Il Blog di Giuseppe Previti

” I VEDOVI” di PIERRE BOILEAU THOMAS NARCEJAC – SELLERIO 26.01.2021

Questo è un romanzo sulle ossessioni, in particolare quelle dovute alla gelosia. Infatti il protagonista, Serge, soffre di una gelosia morbosa verso la moglie. Si tratta di un giovane
aspirante scrittore che per vivere fa l’attore ma tutto senza convinzione,perso com’è a controllare i movimenti della moglie e i suoi presunti tradimenti. Mathilde è una bella donna, giovane, fa la modella con un certo successo. avendo in ambienti abbastanza disinibiti dove è facile farsi prendere dai dubbi e dalle fantasie morbose, arrivando addirittura il sempre torvo Serge ad assumere un detective perché  segua la moglie e scopra chi è l’amante. Siamo in un mondo un po’fasullo, cinema,televisione,, premi letterari,
moda, in cui la gelosia di quest’uomo diventa sempre più frustrante e accecante, sì da spingerlo a gesti sempre più estremi.

PIERRE BOILEAU e THOMAS NARCEJAC   da molti considerati più che scrittori di gialli dei costruttori di thriller. di misteri, di enigmi tutti basati sulla fissazione paranoica e
devastante di personaggi che però non si capisce se si tratta di una realtà effettiva o del delirio di una mente malata.Stati che però possono portare alle conseguenzez più estreme
sino alle conclusioni più tragiche.Ne I VEDOVI, scritto nel 197o e poi ripresentato in Italia da Sellerio c’è una frase rivelatrice ” Nel romanzo conosci le persone  senza vederle,nei
film le vedi senza conoscerle”Le pronuncia uno dei personaggi di questo romanzo scritto da due maestri del Noir ma anche ben capaci di affrontare questo argomento visto che
molte delle loro opere sono state trasportate con grande successo sul grande schermo.
Il presente romanzo è scritto in prima persona, è Serge che si racconta alternando stati di lucidità a stati di assoluta paranoia distruttiva ma anche autodistruttiva, e qui verrebbe da chiedersi quale delle due preceda l’altra, ma sarebbe come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina.
La storia de I VEDOVI  ha come protagonista una giovane coppia, un aspirante scrittore di successo ma anche  mediocre attore per sbarcare il lunario, altrettanto giovane ,molto carina, anche lei avviata al successo come modella, abbastanza disinibita nei comportamenti, almeno così sembra a lui anche se la verità è ben diversa. Ma per lui è ornai una ossessione a cui non riesce a sfuggire, la segue, ne controlla le telefonate e la corrispondenza, addirittura rinuncia a un grosso successo letterario accecato come è da questa divorante gelosia che lo porterà anche a gesti più estremi.
La frase nel libro viene pronunciata da una delle figure più enigmatiche che i due autori abbiano creato, tale Patrice Garavan, creatore  di trame e intrighi  e qui un apparente
contrasto con l’altro protagonista. E a un certo punto sarà lo deus ex machina della situazione.
I due nostri autori, ormai considerati tra le più eminenti figure dell’emisfero giallista, in Italia vengono un po’accostati ai nostri Fruttero e Lucentini, anche se da parte ci sembra
esserci molta più cattiveria.
L’ossessione nei loro romanzi va oltre l’investigatore classico che conduce la rituale indagine, ci sono sì dei poliziotti ma sono apparenze poco significative nell’economia del racconto.In I VEDOVI tutto è  permeato su una sorta di follia ossessiva dove ciò che appare non è tanto l’azione quanto l’intenzione, la psicologia dell’individuo, il suo per forza approccio sbagliato alla realtà. Questo monsieur Mirkine, il protagonista,è  personaggio grottesco, surreale nella sua gelosia, addirittura quasi comico in questo sua personale rappresentazione della realtà, che però comica non è ma addirittura tragica,tanto che lo porterà alla rovina.,precipitando sempre più nella follia. Del resto nei titoli di questi
scrittori si parla spesso di Demoni, di Demoniaci, di Diabolici, di figure fuori del senso comune, ma non per questo sono meno reali.
Lo scopo dei nostri autori sembra quello di muoversi in un meccanismo a effetto dove realtà e incubo si mescolano e si confondono di continuo. E questo succederà anche a Serge sempre più frustrato tanto da arrivare a uccidere, per finire di sprofondare in un’atmosfera che lo avviluppa sempre più senza che lui sappia reagire, anche se i nostri autori sono
abilissimi anche nel far rivivere le angustie e le ossessioni della mente umana, ma riuscendo a non perdere mai di vista quello che è l’intreccio giallo della vicenda, E un esempio
di questo ve lo può dare lo stesso titolo dell’opera.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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