Il Blog di Giuseppe Previti

” LA FINALE” DI LEONARDO GORI- TEA -23.03.2021

Parigi, anno 1938, Giugno. La Nazionale di calcio italiana, allenata da Vittorio Pozzo, è giunta alla fase finale del  Campionato del Mondo di calcio che si sta svolgendo in Francia.
I francesi non amano gli italiani che però stanno arrivando in gran numero alla Gare de Lyon, Tra i tanti tifosi che arrivano in treno si è mescolato il capitano dei carabinieri Bruno Arcieri, ora al Sim, mandato in missione speciale  per contattare e riportare in Italia un fuoriuscito torinese. Arcieri pensa, pur se ha ricevuto l’incarico dal “Grande Capo”
in persona, che sia una missione di poco conto, e l’ha presa quasi per una breve vacanza. Ma ben presto si dovrà ricredere, perché si troverà coinvolto in situazioni anche molto
rischiose, tanto più che,appena arrivato, ha scoperto che il suo “contatto” è stato assassinato. Il capitano dovrà indagare nel mondo dei fuoriusciti,, in quello degli antifascisti,, in
quello dei comunisti, mentre nell’ombra si muovono gli agenti dell’Ovra,  e tanti oscuri individui privi di scrupoli e pronti a tutto, oltre che agenti della polizia fascista e sicari che
ammazzano senza pietà. Il tutto nella cornice di una grande Parigi dalle tante sfaccettature,, Arcieri l’attraverserà più volte in lungo e in largo,  di giorno e di notte, vedendola ora
sfavillante e bellissima, ora buia e miserevole. Percorrerà strade, piazze, si troverà in alberghi e ristoranti di lusso, e in piccoli bistrot a volte miserevoli, a sarà  a volte cacciatore,
a volte preda, in un susseguirsi di fatti e sensazioni fino al sorprendente epilogo.

La Nazionale di calcio italiana, guidata da Vittorio Pozzo, e forte dei vari Meazza ,Piola &C. è in Francia per la fase finale del Campionato del Mondo di calcio. Migliaia e migliaia
di tifosi stanno arrivando in Francia alla Gare de Lyon, tutti speranzosi che l’Italia arrivi alla finale,, tra lo scorno e l’ira dei francesi che proprio non ci amano. Da uno di questi treni scende il capitano Bruno Arcieri, mimetizzato tra questa grande massa di persona. Arcieri, da poco nel Sim,è in missione segreta, deve riportare in Italia un giovane ingegnere torinese.
Questa è la seconda delle avventure con protagonista il capitano dei carabinieri Bruno Arcieri, lo abbiamo conosciuto in “Nero di maggio”, ed ora lo vediamo avviato a una lunga
carriera che coprirà all’incirca trenta anni della storia d’Italia, dagli ultimi anni Trenta alla fine degli anni Sessanta.
LA FINALE di LEONARDO GORI  viene adesso ripubblicata da Tea edizioni. Sullo sfondo epico dei Mondiali di Calcio del 1938, che ci vengono ricordati a inizio di ogni capitolo
con le note del Diario di Emilio De Martino, inviato della Gazzetta, si svolge  anche un’altra storia. LEONARDO GORI pone al centro della stessa Bruno Arcieri, ora in forza al Sim, e conosciuto nel precedente “Nero di Maggio”, che deve riportare in Italia un fuoriuscito, l’ingegnere torinese Marinelli. Sembrava una missione di routine ma l’affare si pre-
senterà ben presto assai complesso perché l’uomo è stato trovato morto nella sua camera d’albergo, e subito appare lampante che non si è trattato di un suicidio. Arcieri si trove-
rà così costretto a fare l’investigatore sul campo, sempre attento a non suscitare sospetti negli agenti dell’Ovra che lo tengono d’occhio. Ma si troverà particolarmente sollecitato a agire da un noto giornalista sportivo al seguito degli azzurri e dalla bellissima vedova dell’ingegnere, una figura inquieta e inquietante perché presto il suo ruolo si rileva ben oltre quello della vedova inconsolabile.
La trama si snoda quindi abbastanza complicata, troppi interessi in ballo, contro i quali il buon Arcieri sembra un vaso di coccio tra tanti vasi di ferro, La legazione italiana a Parigi è un nido di spie, nella capitale francese si trovano italiani di tutte le tendenze, fascisti, antifascisti, comunisti, rifugiati, reduci dalla guerra di Spagna, insomma un grovi-
glio di personaggi dalle tante ideologie. E per un uomo che rivendica il suo ruolo di servitore dello Stato e vuole agire di conseguenza ,nel marasma che ha trovato nella capitale francese non è certo facile muoversi, Il tutto, di contro, nell’atmosfera gioiosa e rumorosa dei supporter italiani che stanno invadendo ka Francia, pur nel disappunto dei francesi.
Arcieri si troverà a contatto anche con la polizia francese che ne osserva le mosse e lo aiuta, pur se tra qualche distinguo.
Un romanzo di forte impegno conoscitivo e emotivo, raccontato con toni sempre molto vibranti, ma anche visti con un occhio dolente ma anche abbastanza disincantato vista la
ridda delle situazioni.
Mentre l’Italia trionfa sul campo Arcieri percorre instancabile la città, fa molte conoscenze e non sempre raccomandabili, suscitando molte ire e paure, viene più volte pestato e
messo in pericolo, ma lui, fedele a quella divisa che idealmente porta sempre e allo Stato che rappresenta non rinuncia a ricercare la verità. Il tutto comunque raccontato sempre
con grande senso dell’atmosfera dal nostro autore onde ricreare il clima storico e sociale di un’epoca.
Questo romanzo, riproposto dopo la prima edizione del 2003,  ancora oggi sfugge a una etichettatura precisa, dalla spy story al thriller ma alla fine è tutto questo, ma anche più,possiamo parlare anche di giallo storico. Intanto la cornice o anche la co-protagonista del romanzo,ovvero il campionato mondiale di calcio. Poi il fitto svilupparsi di trame
poliziesche e spionistiche, con complotti in cui si troverà ad agire il nostro capitano.
Nel romanzo sono poi inseriti dei pezzi tratti dal DIARIO DI UN GIORNALISTA di EMILIO DE MARTINO che ci fanno rivivere l’atmosfera palpitante e più propriamente
tecnica ed emotiva che si sviluppa intorno al grande evento. Poi, e anche grazie a un accurato lavoro di ricerca e di ricostruzione del periodo a cui hanno contribuito lo scrittore
DANIELE CAMBIASO e lo storico FRANCO CARDINI.
A Parigi si trova di tutto, dalla polizia dell’Ovra  e ai fascisti ai comunisti, agli anarchici, ai fuoriusciti, agli antifascisti, ai reduci dalla Spagna, oltre che agenti segreti di tutto il
mondo. Non v’è che dire, un bel contrasto, di qua lo sport con tutto quello di affascinante ma anche di propagandistico  che si porta dietro, di la  l’ideologia, il fanatismo. Arcari
si muove in questo guazzabuglio, da persona seria qual’è non si tira indietro, lui è fedele all’idea dello Stato, al concetto di servire la verità, e va avanti a sprezzo della propria
incomunicabilità.
Lui ha un compito che non può eseguire, il suo contatto è stato assassinato, ma non si sa da chi, troppi i possibili assassini, troppi gli interessati a farlo tacere. >E naturalmente,
come regola di ogni trama gialla che si rispetti l’assassino ri rivelerà il meno sospettabile. Da quanto detto possiamo quindi applicare tutte o nessuna delle definizioni sopra citate
a LA FINALE. Di vero c’è che,utilizzando il suo protagonista, quel che GORI ci racconta è tutto vero. In quel 1938 assistiamo alla guerra di Spagna, che precederà di poco la se-
conda guerra mondiale. L’atmosfera era ammorbante, pesante, ne hanno parlato storici,saggisti, giornalisti. Leonardo Gori di suo riesce a far rivivere l’odio, la violenza,l’assoluto
disprezzo delle vite umane che c’era tra le varie fazioni. Alla fine potremmo parlare di GIALLO-CRONACA.
Romanzo che è anche una preziosa testimonianza di quanto tanti autori, un tempo frettolosamente definiti di genere, hanno saputo narrare, continuando in maniera eccezionale a fare la  Storia del nostro Paese.

 

GIUSEPPE PREVITI


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