Il Blog di Giuseppe Previti

” IL METODO DEL DOTTOR FONSECA” DI ANDREA VITALI- EINAUDI 12.01.2021

Messo in punizione per aver ferito un passante durante una retata, un ispettore per qualche mese dovrà svolgere lavoro di ufficio e quindi si deve occupare di scartoffie.
Ma un giorno il grande Capo lo chiama e lo invia in un villaggio di alta montagna dove è avvenuto in omicidio, anche se il caso viene dato per risolto.La vittima è una gio-
vane donna che viveva con il fratello,un immaturo, che ora è fuggito e si ritiene sia lui l’assassino. Facile anche troppo, si può dire,ma tant’è, il nostro ispettore deve recarsi
sul posto, verificare e chiudere il caso.
Arriva lassù e trova un posto suggestivo ma inquietante, bello ma con un non so ché di violento, anche la luve ha riflessi oscuri,. in più in una zona che a definirla basta il nome
” la terra morta”. Vi si trova un centro specializzato in interventi “disperati”, insomma tutto nell’aria è molto inquietante, e allora anche il caso della ragazza uccisa può essere visto sotto altre prospettive, e allora siamo proprio sicuri che la soluzione prospettata è quella giusta ?
L’investigatore vede che non sarà facile capire cosa è successo e con chi ha a che fare, intanto nella pensione dove è alloggiato vari personaggi del posto, personaggi a dir poco singolari. Ma anche tutta la storia si prospetta a dir poco singolare e lo stesso capo dell’Agenzia autorizza il nostro a….vederci più chiaro…..

Spatz è uno dei classici posti di dimenticati da Dio ez dagli uomini, dove non accade mai nulla, è un piccolo borgo sperduto tra le montagne, e gli abitanti risentono un po’di questo clima generale, tutti abbastanza “oscuri” e poco socievoli,. Ma quasi a dimostrare che Dio c’è e gli uomini pure….capita questo delitto e allora potete vedere cosa accade in questo romanzo noir scritto da Andrea Vitali, Il metodo del dottor Fonseca.
Un ispettore- non meglio identificato.-capita in questo paese, dove persone “sinistre”, cime scure quanto il buio che le circonda o forse di più. E poi la telepatia.  dei sogni divina-
tori, un cimitero dove si fanno anche le autopsie, e anche una clinica dove si va per….rinunciare alla vita.L’ispettore è stato mandato per risolvere o meglio “notificare” che una
ragazza è stata uccisa dal fratello, un minorato psichico che si è dato alla fuga.
La storia si rivela di difficile interpretazione, con personaggi fuori delle righe, o telepatici, con loschi trafficanti d’organi, con le autorità  dEel pese  corrotte e quindi pericolose.
L’ispettore lo abbiamo conosciuto in città in vesti dismesse,, vive nella piena sporcizia, è disordinato , trasandato, disilluso della vita, depresso.Ma un giorno il Capo, il famoso
,,,,,Maiale(un nome che è tutto un programma)lo convoca, lo solleva dal poco gradito compito di passacarte e lo spedisce tra i monti. Lui pensa subito che è “un incarico di merda” quando si rende  che è finito in una “terra morta dove allignano strani individui che sembrano tutti coalizzati verso il nuovo venuto. Ma il nostro non è uno sprovveduto
come sembra, trova un amico in un certo Ermini, che ha accompagnato li il fratello per ricoverarlo nella clinica e farlo guarire da una malattia al cervello, detta “Becco…”
Una narrazione aspra, che sfuma un  po’sull’horror, un po’ sulla suspense, un po’sul giallo, il tutto raccontato sempre in prima persona dal nostro poliziotto. IL protagonista correrà i suoi rischi, ovviamente non ve li diciamo, ma sembra proprio di essere capitati nella valle del male assoluto, che qui è impersonato da quel Dottor Fonseca di cui al
titolo, e l’ispettore rischierà di rimanerne vittima lui stesso.
Romanzo fortemente allegorico, addirittura tra i co-protagonisti ci sono due maiali, uno che stava sempre nel suo ufficio dove chiamava i sottoposti per dare loro ordini, l’altro
invece viveva nella porcilaia della casa del delitto, dove era una specie di guardiano. L’ispettore si sobbarca 300 chilometri, arriva a 1700 metri di altitudine, in un posto che sembra delimitare la fine del mondo, poi c’pè la terra dei morti con la clinica degli orrori dove vengono curati solo i casi estremi, quelli senza speranza.
L’ispettore arriva lassù a caso praticamente risolto. una giovane donna è stata uccisa a bastonate e si ritiene che l’abbia fatto il fratello. che poi si è dato alla fuga. Sembrerebbe tutto facile, ma gli servirà l’incontro con l’altro ospite della pensione, quello Ermini che attende dalla clinica un responso sul fratello,e che con i suoi sogni mette l’ispettore sulla
strada giusta, arrivando a risolvere un caso che il “paese”non vuole assolutamente risolto.
Un romanzo  alla Durenmatt questo di Vitali, una storia con pochi nomi,, di solito i personaggi vengono indicayi riferendosi alla loro professione, il professore, il postino, il
pensionante, lo stesso protagonista, l'”ispettore” di cui non si dice mai il nome. Ha un nome invece quello che diverrà suo amico,  L’Ermini, ma è un personaggio fuori del coro,
è l’unico che crede all’ispettore, è anche quello che con i suoi sogni o incubi mette il poliziotto sulla strada giusta, rivelando di quel maiale da guardia ucciso per imepodigli di difendere la sua padrona, e lui questo sogno lo ha fatto due volte evidenziando cosa è successo sulla scena del delitto.
Un quadro volutamente nero quello che ci trasmette Vitali, un paese fuori del mondo, che si avvicina appunto a essere…..Terra dei Morti. Una società chiusa e diffidente dove si
talmente disabituati all’uso della parola che si comunica per telepatia, cosa che del resto fanno i die fratelli.
Romanzo giallo,anche gotico, con echi del fantastico, Vitali lo aveva pubblicato nel 2009 come romanzo a puntate, con un titolo tutto sommato già indicativo “Il Maiale”, ed 0ra
rivisto e ricostruito dal nostro autore. E nel titolo si materializza quell’ambiguo e diabolico Dottor Fonseca, appunto il secondo (o primo….)protagonista indicato cpon nome.
Solitamente Andrea Vitali è uno scrittore ironico, fondamentalmente serio ma anche capace di divertire. Qui invece ha costruito un meccanismo perfetto tra l’horror, il giallo,
il noir, evidenziando la solitudine dei personaggi e dell’ambiente che li circonda. Qui potremmo tentare un parallelo con un altro investigatore di “montagna”, lo Schiavone di
Manzini, anche se qui è tutto infinatamente più macabro, più duro, più malsano, tanto da predisporre chiunque al male.
Anche in questo libro i co-protagonisti sono fortemente delineati, scolpiti in una loro agghiacciante durezza, nella loro finta accondiscenza verso il forestiero venuto su a rompere le uova nel paniere.
Tutto scritto in prima persona, capitoli sempre brevi, una montagna non certo alla Thomas Mann, qui di incantato c’è poco, non si ricorre alla voglia di sorprendere, tutto invece
deve essere…secco, diremmo ridotto all’osso, in attesa di un finale abbastanza a sorpresa. Quello che alla fine si rivelerà all’ispettore è il male assoluto ed in questo è la sostanza
del racconto, un viaggio nel male, che segnerà per il protagonista principale il cadere di ogni illusione e il fuggire da quella che era stata la sua vita. Ma ora che ha visto in faccia il
male,l’orrore, la paura, la morte, va via, fugge e certo non gli possiamo dar torto.
La vita ha tanti risvolti, qui si è toccato un caso limite che però dimostra che si deve tener conto anche di quanto appare inverosimile e che ci lascerà stravolti e incapaci  di opporvisi. Un viaggio quindi quello che ci fa compiere l’autore all’interno delle debolezze umane, ma ,attenzione, non è tutto simbolico e onirico, Vitali è un ottimo giallista
e si diverte e ci diverte  a creare un meccanismo ad hoc per una storia “gialla” e molto aderente alla realtà,

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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