Il Blog di Giuseppe Previti

” LA DISCIPLINA DI PENELOPE” DI GIANRICO CAROFIGLIO- MONDADORI- 11.O2.2021

Penelope si è appena svegliata in casa di un o sconosciuto, “ennesima notte buttata via” lo pensa lei stessa, e così velocemente e in silenzio lascia la casa e attraversa Milano
per tornare alla propria abitazione. Lei è un ex-pubblico ministero…in carriera che per un misterioso incidente di percorso ha dovuto lasciare il servizio.
Un giorno un giornalista suo amico le manda un uomo, a suo tempo indagato per l’omicidio della maglie. Il procedimento si era concluso con l’archiviazione ma con una for-
mula dubitativa, l’uomo le chiede di occuparsi del caso e trovare il vero assassino, e per recuperare l’onore perduto e per sapere cosa rispondere alla figlioletta quando le chiederà
della madre. Penelope di primo acchito rifiuta ma poi dietro le insistenze dei vecchi amici accetta di occuparsi della questione.

Con la Disciplina di Penelope Gianrico Carofiglio ci presenta una storia assai intensa per ritmo e efficacia di scrittura, elevando a protagonista una figura femminile dai
tratti forti e ben delineati.una donna  un tempo assai dura e assai fragile, eternamente arrabbiata, che cerca conforto….si fa per dire,nell’alcol e in effimere avventure.
Carofiglio  da vita a un personaggio che si potrebbe presupporre “seriale”, una donna su cui tutta la storia è imperniata, tant’è  che è lei stessa a raccontarcela in prima persona.
Si chiama Penelope, è stata un pubblico ministero di punta, ma un qualcosa, che l’autore non ci rivela, ha bloccato la sua carriera e l’ha fatta uscire dalla magistratura.
L’autore ha scelto la forma dell’io narrante, attraverso una ex-magistrata, che si muove con sullo sfondo una Milano molto concreta, reale e che è la prima a non fare sconti a se
stessa, tutto è detto in maniera molto diretta, rapida, assai realistica.
Penelope si rivelerà un bel personaggio,, donna forte,conscia dei propri errori, ma anche decisa a non “scomparire”, Carofiglio in una intervista ha detto che lei fa parte di quel tipo di donne che più lo incuriosiscono, perché nel loro comportamento sembrano avere caratteristiche sia fenmminili che maschili. Lei di mestiere faceva il pubblico ministero,ma adesso ha perso questa “facciata” di sicurezza e rispettabilità, ha mille problemi non sempre agisce come si dovrebbe  ma nonostante tutto non si arrende, non rinuncia a vivere, certo in questa nuova fase della sua vita si puo’trovare di tutto. All’inizio del romanzo la troviamo a letto con uno sconosciuto, un “mediocre” ci dirà, che si
affretta a lasciare prima che si svegli, anche se qui, contraddizione del suo variegato carattere, ha un attimo di tenerezza  e gli fa ciao con la mano mentre lui dorme e lei se ne
va quasi a voler lasciare un gesto di solidarietà alle rispettive fragilità.
Fortunatamente ha conservato dei vecchi amici, poliziotti, giornalisti, ed ecco che  un o di questi le procura un incarico investigativo che le può permettere di andare meglio avanti in questa vita un po’sgangherata.
E così lei ora girerà per la città a caccia di indizi e di sensazioni, così la vediamo senza remore  fare sport attivo in un parco pubblico sotto lo sguardo assatanato diei ragazzi
che però non le si avvicinano, la sua è una figure che incute timore.
Un personaggio abbastanza importante nel romanzo è Michele il marito della donna uccisa e che le chiede di riaprire l’indagine. La sua è una presenza più di sfiondo, pur se è
determinante nel dare il via alla storia narrata. Un uomo freddo ma anche visibilmente provato da un fatto che gli ha cambiato la vita.  Di contro Penelope, sotto l’apparenza di una donna fragile., è una donna determinata che fondamentalmente nonostante quello che le è successo è rimasta se stessa, ha conservato un senso di disciplina e di onore da
rispettare, e questa la porterà a ributtarsi in quel mondo che l’ha respinta.
Un romanzo che si rivolge molto all’universo femminile, perché attraverso il ritratto della protagonista e anche delle altre comprimarie ci presenta appunto la “donna” in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni con l’intento sì di….”santificare” Penelope(si vede che al nostro autore piace), ma anche di far vedere come una persona possa rimettersi in
discussione e cercare di riportare se stessa sulla giusta via. La cura con cui l’autore tratta il personaggio fa pensare che presto rivedremo la ex-pm, probabilmente immaginata
come la possibile protagonista di un possibile serial televisivo.
In  questo romanzo breve( e anche questo è un merito visto il proliferare di mallopponi)una novità è che Gianrico Carofiglio  evita accuratamente di rivelarci di quali colpe
si sia macchiata la sua protagonista, né quale sia stata la sua vita prima di questo incontro. Scopriamo che era molto attaccata alla nonna, che ha praticato molto sport, che i
suoi collaboratori stravedevano per lei, ch beve molto, che usa psicofarmaci per dormire, che forse è più timida di quel che vuol dare a sembrare, che non disdegna esperienze
sessuali ma basta li….e d’altra per far conoscere un personaggio ai lettori ne avanza….Ai lettori l’impressione di una donna piena di malinconia per aver buttato via la propria
vita, ma però non del tutto vinta, e che forse può andare oltre le avventure passeggere,il bere e una vita sostanzialmente inutile.

 

GIUSEPPE PREVITI


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