Il Blog di Giuseppe Previti

” CHE COSA SA MINOSSE- Storia di fantasmi e gente strana- ” di FRANCESCO GUCCINI LORIANO MACCHIAVELLI- GIUNTI ED.RE 20-01.2021

Maurizio e Marta vanno a fare una gita fuori città, si arrampicano per i monti ed ecco che improvvisamente dopo un tornante scorgono una quercia maestosa e una antica
casa in pietra che sembra li attenda….
Maurizio Bortoli , un affermato scrittore,pur se qualche dubbio sulle case isolate nei boschi ce l’avrebbe, ma il grande entusiasmo e la volontà della moglie hanno la meglio e
l’affare si farà. Eccoli andare a vivere tra gli Appennini,il paese è poco lontano,ma questo per loro è un optional, non cercano amicizie, lui vuole scrivere in santa pace e il
posto gli pare ideale.Presto però scoprono che in casa non sono….soli,  dalla cantina, che i “locali” chiamano “l’inferno” sbuca un grosso gatto che sembra il vero padrone di
casa, con il suo pelo nerissimo verrà chiamato Minosse.
Ma ben presto questo idillio con la natura e con la cassa subisce un brusco arresto, ombre, fruscii, rumori,sbattiti di porte, luci che vanno e vengono, scalpiccii, perfino Minosse
sembra impazzire….

Maurizio e Marta evadono dal trambusto cittadino salendo per i monti cercano una trattoria e poi progettano di compiere una bella escursione tra i colori e le atmosfere della
montagna. Improvvisamente sono colpiti dalla vista di una quercia secolare e di una antica casa di pietra con una torre, sembra tutto abbandonato, c’è un cartelli “In vendita”.Per i due, specie per Marta, è una gioiosa scoperta, lei se ne innamora e finiscono per comprarla, la fanno restaurare in breve tempo e vi si trasferiscono.
Marta si dedica al giardino e alla natura, Maurizio, che è un famoso scrittore, si dedica alla stesura di un nuovo romanzo. Presto si unisce a loro, e a Isolina, la donna di servi-
zio,Minosse, un gattone nerissimo, sbucato dalle scale e che si muove c0me se fosse il vero padrone della casa.
Ma ben presto questo soggiorno  si rivela molto meno idilliaco del previsto. Rumori notturni, luci che si muovono ai margini del bosco,strani cigolii,, rovinano ben presto le loro
notti, anche il gatto soffia e ronfa come se avvertisse qualcuno che si muove nel buio.
Maurizio comincia a nutrire qualche dubbio sulla natura di questi eventi e scende in Paese, dove parlerà con varie persone, dal Professore depositario di tutti i segreti della piccola comunità al medico condotto, dal prete al maresciallo dei carabinieri, e piano piano la verità…ben più terrena, verrà a galla.
Con Che cosa sa Minosse Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli ci regalano come recita il sottotitolo una Storia di fantasmi e gente strana, perfetta per interessare e divertire il lettore.Siamo nell’Appennino tosco-emiliano tanto caro ai nostri autori con tutto il suo patrimonio di storie,leggende, memorie, superstizioni, personaggi.
Per i due venuti dalla città sembrerebbe il raggiungimento della pace dei sensi, aria buona, paesaggi infiniti,massima tranquillità.
Elementi importanti in questa oasi di silenzio, la casa, il bosco,il gatto, un gatto nero, sempre in movimento,con un non so che di—-Luciferino.
Ed accanto a questi co-protagonisti “virtuali” ecco poi il gruppo delle persone con cui Maurizio e Marta interloquiscono. Ma il rapporto con queste persone che abitano in paese il rapporto non sarà semplice, abitudini e costumi sono  troppo diversi tra “gente di montagna” e “gente di città”, ma….c’è un ma ! Anche in questa storia si vede che il male è ormai….globalizzato, qui si predica bene ma si razzola male….già ormai questo lo troviamo dappertutto.
Un romanzo breve o racconto lungo strutturato con molta agilità e piacevolezza, pur se poi una vera morale i nostri autori la vogliono tracciare, lascisndo però all’immagine e alla fantasia del lettore di trarre le proprie conclusioni.
Ma essenzialmente questa storia è un ennesimo atto di amore di Guccini e Macchiavelli pèr il loro Appennino, infarcendolo di fantasmi e di montanari dal cervello fino.
Se vogliamo non c’è una conclusione vera e propria e forse non la si vuole nemmeno dare, quel che conta è riaffermare la natura “misteriosa e inafferrabile” di queste montagne.

 

GIUSEPPE PREVITI


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