Il Blog di Giuseppe Previti

” COME LA GRANDINE” DI GINO VIGNALI- SOLFERINO- 17-11-2020

Festa eccezionale al Grand Hotel di Rimini, dove si celebra il centenario della nascita di Federico Fellini. Ma poi tutto precipita perché un famoso produttore statunitense viene
trovato ucciso nella sua suite in maniera crudele e molto allusiva…., gli è stato tagliato il pene e infilato in bocca. Guida le indagini il capo della Mobile vice questore Costanza
Confalonieri Bonnet  che riesce a trovare subito la pista giusta, anche perché viene raggiunta da una telefonata di un suo grande ammiratore, un collega d’oltre oceano, che le passa la dritta giusta. Ma se la scomparsa violenta del grande cineasta ha fatto scalpore ancor più ne farà una serie di quattro morti avvenute in poco tempo, apparentemente incidentali, ma con il passar del tempo e il proseguire delle indagini appaiono sempre più sospette.Una barca salta in aria nel porto con marito e moglie a bordo, la sorella di lui
viene travolta in bicicletta,la figlia di lei muore di overdose….chiaramente procurata.
Anche all’interno della Squadra non tutto fila liscio, la stessa Costanza è incerta su come affrontare il futuro,il suo più fedele collaboratore è alle prese conn gli inizi di una brutta malattia, due agenti Emerson e Cecilia stanno per sposarsi. Tornando alla bella vice-questora  anche lei è un po’frastornata tra problemin di cuore, problemi di famiglia, pensieri
sul suo avvenire. Poi si ritroverà anche vittima di un attentato e abbastanza mal ridotta ma non è certo il tipo che demorde…..e come potrebbe visto che addirittura c’è di mezzo un certo Giulio Cesare….

Una storia senza un attimo di tregua, criminali nostrani a caccia di tesori molto antichi, il tutto con la partecipazione del grande…Fellini. Sullo sfondo la Rimini dell’altrettanto grande Federico Fellini.
Gino Vignali ci porta in un autunno  che risulta abbastanza movimentato per la squadra che la sua protagonista dirige, ovvero il vice-questore Costanza Confalonieri Bonnezt,
in un romanzo dal titolo Come la grandine. Una storia che parte dai trionfi di una gloria del cinema quale Federico Fellini e ci fa poi approdare ad un altro eroe di sempre eterna
gloria….addirittura Giulio Cesare.
In mezzo la nostra avvenente poliziotta che ,già alle prese con decisioni che deve prendere sul suo destino professionale e sentimentale, si trova protagonista in più casi, uno di
risonanza universale, l’altro storico-mondiale, ma in sostanza è difficile poter prevedere un qualcosa che non si sa come e quando avverrà né si può far nulla per prevenirlo.
Una indagine particolarmente difficile, non tanto quella del produttore “giustiziato”, quanto questa operazione legata a quattro morti apparentemente inesplicabili, ma il difficile è anche nel fatto che Costanza sente che a Rimini ha fatto il suo tempo e deve decidere cosa fare della sua vita, personale e professionale. Lei voleva lasciare Rimini dopo un anno, adesso n sono passati tre, e ora per la Bonnet, e forse anche per il padre putativo, Gino Vignali, è l’ora di dire basta.
Gli episodi si sono succeduti in tre precedenti romanzi ambientati in inverno, primavera e estate e ora con il suo proseguire siamo all’autunno dove con il cadere delle foglie tutto finisce ……
Il romanzo si apre alla grande con la descrizione di un evento eccezionale, si festeggia infatti al Grand Hotel la prima di quelle che saranno  le tante celebrazioni  per il centenario
della nascita di un riminese doc  come Federico Fellini e sono venuti a rendergli omaggio da tutto il mondo, comprese le più grandi star di Hollywood. Ma ecco che un produttore
americano di prima grandezza, Jack La Russa, viene trovato assassinato nella sua camera con un rituale macabro-erotico. In caso ovviamente fa scalpore in tutto il mondo e dagli
Stati Uniti un vecchio amico( o qualcosa di più) di Costanza, l’agente speciale Ricci si fa vico von lei e le passa delle dritte interessanti per risolvere il caso. Sono giorni intensi per la questura di Rimini e la squadra della Confalonieri Bonnet. Ovviamente trattandosi di romanzi seriali ormai i personaggi “abituali” sono ben noti,e oltre i componenti la squadra investigativa ci sono  l’anatomopatologa  Myrta Albanese e il questore Pagani ormai prossimo alla pensione e che avrebbe fatto ma meno di questa patata bollente.
Va detto che all’inizio della tetrologia Gino Vignali si era provato anche ad azzardare dei profili d’attori loro corrispondenti ma pensiamo che ormai la “creatività” ha dimostrato
di saper crescere da sé, i personaggi sono caratterizzati a dovere e brillano di luce propria.
Questa volta la storia ha un respiro più vasto, più internazionale, con la Hollywood del cinema e dei suoi orrori (il produttore assassinato assomiglia tanto a un personaggio reale che ha imperversato per anni), il Messico dei trafficanti di droga, il lusso sfrenato del golfo persiano, e addirittura un nostro grande progenitore, tale Giulio Cesare…..
Vignali ha legato le sue storie alle stagionj, questa conclusiva si svolge in autunno, stagione di solito calante con le foglie che cadono,ma l’autore è sempre abile non solo nel creare gli intrecci della crime-story ma anche nel farci sorridere, pur se forse in omaggio alla stagione il riso è anche amaro….
La nostra vice-questore è come sempre al centro di tutto,persino quando è ingessata impartisce ordini e risolve i vari problemi, però è un po’più riflessiva, non cercando ad esempio la facile popolarità della televisione ed è molto incerta sul suo futuro: Madre ? Figlia ? Nipote ? Relazioni sentimentali ? Poliziotta ?
Beh la pensiamo come i lettori, sarebbe un peccato non rivederla !

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

 


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