Il Blog di Giuseppe Previti

” L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI BLOODY MARY ” DI PATRIZIA TORSINI- JOLLYROGER

Può capitare nella vita che accadano degli eventi che sembrano inspiegabili e ti fanno chiedere se stai sognando o se invece stai perdendo la ragione.  E se lo chiede in fatti uno dei protagonisti di questo romanzo quando gli capita di vedere una strana immagine del mare della Versilia mentre lui si trova in una vetta delle Apuane.
La storia prosegue costellata di tanti fatti, alcuni almeno, in apparenza reali, altri molto singolari o addirittura incredibili, ma la cosa più curiosa è che sembra che ci si possa in-
namorare di un fantasma.
Ma intanto la vita reale continua, e così i registrano le morti di quattro vecchietti che vivono da soli  e che sembrano essere morti di paura.
A rendere anche più complicata la vicenda le apparizioni di due fantasmi, due donne celebri, Bianca Capello e Mara Shelley. La storia va avanti, tanti i personaggi che la animano, non tutti con la coscienza a posto, e non è facile scrollarsi certi pesi di dosso…

Con L’importanza di chiamarsi Bloody Mary Patrizia Torsini  ci conduce in una strana storia di morti sospette, di fantasmi, che sconvolgono le menti di tanti vec-
chietti, in un susseguirsi di morti sospette e di un alternarsi di personaggi ora reali ora fantastici ora spettrali. A iniziare proprio da due fantasmi, quelli di Mara Shelley e
di Bianca Capello, due donne forti e importanti, morte tragicamente.La Shelley è stata scrittrice, filosofa, a lei è dovuto il romanzo gotico Frankestein e tante altre pubblica-
zioni precorritrici della letteratura moderna ma anche anticipatrici dell’emancipazione femminile.
Bianca Capello fu amante e poi moglie del granduca di Toscana,Francesco de’Medici, fu al centro di numerosi intrighi, lei e il marito persero la vita in circostanze molto misteriose.
Patrizia Torsini nel suo libro mescola presente e passato, realtà e fantasia, memorie e premonizioni, apparizioni di fantasmi e tuffi nel passato. Ne nasce un mistery dei
giorni nostri, dove un personaggio centrale forse non esiste, dove ci sono morti sospette, dove ci sono fantasmi che appaiono e scompaiono, dove c’è chi cerca di vederci chiaro.
Tra i tanti protagonisti, una coppia di librai che hanno creato una piccola libreria all’interno della lucchesia, cercando di animarla in tutti i modi con promozioni,presentazioni,
incontri a tema, numi tutelari e santi protettori della sala Mara Shelley e Lord Byron. Viene a trovarli una loro amica fiorentina, che nell’intento di movimentare il Paese e atti-
rare l’attenzione sulla libreria si camuffa da Mary Shelley girando per le strade,  ma questo finirà per sconvolgere l’atmosfera di quel luogo.
IL tutto ci porta all’interno di una storia di amicizie, di amori infranti e sognati, di personaggi non tutti raccomandabili, ma al momento in cui si registreranno delle strane morti sospette la faccenda si complica,  e allora sorgerà l’interrogativo ” Si puo’morire di “paura o c’è qualcosa alle spalle di tutto questo  ?”
Un romanzo corposo quindi, denso di motivi, diviso in quarantacinque capitoli, che si fa anche apprezzare perché oltre al thriller vero e proprio si fa anche paladino di una crociata per riscoprire i luoghi più trascurati delle montagne toscane.
Elisabetta, per tutti Betta,è la protagonista femminile della storia in un mondo dove sembra contare più l’apparenza che la sostanza, e dove lei stessa sembra l’emblema di quanto detto. Attrice, commessa, bella donna, misteriosa, sembra vivere un po’fuori della realtà, anche se poi lei e il suo grande amore, Sandro, scopriranno che è più facile innamorarsi di un fantasma che di una perdona reale.
Qua e là, dicevamo, l’ idea di rievocare una figura del passato,ma la gente non ama i fantasmi, scoppierà il finimondo e Betta si sentirà colpevole. Ci saranno le indagini, in cui
polizia e carabinieri stranamente cooperano, alla fine si arriverà a una verità ben diversa da quella che le prime apparenze potevano far supporre.
Romanzo fortemente “toscano”, si va dalla Versilia alle Apuane,dalla Lucchesia a Prato e a Firenze, grandi panorami, viste bellissime, in uno strano gioco dove il passato turba
il presente, dove compaiono anche degli animali, degli uccelli, che in un revival alla Hitchcock importunano gli umani.
Molto simbolismo, non tutto è sempre semplice da interpretare, il ritmo è sempre molto intenso. l’interesse è assicurato.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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