavallito,un torinese, su cui il commissario dovrà
intervenire pesantemente perché il suo impatto con i colleghi non era stato dei migliori,  quindi Buonvino si era subito attivato perché ci teneva che i suyoi uomini andassero d’accordo e si sentissero degli amici.
Tornando alla storia del bimbo del bimbo scomparso non sarà facile risolvere i problemi di questa famiglia distrutta ma alla fine Buonvino e i suoi “magnifici”colleghi vi riusciranno.

Non avevo particolari ricordi del primo giallo di WALTER VELTRONI ” Assassinio a Villa Borghese”, ma mi ha subito incuriosito il tam tam sparsosi in pochi giorni appena è
ostata annunciata l’uscita di una seconda indagine, sempre con protagonisti il commissario Buonvino e gli uomini del commissariato di Villa B0rghese.
Intanto un titolo che punta al cento per cento sulla riuscita e l’affermazione del personaggio ” BUONVINO E IL CASO DEL BIMBO SCOMPARSO”.Poi la storia con protagonista
una Roma in periodo Covid” descritta come non era mai stata nel corso della storia”. Già,in verità la nuova avventura del commissario Buonvino inizia nell’estate scorsa quando
Roma è appena uscita dalla lunga quarantena e subito VELTRONI “caratterizza” Buonvino e la sua squadra, prima considerati dei falliti e poi osannati e esaltati come grandi investigatori.
Intanto Buonvino viene fermato da una ragazza, Daniela, che gli ricorda la brutta vicenda del fratellino Aldo, scomparso nei giardinetti intorno casa e mai più ritrovato. Era poi seguita la morte del padre,precipitato dal balcone. Era seguita la difficile convivenza con la madre, apparentemente sulla soglia della pazzia.
Buonvino si trova a suo agio con quel suo comportamento elegante e abbastanza distaccato a questo caso lontano nel tempo, e così si impegna a cercare una soluzione anche per
togliere le due donne da quella sorta di bolla in cui vivono da anni.
Il commissario ha il….dono di riuscire simpatico, anche se per anni è stato distaccato in un canto e in polizia e nella vita privata. Figuriamoci la moglie che l’ha lasciato per un’altra. Lui ormai vive solo in un mondo tutto suo, compagni due gatti, Gullit e Rijkaard, ovviamente milanisti, e da un’immagina che impera in casa sua, quella di Nick Novecento a cui confida le sue pene e i suoi tormenti.
Intanto la squadra è stata rinforzata con due nuovi investigatori, uno Stefano,antipatico e supponente si da meritarsi un intervento duro ma giusto del superiore e la bella Veronica,che paragona a tante bellissime  attrici di cui conserva le foto nel portafoglio e di cui si innamora subito, ma come nel suo costume, con molta discrezione.
Mentre la città si sta riprendendo Buonvino torna al suo chiosco preferito a Villa Borghese, ora è diventato molto popolare e quindi quando una ragazza lo fissa a lungo e chiede di parlargli non s’immagina certo l’inferno che la sta divorando, E così comincia questa nuova indagine, ma nel libro non si parla solo di questo, la capacità dell’autore è quella di
accoppiare alla parte più poliziesca tutta una serie di “finestre” che impreziosiscono il romanzo e che così passano davanti ai nostri occhi brioche pantagrueliche,musiche da film,
pellicole da Kustirica a Moretti a Hirchcock, e poi c’è quel commovente cammeo dedicato a Nick Novecento. Su tutto domina una sensazione propria del commissario ” a brutti
pensieri al risveglio segue una brutta giornata, a belli pensieri bella giornata.” Il tutto raccontato con molta disinvoltura e piacevolezza, alternando toni forti e toni leggeri, drammi e romanticherie, insomma un mix che funziona. VELTRONI tratta i suoi poliziotti con accenti molto soffici, si vede che si è affezionato loro, e poi mescola tante cose, il top è la borsa di Daniela che in difficoltà di fronte al commissario rovista nella sua borsa tirando fuori di tutto. Tutti si aspettano l’indizio decisivo, ma per carità, non succede niente ma intanto l’interesse del lettore è assicurato.
Una istantanea quindi sul maggio di undici anni prima,una famiglia che esce in un caldo pomeriggio per Villa Borghese, poi il ritorno a casa, il piccolo Aldo si ferma nel giardinetto, Daniela non lo aspetta e lui sparisce. Difficile a distanza di tanti anni ricostruire l’esistenza di una famiglia, eppure Buonvino e i suoi ci riusciranno, da una parte
ricostruendo la situazione del capofamiglia, dall’altra cercando di interpretare cose a suo tempo trascurate o non considerate, ma al di là dell’indagine colpisce l’atmosfera nella
casa, la madre pazza(o che si finge tale)che tiranneggia la figlia, ma che si serve anche della….vena pazza(Pirandello ?) per sfuggire all’interrogatorio delle poliziotte. In verità ci
ha ricordato proprio l’Enrico IV di Pirandello che si rifugia nella pazzia per uscire dal mondo.
UN altro aspetto importante del libro è il rapporto tra padri e figli, tema non nuovo a Veltroni.
Su tutti sovrintende il personaggio di Buonvino, ansioso,innamorato, indeciso ma anche abile medistore. E’ un grande conoscitore dell’animo umano, e certamente lui che si occupa dei suoi uomini riesce anche nel fare diventare buoni i cattivi,, preoccupandosi anche o di chi mangia troppo o di chi ha trovato in un fuggevole scambio di occhiate una
nuova occasione di vita e lui si darà da fare perché il sogno non sfumi, e forse proprio perché è sfumato il suo di sogni di diventare padre ora prende a cuore la vicenda di Aldo come una questione da risolvere per restituire tante persone alla vita,
Un giallo quindi in apparenza “classico”, un cold-case riaperto con indagini a suo tempo infruttuose , con il risultato di una famiglia disintegrata e con tempo  che per madre e figlia sembra essersi fermato a quel maledetto pomeriggio di undici anni prima.
Un po’ di tenerezza nella descrizione del gruppo dei poliziotti, qui la maggiore attenzione in quel senso per la bella Veronica e il compito Pirovano.
Quel che colpisce è come questo romanzo nobiliti i rapporti umani, non spinge mai oltre un certo limiti anche nei ricordi,  cerca sempre di toccare le corde giuste, come ad esempio quando parla della scuola di un tempo  con i i più bravi tutti avanti e i meno bravi, entranti nel girone,,,,progressivo dei “dimenticati”tutti in fondo, ma poi si sa che
certe classificazioni lasciano il tempo che trova, Buonvino e i suoi uomini ne sono la prova.

 

GIUSEPPE PREVITI


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