Il Blog di Giuseppe Previti

” I DELITTI DELLA SALINA”- di FRANCESCO ABATE- EINAUDI 06-11-2020

Le sigarai sanno a chi chiedere aiuto per le loro cause e cioè a Clara Maylin Simon, giornalistao e di famiglia  bene. E’ anche una bella ragazza, con gli occhi a mandorla, li ha
presi dalla madre cinese che era andata sposa al capitano, morendo nel partorirla. Il capitano era stato per disperso in guerra e lei era cresciuta dal potentissimo nonno che era
al…completo servizio della nipote.
Clara lavora a l’Unione dove però le fanno fare la correttrice di bozze ,intanto perché è donna ma anche perché certe verità “scomode” per i potenti della città da lei rivelate sul
giornale le sono costate la firma.
Succede che dei bambini, che per vivere  si dedicano a misteriosi traffici nella zona delle saline, scompaiono misteriosamente , e quando il cadavere di uno di loro viene ritr0vato
alle Saline, questo cancella ogni remora per Laura che possiede anche un certo talento investigativo, e con l’aiuto del suo amico e collega Ugo  e del tenente dei carabinieri Ro-
dolfo Saporito, giunto da poco in città e non insensibile al fascino della ragazza, comincia a occuparsi della faccenda.. Lei va avanti incurante di ogni pericolo nel difendere i diritti dei più deboli diritti dei più deboli, in questa Cagliari dove malvagità e protervia la fanno da padroni.

I delitti della Salina di Francesco Abate è un romanzo molto interessante con Abate,  giornalista oltre che scrittore ormai affermato, che entra in quel novero di autori che si stanno cimentando in una sorta di riscoperta del “noir mediterraneo” in chiave più propriamente italiana che  sta spaziando con varie storie dalla Sicilia alla Calabria, dalla
Campania alla Sardegna.Abate ci porta in una Cagliari di inizio Novecento con una trama ricca di personaggi,di fatti, di sensazioni, ma in primis la protagonista è  la Cagliari del 1905, raccontata nei suoi aspetti più esotici e inediti, dalle Saline ai grandi stabilimenti fino alla spiaggia del Poetto. mentre in città si va dal Teatro dell’Opera al Lazzeretto ,all’Ospedale San Giovanni di Dio.
La protagonista della nostra storia si chiama Clara Simon, una giovane molto bella, dall’aria esotica perché figlia di un capitano di nave disperso in guerra e di una donna cinese,
morta nel partorirla.Lei è stata allevata dal nonno, uno degli uomini più potenti della città, e non per niente lei lavora nel più importante quotidiano cittadino, L’Unione, dove l’al
tro è l’unica donna. Un po’perché questo ai suoi tempi era abbastanza inusuale e un po’perché lei aveva la tendenza di occuparsi di tutto ciò che di male facevano i notabili della
città si era trovata “retrocessa” a corretrice di bozze. Ma quando verrà a sapere della morte di due ragazzini,trovati annegati in mare, i c.d. “piciocus de crobi“, cioè degli orfanelli abbandonati, figli di prostitute, di gente di malaffare, di miserabili, e detti appunti “bambini dei cesti”, lei non si ferma alla prima impressione ” sono annegati”, ma vuol
capire cosa c’è dietro queste morti e chi li ha assassinati.
Altri co-protagonisti di questa storia un mondo pieno di miserabili, galeotti , di lavoratori sfruttati, di anarchici, di donne che non contano ,e di contro i nobili, i proprietari delle
manifatture, i politici, le autorità. Due popoli contrapposti, ma certo pet i deboli è infinitamente più dura, e ancor più per questi poveri bambini che pagano con la vita la loro in-
feriorità.
Cagliari vive della saline e della manifattura tabacchi, e naturalmente del porto dal notevole volume di affari e di traffici.Però il divario tra i ricchi e i potenti,tutta gente senza scrupoli pur di incrementare la loro rendita, e i poveri è sempre più profondo. Nei ceti inferiori miseria, malattire, fame la fanno da padroni ma qualcosa comincia a muoversi,c’è
voglia di alzare la testa, ci sono i primi sindacati, sullo sfondo gli anarchici, e il libro descrive bene questi fermenti, anche perché riesce sempre a mantenersi abbastanza…equi-
distante, il bene e il male sono insiti nel quotidiano, e non sono mai da una parte sola.
Ma non vi spaventate, I delitti della salina non è un trattato sociale, è una storia di vita di un secolo e più fa, e attraverso la chiave del giallo,ci dà anche un prezioso e interessante quadro di un’epoca, ma nel contempo ci “fotografa” i vari personaggi con i loro vizi e le loro virtu’, portando avanti una storia ricca di fatti e situazioni.
Francesco Abate è un giornalista  e di questo suo romanzo ne fa protagonista una giornalista, una donna meravigliosa ma molto ribelle,una new entry nel giallo italiano.
Personaggio originale,intanto è una “mezzo sangue”, figlia di una donna cinese che muore di parte, e di un capitano di marina scomparso in guerra senza lasciar traccia. Clara
verrà allevata dal nonno, il potente Ottavio Simon. Lui stravede per la nipote, tipo molto irrequieto, e che vorrà fare la giornalista. Lui cerca di dissuaderla ma lei è irremovibile,
entra al giornale, è un tipo molto deciso, non accetta compromessi, raccontando tutta la verità sulle malefatte dei nobili e dei padroni della città, e questo le costa il ritiro della
firma e il passaggio a semplice correttrice di bozze.Sembra più tranquilla ,ma la morte di quei poveri la riporta in prima linea con l’aiuto di un suo collega, innamorato da sempre di lei, e in compagnia del tenente dei carabinieri Rodolfo Saporito,innamorato cotto i lei. E quindi via a una indagine piena di ostacoli e di sospetti.
Un romanzo che coinvolge e per i fatti che procura e per le peripezie dei vari protagonisti e dei loro antagonisti, con gli occhi puntati su una società maschilista e chiusa in se stessa.
I delitti della salina ci fa innamorare di questa ragazza indomita, una ragazza che vuole raccontare delle storie ma anche risolverle. In lei quindi il gusto della cronista, ma anche della investigatrice. E per inciso, è presumibile che la rivedremo, lei vuole risolvere il mistero della sua vita,ovvero la sparizione del padre che non crede sia morto.
Un giallo “sociale” con le atmosfere del feuilleton.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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