Il Blog di Giuseppe Previti

” VOCI NEL SILENZIO” DI BRUNO MORCHIO- GARZANTI 20-11-2020

Siamo in pieno lockdown, aprile 2020,quando Bacci Pagano,chiuso in casa come tutti, riceve una telefonata da Lara, figlia di un ex-brigatista Beppe Bortoli, che l’investigatore
aveva fatto scagionare anni prima dall’accusa di omicidio. E’ una telefonata che lo riporta indietro nel tempo, agli anni che ha trascorso in carcere quando era stato accusato
ingiustamente. Pagano quando era tornato in libertà aveva intrapreso la professione dell’investigatore privato ed ecco che aveva conosciuto e lavorato per Bortoli. Ora l’uomo è morto e ha lasciato alla ragazza una lettera in busta chiusa che lei non ha aperto secondo le istruzioni del padre che chiede a Pagano di avviare una nuova indagine.
E così lui si deve rituffare nel passato, ma le difficoltà sono tante, intanto perché non può uscire di casa, e allora si rivolge ai vecchi amici di sempre, poliziotti,giornalisti, medici,
addirittura una ex-guardia carceraria, e si confida anche con la sua nuova fiamma Giuliana,, che gli dispensa pillole di saggezza e lo sa anche tranquillizzare. Ma il ricordare il
passato con tutti i suoi miasmi gli riporta davanti la losca  figura di questo presunto rivoluzionario di cui Pagano ha sempre avuto scarsa considerazione, anzi con la convinzione
che facesse il doppio gioco. Bacci ripensa anche alla sua vita,al carcere, al soggiorno a Cuba con lo sbocciare di un grande amore, vedi caso Marina, poi divenuta la donna di Bortolo e la madre di Lara, la ragazza che lo ha cercato. Le ferite del passato lo rendono scettico e guardingo, ma principalmente gli lasciano il dilemma se tener tutto dentro di sé acuendo la propria sofferenza oltre che non dire la verità oppure tenere tutto dentro di sé e non  contribuire a destabilizzare la ragazza, mettendola inevitabilmente in crisi.

BRUNO MORCHIO , approfittando di quel clima di inevitabile interiorità e riflessione anche sul piano personale che inevitabilmente ha portato il “coprifuoco sanitario” decretato dal governo per combattere la pandemia scrivendo VOCI NEL SILENZIO, una storia che gli ha permesso di scavare  nell’animo del suo personaggio più amato, l’investigatore privato genovese Bacci Pagano, alternando passato e presente, per tracciarne un profilo,,  tanto lucido quanto senza sconti di un passato mai dimenticato della
storia del nostro Paese e anche delle conseguenze lasciate su chi quei giorni li ha vissuti senza riuscire a venirne fuori.
Siamo a Genova nell’aprile del 2020 quando una telefonata arriva a Bacci chiuso in casa come tutti. Per inciso lui è abituato a vivere da solo, a vivere in…quarantena, non per niente ha fatto cinque anni di carcere, e da innocente. Quindi si è ben adattato alle restrizioni sanitarie, legge,cucina, vede la tv, fa l’amore a…distanza con Giulia, la sua ultima
donna. Ma ecco che arriva a sconvolgere i suoi equilibri una telefonata, lo chiama una certa Lara, figlia di un suo vecchio cliente, l’ex-brigatista Giuseppe Bortoli,morto da pochi
giorni, Prima di morire ha consegnato una lettera alla figlia in busta chiusa, da non aprire e da inviare a Bacci Pagano. La ragazza gli annuncia questo e il giorno dopo la lettera
è nella cassetta postale dell’investigatore. Per lui aperta e letta la missiva è come tornare a un passato torbido e violento, ai tempi del terrorismo,, delle BR,  con attentati, violenze, rapimenti, doppiogiochisti, un passato che lui ha vissuto in prima persona nell’estate del 1998. La lettera lo incarica di indagare, a pagamento, sui giorni che precedettero la morte di Marina a marzo, a Nuoro malata di tumore., e che era stata legata per un certo tempo a Bortoli, dandogli appunto una figlia,Lara. Loro si erano conociuti
a Berlino ai tempi della caduta del Muro. Ma anche lei e Pagano si erano conosciuti qualche tempo prima a Cuba, era stato un grande amore, poi ognuno per la sua strada.
Ma ora che Baccè è costretto a scoprire…il coperchio ne esce un verminaio di fatti e personaggi torbidi e inaffidabili, molti gli assassini e gi opportunisti, insomma riaffiorano in lui tutti i dubbi del passato.
Veramente intenso questo nuovo romanzo di BRUNO MORCHIO, con al centro una indagine più retrospettiva e psicologica che d’azione, ma è una indagine che lo fa muovere con il cervello e con le idee portandolo a muoversi,in barba al lockdown, nel tempo e nello spazio.
Pagano ha ormai 66 anni, in parte è disilluso della vita, ma è anche abbastanza contento di quel che ha e delle sue idee, è rimasto un uomo di sinistra, è un grande cultore di Mozart e anche della buona cucina, ha una vespa amaranto. E’ rimasto segnato da cinque anni passati in carcere per una ingiusta condanna e poi anche dai rapporti burrascosi
con la moglie che per dieci anni non gli ha fatto vedere la figlia, con la quale ha comunque instaurato un buon rapporto. Poi c’è Marina e il loro breve amore a Cuba. Quindi  il
tormentato rapporto con Bortoli di Mara, da cui nascerà appunto questa Lara con cui ora Bacci dovrà rapportarsi. Parlando con lei gli è apparsa una ragazza piena di fiducia nella vita ma anche di fiducia nello stesso Pagano. E poi c’è Giulia, la sua ultima fiamma, che gli porta amore e saggi consigli.

MORCHIO    di professione ha fatto lo psicologo e in questo libro è lui stesso che è investiga sul suo protagonista, lo studia, lo viviseziona, lo segue passo passo in un’indagine certo “esterna”ma anche molto esercitata su se stesso,non per niente il romanzo è scritto in prima persona.
La storia è divisa in due parti, la prima si riferisce al giugno 1998, la seconda all’aprile 2020. Dapprima in seguito alla lettera inviatagli da un uomo che lui aveva sempre considerato un mediocre se non peggio e che comunque aveva fatto salvare. Poi Bacci chiuso in casa svolge le sue indagini via internet, al telefono,ricorre anche all’aiuto dei
suoi vecchi amici in polizia, nei giornali, nei penitenziari, nella sanità, ed è bello vedere questo personaggio, ormai di famiglia essendo alla sua quattordecesima avventura, ab-
bia tanti amici che si fanno in quattro per lui.
Il libro ha un sottotitolo che riassume un po’lo spirito di quest’opera ” DALLA QUARANTENA,BACCI PAGANO E GLI SPETTRI DEL PASSATO2, un romanzo quindi al passo
con i tempi, oggi si lavora molto in remove e ci si riunisce in teleconferenza.
Ma in sostanza è una indagine sulla parte più intima e personale del protagonista che alla fine deve decidere cosa fare del suo passato, cosa conservare dei tanti ricordi, e che peso dare loro,, il tutto in quel silenzio “assordante” che lo circonda.

GIUSEPPE PREVITI


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui