Il Blog di Giuseppe Previti

” CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI” di VALERIE PERRIN- EDIZIONI e/o- 2.01.2020

Violette Toussaint la conosciamo prima come guardiana di un passaggio a livello, poi di un cimitero. Ma la sua storia è…infinita, una infanzia assai difficile, una giovinezza
che la vede lavorare in un locale dove incontra Philippe Toussaint, bello e aitante, gran donnaiolo, grande amatore, tra loro è passione divampante e così si sposano. Ma è
l’uomo sbagliato, o- chissà- forse è soltanto uno inadatto a una vita in comune, hanno fatto una figlia ma è Violette che pensa a tutto e a tutti. Comincerà per lei un periodo
ancora più pesante, la sua vita è svuotata, non ha più interesse a vivere, si sta lasciando andare. Ma dietro questa apparenza di rassegnazione si cela una presenza forte, un
giorno decide che deve reagire, si riprende la sua vita, cambia lavoro e pur tra tante difficoltà torna a vivere.
Violette è una donna di grande personalità che riesce a sopravvivere e poi a “vivere”,in una storia ricca di misteri e di sorprese. Dunque, chiamata a lavorare nel cimitero di un
paesino, vede e conosce tante persone che si fermano a parlare con lei, che è una donna solare che si trova bene con tutti, ha sempre la parola giusta, offre ai suoi ospiti un caffè caldo e prova a ridare vita e fiducia a chi ha appena perso un suo caro o viene là al cimitero per ricordarlo.
Un giorno passerà di là un giovane di Marsiglia, è un poliziotto, è venuto la con una singolare richiesta, la madre, morta da poco, vuole essere sepolta in quel paesino nella tomba di un signore che è sepolto in quel cimitero.
Tutta la storia prende ora un’altra piega, tra ricordi, intrecci, legami, a volte sconosciuti, tra vivi e morti,e anche con la scoperta che tanti poi non erano cattivi come venivano
dipinti..,.

Tra i personaggi assurti a grande gloria nei mesi della prima ondata di pandemia c’è sicuramente Violette la protagonista di Cambiare l’acqua ai fiori , secondo libro di Valerie
Perrin. 
La cosa curiosa è che in questo libro si parla di cimiteri e quindi di morti,ma il segreto sta forse nella semplicità con cui la  Perrin  ci racconta questa storis, che non è una
storia di dolore o di disperazione. Violette parla con tutti, vivi, morti, animali, cose, ombre, Dio stesso, in un certo senso riesce a far sì che tutti e tutto appartengano al mondo dei
vivi.
In questi momenti in cui la realtà ci ha spesso angosciato e impaurito l’autrice con la sua Violette è riuscita nel miracolo di far sì che i vivi di quel piccolo centro della Francia tro-
vino sostegno e pace nel dialogo con i defunti come se il mondo del passato riuscisse a farci  “Vivere il presente”.
Violette è reduce da periodi pesanti e dolorosi, una infanzia difficile, un marito scansafatiche e infedele, una figlioletta che muore in un incendio quando è in vacanza. Ora ha
trovato questo lavoro in un cimitero, non sono tutte rose e fiori,, vedi i ragazzi del paese che di notte lanciano sassi contro le sue finestre per spaventarla dopo che lei li ha cac-
ciati dal cimitero. Ma lei trova sostegno e simpatia nell’ex-guardiano che sta per andare in pensione. Lui le insegnerà come tenere i rapporti con la gente, e ancor più l’arte del
giardinaggio, della cura dell’ambiente, dell’amore verso gli animali. Le sarà facile prendere il suo posto. e piano piano riuscirà a curare le sue ferite, curandosi di quelle persone
che ormai sono solo nomi e ceri, ma le riesce di tenerli sempre “vivi”in un continuo succedersi di fatti,incontri, omelie,ricordi,discorsi.  E lei è sempre attenta a questi che lei chiama i “nuovi residenti”. Si informa, cerca di sapere chi sono, che vita hanno condotto, con le loro gioie,le loro delusioni, i loro rimorsi, a volte più letali della malattia che li ha portati lì.
Violette si sente sempre più “legata” al mondo che la circonda, sa ascoltare e capire le ragioni degli altri, perfino di suo marito che l’ha sfruttata e abbandonata.E la sua presenza sarà salvificatrice, perché donna in apparenza insignificante, trascurata da tanti, in primis quelli che  le erano o dovevano esserle vicini, ha una grande dote, quella di sapersi occupare e anche accudire a piccole cose, come “cambiare l’acqua dei fiori”, piantare i pomodori, prendersi cura  dei tanti animali che le riempiono la giornata e le danno il loro
affetto.
Un romanzo dove si parla di tutto e dove c’è tutto.  sicuramente un romanzo che ci fa sentire la poesia, la melodia della vita umana, basta saperla cogliere. Certamente è un libro
sulla morte, se ne parla spesso, ma ci fa capire che non va presa solo come dolore e sofferenza,ma anche  come ricordo, nostalgia e anche voglia di rapportarsi con chi non c’è più.
la stessa nostra protagonista non teme la morte e così può affrontare meglio la vita.
Nel romanzo abbiamo un continuo intrecciarsi di personaggi, ora vivi,ora morti che però spesso tornano….vivi nel ricordo di chi è timasto.>
Cambiare l’acqua dei fiori è un libro singolare,, qualcuno si è spinto a dire “il più bel libro del mondo”. Beh, le classifiche sono sempre soggettive, ma certamente è un romanzo dove si celebra la memoria,ma si celebrano anche i sentimenti, spesso si ha paura di manifestarli, qui Valerie Perrin ce li profonde a piene mani. Un  romanzo  “Strano” a inizia-
re dal personaggio della protagonista, Toussaint, che in  Francia significa il “gionro dei morti”. Lei per essere una donna ha svolto attività singolari, prima addetta a un passaglio a livello, poi la “guardiana del cimitero”. Poi tanti fatti, tanti eventi, tante persone incontrate nella sua vita, e ce ne sono anche di persone strane, un suo collega si fa chiamare Elvis Presley,  gli animali di casa portano invece nomi presi dalle hit parade. Ed ecco Violette ascoltare, ridere o piangere con i parenti, se le fanno visita offre loro da bere, ptiene il diario delle cerimonie funebri, annota tutti i discorsi di commiato, segue insomma che tutti siano a loro agio. Lei è un’orfana, non sapeva neppure leggere e scrivere, ma con molta volontà e determinazione si è “fatta da se”, ha preso un romanzo come riferimento fisso nella sua esistenza, “Le regole della casa del sidro” di John Irving.
Certo ci vede qualcosa che  principalmente è un atto di amore. come “cambiare l’acqua dei fiori”. Un  libro che procede spesso a flash-back, a volte quasi un romanzo di investigazione, al centro la morte della piccola Leontine e le conseguenti indagini ufficiale e dei genitori, forse è l’unica occasione in cui pur con i loro limiti di incomunicabilità che si sentono veramente “tali”, ma l’amara constatazione che  a volte la verità è forse meglio non saperla. Tante storie d’amore si…rincorrono lungo questo libro, alcune addirit-
tura vivisezionate quasi alla…moviola, storie ora belle ora disperate, tutto all’insegna comunque di un romanzo meravigliosamente “corale”, che riesce a farci appassionare a
questi personaggi.
Ma ci sono anche i toni del grande noir, con questa indagine parallela di Violette e Philippe. un padre un po’carogna ma che alla fina cerca di riscattarsi, e una madre che nel sus-
seguirsi dei suoi comportamenti forse meriterebbe un po’di pace… e non si stenta a creder che tutti i lettori alla  fine abbiano tifato per un certo finale….
Una grande tragedia, ma anche il grande bisogno alla fine di sentirsi dire che è bene vivere sperando che  qualcosa di bello possa avvenire…..

 

GIUSEPPE PREVITI


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