Il Blog di Giuseppe Previti

” STORIA DEL GIALLO ITALIANO” di LUCA CROVI- MARSILIO-29.12.2020

La letteratura di genere o “crime-fiction” in Italia non ha mai subito cali di popolarità,il pubblico dei lettori l’ha sempre apprezzata e ricercata. Ora Luca Crovi l’affronta da
punto di vista storico, indicandolo come un segnale  di paure,incubi, ogni, aspirazionin dell’intera nazione.E così partendo dal Novecento e arrivando  agli anni più vicini a noi
,passando dalla Milano di De Angelis, Scerbanenco, Olivieri alla Roma di De Cataldo e Costantini sino ai grandi successi degli ultimi venti anni di Camilleri, De Giovanni, Manzini,De Cataldo, Lucarelli, Carlotto, ai legal-thriller di Carofiglio, ai successi fiorentini di Vichi e Gori, alla Toscana venata di humour di Malvaldi e Recami, all’Emilia
di Macchiavelli e Varesi,ai thriller di Faletti e Carrisi.
Un excursus notevole di grandi successi, proponendo autori più o meno nori, e che comunque hanno lasciato un segno nel panorama italiano e internazionale.Crovi  ricostruisc  ambientazioni e schemi narrativi, indicando le differenze e le analogie tra personaggi e trame. Davanti a un percorso narrativo che riguarda anche i lettori svolge una indagine
sul momento del giallo, sulla paura dell’ignoto che però non ferma il gradimento dei lettori che confermano che il giallo è il genere letterario più amato

Sul finire degli anni trenta un importante scrittore come Augusto De Angelis rivendicava con forza la dignità del genere letterario “Giallo”e anche il diritto di avere un romanzo
poliziesco “italiano”,. Si obbiettava che da noi mancavano detectives e gangsters, sarà, ma da noi ci sono sicuramente i delitti: Nulla è  più aggressivo e preoccupante della morte
e di quanto comporta, con . ‘eterno duello tra il bene e il male, la caccia all’assassino, la polizia all’opera.E il romanzo poliziesco si occupa di tutto questo, con il lettore che si appassiona al caso e….partecipa anche lui, per dirla con un termine di oggi in “modo virtuale”,alla caccia al colpevole.Non è stato facile farlo accettare, non era educativo, era letteratura di serie B. Addirittura si diceva che la criminalità in Italia non era fatta di “mostri” o di “geni”, ma era di naztura addirittura casereccia.
E invece quell’Italia provinciale che un critico dello spessore di Alberto Savinio non riteneva meritevole di avere dei propri romanzi giaklli oggi è raccontata non solo da autori
italiani ma anche stranieri, E si diceva anche che si doveva prendere esempio dalla realtà, rifarsi alla lotta tra legalità e crimine,. descrivere la contesa tra giustizia e crimine.
E proprio raccontando il Paese e le sue storie, quelle brutte comprese,gli autori hanno fatto del Giallo in Italia un genere che ha permesso di mostrare pregi e difetti dell’Italia
intera. Se ne sono narrati usi, costumi e mal costumi, si sono raccontate verità anche scomode, si sono creati investigatori diventati beniamini dei lettori, si è testimoniato quanto di male è avvenuto. E gli scrittori sono riusciti a far conoscere al loro pubblico di lettori il loro approccio non solo alla narrativa ma all’uso che volevano fare dei fatti che raccontavano, alle veriyà che svelavano. E così in questa Storia del Giallo Italiano di Luca Crovi, lo  stesso parte da autori dell’800 Francesco Mastriani e  Andreaq De Marchi,autori di due storie  ( “Il mio cadavere” e “Il cappello a tre punte”)ambientate a Napoli, in pieno Ottocento. Proprio Napoli e Milano, le due città più illuministe e avanzate d’Italia  e all’avanguardia nella scrittura e in tutto quello che vi gira intorno e che serve a farlo sviluppare.
Ma in generale in tutto il Paese gli scrittori si sono sempre più impegnati nel descriverne misteri e segreti, dai romanzi d’appendice ai feuilleton, per passare poi ai noir, ai crime,
ai thriller, alle spy story, alle detectives st0ry, all’hard boiled, al giallo storico, al true crime, al legal thriller e così via.. E altrettanti protagonisti, investigatori privati, commissari, poliziotti,  marescialli dei carabinieri, spazzini,, detectives, barboni, ex-medici, uomini senza regole si sono ritrovati a percorrere le vie dell legalità e della criminalità.
Un riferimento importante viene fatto a tutti colori che si sono battuti per il successo del giallo e alcuni anche in tempi difficili, perché il “genere” e gli autori si affermassero,
editori, editor, critici letterari. Importante è stato anche il passaparola dei lettori, l’opera dei librai, i frequentatori di biblioteche. associazioni di volontariato culturale,
in seguito anche le trasmissioni televisive e i blogghisti.
Nel libro si mette in evidenza il processo di solidarietà tra gli stessi autori che hanno costituito una sorta di “grande manifesto del thriller italiano”, formato dai singoli libri.
E nelle trame dei libri un merito lo si è raggiunto in quanto le varie storie di delitti e rapine, ma anche di intrighi internazionali, attentati, colpi ai danni dello Stato, truffe, tradimenti etc.Il tutto raccontato sempre con la volontà di narrare sempre i fatti come erano realmente avvenuti.
Viene anche ricordato che “giallo”deriva dal colore delle copertine Mondadori e che poi ha finito di riguardare tutto un settore che comprende anche cinema, fiction televisive, teatro ,radio,fumetti.<
Importante dato nella storia del Giallo in Italia l’aver indicate le varie pubblicazioni succedutesi nei tempi che riportano tutto il cammino percorso da questa forma letteraria
, spesso ricordando anche l’opera importante della piccola editoria.  Fortunatamente anche la carta…..stampata è tornata ad occuparsi nelle rubriche culturale e nei supplementi
letterari. E poi c’è un gran lavoro su Internet con blog ormai famosi.
Un quadro completo delle varie facce del giallo è  quello che si è tentato di fare, perché si rileva che oggi non può esistere una definizione univoca di giallo o di noir. Piuttosto si
potrebbe parlare di “storie che appassionano”.Ma non è che nei tempi andati le cose fossero molto diverse, qualcosa di…noir o di giallo lo si può trovare nella Bibbia, nella Divina
Commedia, nei Promessi Sposi, Poe parlò di “noir storico”.
Ma l’ambizione di Luca Crovi  è quella di aver scritto non tanto un saggio specifico sul giallo italiano, quanto la volontà di dare una serie di suggerimenti su certi libri da andare a leggere o rileggere, a scoprire o riscoprire.
Tornando all’origine del giallo in Italia, probabilmente la spinta  parte dal desiderio di raccontare quanto di vizioso e malvaguio9 c’è nelle nostre grandi città, ed ecco all’opera i
Mastriani, le Invernizio, le Serao, De Roberto, Svevo, De Marchi, ma c’è anche l’impronta e l’esempio dei grandi autori d’Oltralpe, i vari Sue, Dumas, Hugo,Zola.
In questa Storia del Giallo In Italia si parte dal precedente lavoro di Crovi “Tutti i colori del giallo”   e si arriva  all’ultimo Camilleri,Riccardino. Ma già nell’Ottocento uscirono dei gialli che erano dei seriali,  vedi Giulio Piccini, in arte Jarro, che aveva creato mil commissario Lucertolo, il primo eroe seriale del giallo italiano.
Il vero ispiratore del giallo nostrano potrebbe essere stato Jules Maigret, subito affermatosi a livello universale, molti autori presero da lui, in Italia D’Errico creò un commissario
sul suo modello, di nome Richard, che operava infatti a Parigi.
Superati i divieti del fascismo i gialli tornarono a circolare in Italia, intanto esplodevano i fenomeni Gadda e Sciascia cioè due grandi scrittori che servirono a rafforzare la corrente…pro-giallo.Ma tanti ormai si  sino fatti consapevoli dell’importanza sociale e storica di un tipo di narrativa  che tocca il tema della giustizia, e così via via altri scrittorI da Chiara a Fruttero e Lucentini a Malvaldi a Vitali approdarono al giallo.
Una curiosità, Sciascia diceva che il giallo italiano non era necessario che avesse una soluzione ,  accadeva infatti spesso da noi che una indagine su un omicidio finisse in un
“pasticciaccio”, e infatti il sommo Gadda così intitolò il suo Giallo senza  soluzione.
In conclusione ” la letteratura di genere non distrae il lettore dalla realtà ma anzi lo aiuta a guardarla con altri occhi”.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui