Il Blog di Giuseppe Previti

TENDENZE LETTERARIE: IL GIALLO FA PROVINCIA

Oggi vi è una tendenza letteraria che si fa sempre più  presente, ovvero si scrive molto della “provincia”.Leonardo Sciascia soleva dire “Tutto il mondo è provincia”, ma>
aggiungeva anche dipende dagli individui, si può essere provinciali o meno in rapporto  all’ambiente in cui viviamo, operiamo, pensiamo, ovvero sta a noi farlo da
provinciali. Per provincia si può intendere una data zona, un dato paesaggio, un dato contesto sociale-economico. Ci sono varie  provincie, quella “economica”, quella “gialla”,
quella dei “dialetti”, quella dei “luoghi di ritrovi”, quella delle “campagne”, quella delle “fabbriche”,Il mondo quasi in contrasto alla globalizzazione tende a cercare delle verità ed è più facile trovarle in ambienti più circoscritti, del resto la pandemia ha portato a diversificare le regioni, le province, i comuni, a renderle protagoniste.Ma provincia poi è un concetto molto esteso, capoluoghi di provincia sono Roma, Milano ovvero le più grandi città itsliane e non possiamo non enumerare tanti scrittori che le”cantano” queste province  e le “raccontano”. D’altra parte non occorre vivere e scriverne a New York, Berlino, Parigi, Roma per scrivere qualcosa di universale che interessi tutti. Non bisogna
essere al centro del mondo per rappresentarlo, anzi spesso è proprio dai piccoli centri che lo si può descrivere con più chiarezza e rappresentatività. Quello che  conta è che si
abbiano delle storie da raccontare, e tornando alla scrittura in Italia ci sono città da Roma a Milano, da Napoli a Firenze,,da Cagliari a Genova, da Catania a Catanzaro,
da Bologna a Rimini che qualcosa da raccontare  ce l’hanno. Il bello di questo momento è che il centro del mondo ,il centro delol’umanità, possono essere ovunque.
Di questa tendenza letteraria a riscoprire(ammesso che ci fosse qualcosa da scoprire) il passo più importante l’hanno fatti i gislli e i noir , anche se per dovere di informazione
bisogna ricordare la Maremma della  Ciabatti, la Versilia di Genovesi, la Piombino della  Avallone tanto per citare la Toscana ma altrettanti esempio potremmo farli per altre
Regioni.
La letteratura gialla parte da >Aosta con il commissario Schiavone di Antonio Manzini, va al Piemnto di Christian Frascella e>Gianni Farinetti, dall Venerto di Massimo Carlotto
al Trentino di Ilaria Tuti, dall’Emilia di Loriano Macchiavelli e Valerio Varesi alla Romagna di Gino Vignali, dalla Toscana di Marco Malvaldi, Marco Vichi e Leonardo Gori alla
Sardegna di Marcelo Fois, Pier Giorgio Pulixi e Francesco Abate, dalla Liguria di Bruno Morchio alla Lombardia di Andrea Vitali, dalla Calabria di Fausto Vitaliano alla Sicilia
di Savatteri, della Cassar Scalia, dalla Campania di Maurizio De Giovanni alla >>Roma di De Cataldo sino alla Sicilia della immaginaria Vigata di Andrea Camilleri.
Scrittori che a volte anche materialmente non si sono mosse dalle loro località, o che se anche trasferiti altrove, l’anno scelte come luogo ideale per le loro storie, in parte perchè
molti hanno voluto raccontare storie di luoghi che conoscevano, in parte perché, e qui ci vengono in  soccorso anche esempi di valore universale, vedi la Miss Marple di Agatha
C hristie,,dal piccolo si puo’ costruire un qualcosa che a spirale si riflette sul grande.
In Italia molto importante è che dall’inizio degli anni duemila a seguire  sono stati rivalutati in alcuni e lanciati in altri gli autori italiani. così ad esempio la Vigatta di Camilelri
ha acquistato la stessa valenza e notorietà dell’ufficio di Maigret al Quai des Orfeves.. Camilleri ha anche creato una sorta di linguaggio,il vigatese, ma nel contempo il lettore
si è riabituato  a leggere l’italiano, che è anche fatto di dialetto, di vernacolo, di lingua viva e parlata tutti i giorni al di là degli scontati bla-bls televisivi.
Come il giallo ha avuto il grande merito di scoprire e interpretare la storia, al di là dei tanti silenzi ufficiali,, così la provincia è diventata simbolo di linguaggio, di azione, di vita
e d’altra parte, senza forzare il concetto,si può ben dire che la provincia può rappresentare il mondo, più di quanto lo possa fare la gran Ebbene ce ne sono tantidsimide metropoli.
Nè va sottovalutato il vasto fenomeno dei giallisti “minori”, minori perché magari non hanno avuto la fortuna di trovare l’editore giusto o perché si sono accontentati di pubblicare senza cercare e ricercare l’occasione che  da la grande visibilità. Ebbene ce ne sono tantissimi, molti più che bravi, e proprio dai lor0 racconti viene fuori l’Italia dei
marescialli, delle perpetue, dei preti, dei farmacisti, dei Circolini, dei fornai, dei barbkieri, degli insegnanti, delle casalinghe, dei bottegai, un mondo vivo, palpitante perché
è il nostro mondo di tutti i giorni, James Bond è bello e fa sognare, ma anche la realtà quotidiana è bella e fa sognare.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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