Il Blog di Giuseppe Previti

Dal Giallo di Sollicciano a vecchi casi irrisolti o anche risolti, in molti casi elemento comune la valigia !

Sta passando alla storia come il “Giallo di Sollicciano”, probabilmente non verrà ascritto al novero dei casi irrisolti. Come è noto nei terreni prospicenti il carcere di Sollic-
ciano a Firenze sono stati trovati nel giro di pochi giorni dei cadaveri fatti a pezzi e chiusi in alcune valigie. I corpi appartenevano a un uomo e una donna, uccisi e poi  squar-
tati con una sega circolare e infilati appunto in più valigie termiche che hanno permesso un certo mantenimento  dei corpi stessi. Immediatamente avviate le indagini dai
carabinieri sembra, al momento in cui sto scrivendo mancano le conferme ufficiali ma sembra che si sia sulla pista giusta per arrivare a una identificazione delle vittime.
Questo nuovo caso ha ovviamente suscitato molto interesse nell’opinione pubblica, giornali e televisioni vi hanno dato molto risalto, come sempre molti sono stati chiamati
a dare i loro pareri compreso il sottoscritto. lLsciando ovviamente lavorare chi per professione si occupa di questi tragici reati  in generale si puo’ ben dire che spesso la fantasia è incapace di generare mostri e fatti assai macabri come avviene nella realtà che spesso è ben più amara e tracotante di quella immaginata dagli autori.
Nel caso dei morti rinvenuti nei campi circostanti il carcere fiorentino ci sono molti elementi “classici” in un giallo, due persone uccise, corpi fatti a pezzi e nascosti in più valigie,
gettate poi a quanto pare dai viadotti  autostradali soprastanti la campagna, si pensa che siano stati gettati da un tir che percorreva la strada , e per lanciarli ci si è dovuti alzare
oltre le barriere.
A parte la diffic9ltà di un tale procedimento quel che da a pensare è che chi uccide si preoccupa di far sparire i corpi seppellendoli in modo che il corpo sia occultato per sempre,
famoso, ce lo raccontano molte storie vere o di fantasia, il metodo della mafia che  calcinava i corpi via via che veniva eretto un manufatto, Nel nostro caso  i resti si trovavano in
valigie termiche  che sono state lasciate all’aria aperta, quasi verrebbe da pensare che ci fosse una volontà di far ritrovare i corpi   e di lasciare un monito reale con quella che >
potrebbe essere una esecuzione vera e propria.
Come già accennato di fronte a questi fatti particolarmente crudeli e macabri si scatena immediatamente l’interesse della gente, ma possiamo dire che in tutti noi vi è sempre
un’attrazione per il macabro,per il violento, per l’horror, del resto fin dalla tenera età le nostre prime letture sono le fiabe, e alla fin fine i fratelli Grimm, Perrault etc,, sono >
drammatiche, tragiche, spaventose, e questo ci ha fatto crescere con un rapporto  un po’alterato tra il bene e il male, verso il quale finiamo per provare una certa forma di attrazione come è per tutte le cose che ci sono negate. E quindi una scoperta casuale di pezzi umani in valigie ha tutti gli ingredienti per interessare il popolo, sempore a caccia di sensazioni e emozioni. E alla fine si può pensare all’istinto del voyeur che vive del piacere di guardare più che da quello di trovare una soluzione. >In questo il lettore di gialli,
specie di quelli classici, è più portato ad osservare e poi mettersi in gioco per vedere se è più bravo dell’investigat0re di carta, a parità di indizi è una bella gara……
La nostra Regione anni fa passava un po’come un’isola felice nel campo della criminalità, impressione alquanto fallace ,  anche la Toscana ha avuto i suoi bravi delitti, è scorso
molto sangue, del resto la tradizione, brutta che sia , si perde nei secoli. E d ‘altra psrte la maledizione del Mostro è sempre gravata su Firenze, una maledizione vecchia di 35 anni anni, e secondo alcuni neanche oggi del tutto chiarita. Come è anche vero che Firenze, ma pure altre parti della Toscana registrano una serie di delitti irrisolti, ed ecco
perché il ritrovamento di quei macabri ha fatto scattare una sorta di allarme e un interessamento generale più che notevole. Ora se non altro  sembrano esistere degli elementi
che fanno supporre l’esatta portata del caso e quindi anche la possibile soluzione.
Sarebbe bello trasportare alla realtà dei casi la presenza dei nostri Bordelli e Arcieri, gli investigatori creati da Marco Vichi e Leonardo Gori, e vedere come se la caverebbero., anche perché i loro creatori non li hanno reso infallibili ,rendendoli quindi più credibili.
Infine un’ultima annotazione l’uso della valigia nei gialli e nella realtà.  Beh la valigia  ci ricorda molto il terrorismo, gli attentati, purtroppo sia nelle tragiche vicende della vita
e sia nelle realtà romanzate. Dal punto di vista dei romanzi legati a delitti la valigia non mi sembra che rientri tra i mezzi preferiti dagli autori, mentre nella vità reale molti i
cadaveri occultati per trasportarli e poi seppellirli.  Alcuni casi sono stati ripresi in televisione o al cinema, vi è il  drammatico caso di un serial killer dell’anteguerra che
uccideva le sue vittime e poi le nascondeva nelle valigie che fui condannato a morte. Poi vè un  film con Anita Caprioli protagonista che appunto parla di una donna che uccide
l’amante e poi ne fa sparire il corpo trasportandolo in una valigia per poi sotterrarlo.
Realtà e finzione,colpevoli a volte rintracciati(più facile nella fantasia..>)a volte no, segreti e sangue,  misteri e maledizioni, ma d’altra parte questa è la vita. !

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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